Papaya dei Caraibi (1978)

Pubblicato: 14 agosto 2016 in Erotico

papaya dei caraibi

Il poliedrico Joe D’Amato (al secolo Aristide Massaccesi) è universalmente conosciuto come uno specialista del genere erotico, genere che ha effettivamente attraversato in lungo e in largo nell’ arco della sua sterminata filmografia. Nel 1978, dopo il buon riscontro di un film avventuroso girato a Santo Domingo (“Duri a morire”), ci ritorna e vi gira una sorta di thriller erotico senza pretese e a basso costo con attori locali, riducendo al minimo il cast dei cosiddetti attori professionisti. Nessuno avrebbe potuto immaginare che il film in questione, “Papaya dei Caraibi”, sarebbe diventato un grande successo e che avrebbe fatto da apripista per un periodo storico molto importante nella carriera Massaccesi, il cosiddetto periodo erotico-caraibico che lo vedrà girare nell’ arco di 3 anni (tra il 1978 e il 1981) ben 8 pellicole praticamente back to back e quasi tutte con lo stesso cast. Si tratta di pellicole esotico-erotiche con contaminazioni thriller, horror (con lo splatter che va via via sempre aumentando) e hard-core, genere che il buon Massaccesi aveva già toccato con gli inserti hard di “Emanuelle in America” ed “Emanuelle perchè violenza alle donne?” e che poi sdoganerà definitivamente: il boom del porno in Italia dei primi anni ’80 vedrà proprio in Massaccesi una sorta di pioniere con il suo “Sesso nero” (primo film del periodo caraibico, appunto, dopo “Papaya dei Caraibi”)… Restando sull’ argomento principale, dicevamo del cast minimale: abbiamo l’ attore francese Maurice Poli, una ottima Sirpa Lane (bellezza finlandese reduce dal successo internazionale de “La bestia” di Walerian Borowczyk e futura starlette in pianta stabile del nostro cinema) e una clamorosa e bellissima Melissa Chimenti, protagonista principale che interpreta la Papaya del titolo. Leggi il seguito di questo post »

La nottata (1974)

Pubblicato: 1 agosto 2016 in Erotico

la nottata

Pellicola molto particolare diretta da Tonino Cervi, un autore trasversale che non ha mai diretto film banali. La storia si sviluppa interamente nell’arco di un tardo pomeriggio e di una notte milanese, fino alle luci dell’ alba del giorno dopo, e narra le vicende di due giovani e sfrontate ragazze che attraversano senza alcun problema situazioni erotico-trasgressive e decisamente al limite. Il film anticipa di qualche anno le tematiche di “Avere vent’ anni” di Fernando Di Leo, con un finale decisamente più edulcorato e soft, ed è girato con estrema cura e raffinatezza, senza mai concedersi alla volgarità. Certo, ci sono un paio di scene con nudi integrali full frontal (anche maschili!) ma la morbosità non abita da queste parti… Le 2 eroine del film sono Sara Sperati e Susanna Javicoli, tristemente accomunate da un atroce destino: entrambe, infatti sono scomparse prematuramente. La Sperati è morta a 46 anni per overdose e la Javicoli a 49 per un cancro… Leggi il seguito di questo post »

Roma bene (1971)

Pubblicato: 25 luglio 2016 in Drammatico

roma bene

Spietato e grottesco ritratto dell’ aristocrazia romana che si dimena tra ricchezze, corruzioni e frivolezze di ogni tipo. In un contesto del genere si può davvero dire che il più pulito ha la rogna e quindi il regista Carlo Lizzani ci va giù duro strizzando un occhio a Pietro Germi (e a quel capolavoro che risponde al nome di “Signore & signori”) e un altro a Fellini (“Il bidone”), imbastendo tante piccole sotto-trame e condendo il tutto con un humour nero estremamente raffinato. I personaggi sono davvero tantissimi ed il cast è stellare e variegato: si va da uno strepitoso Nino Manfredi a Philippe Leroy, da Umberto Orsini a Gigi Ballista, da Vittorio Caprioli a Gastone Moschin senza dimenticare il robusto comparto femminile composto da Senta Berger (autentica icona del film è la sua immagine nuda a pancia sotto, sdraiata sul letto), Virna Lisi, Irene Papas, Michele Mercier, Annabella Incontrera, Ely Galleani. Piccoli ruoli anche per Minnie Minoprio, Maria Pia Giancaro e perfino Antonia Santilli che si vede, quasi di sfuggita, nel finale sulla barca… Da leccarsi i baffi! Leggi il seguito di questo post »

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La commedia sexy è genere nel quale, negli anni ’70, noi italiani siamo stati maestri indiscussi; una volta individuato un filone che incontrava i gusti del pubblico era fin troppo facile proseguire su quella strada e con altrettanto successo… Ecco quindi che il regista Michele Massimo Tarantini (uno specialista del genere), affiancandosi allo stesso team di sceneggiatori composto da Francesco Milizia (l’ onnipresente!) e Marino Onorati, torna a dirigere la stupenda Edwige Fenech nei panni di Gianna la poliziotta (già vista e apprezzata nel 1976 in “La poliziotta fa carriera”). Stavolta le viene cambiato il cognome (da Amicucci a D’ Amico) ma ad affiancarla c’ è ancora l’ imbranato Alvaro Vitali (sempre nei panni dell’ agente Tarallo), ormai non più relegato a ruolo di comprimario ma bensì co-protagonista. Il resto del cast vede uno stuolo di caratteristi della nostra beneamata commedia a dir poco sontuoso: sua maestà Lino Banfi, Gianfranco Barra, Franco Diogene, Giacomo Rizzo, Sal Borgese, Marzio Honorato, Jimmy il fenomeno + un cameo di Ennio Antonelli… Leggi il seguito di questo post »

Piedone lo sbirro (1973)

Pubblicato: 3 luglio 2016 in Poliziesco

piedone lo sbirro

Interessante poliziesco che si fonde con la commedia e che riesce a mixare entrambi i generi egregiamente (un po’ come accadrà 3 anni dopo con Tomas Milian e la serie delle “squadre”), “Piedone lo sbirro” inaugura la piccola serie (che alla fine conterà 4 pellicole) dedicata alle gesta del commissario di polizia Rizzo, uomo dai metodi alquanto anticonvenzionali; questa caratteristica lo rende inviso ai suoi superiori e lo accomuna a molti altri suoi colleghi del grande schermo (Merli, Milian, Merenda, Cassinelli & co.). Vista la sua grande mole il nostro eroe viene soprannominato “Piedone” e il suo andar fuori dalle righe verte soprattutto nel risolvere le questioni facendo ricorso non alla pistola ma a mirabolanti scazzottate che lo vedono, naturalmente, sempre trionfare. Bud Spencer (stavolta affrancato dal compagno di scena Terence Hill) incarna alla perfezione il personaggio e la regia di Steno (maestro della commedia ma, non a caso, anche pioniere del poliziesco all’ italiana con il meraviglioso “La polizia ringrazia”) è sempre stilisticamente impeccabile (un paio di inseguimenti spettacolari non hanno nulla da invidiare ad altri polizieschi più celebrati). Anche il cognome bisillabo (Rizzo) è in perfetta linea con gli eroici commissari di polizia del filone poliziesco italiano (Betti, Murri, Sarti, Olmi, Terzi, Tanzi etc. etc.) e il pubblico risponde molto bene: Leggi il seguito di questo post »

Ciao Bud…

Pubblicato: 28 giugno 2016 in Avvisi ai naviganti

budspencer

E così è volato in cielo anche Bud Spencer, il gigante buono, l’ uomo che usava la violenza sempre e soltanto a fin di bene e che ha divertito intere generazioni.
Inutile girarci intorno: per me è una grave perdita, è un po’ come se se ne fosse andato via il mio secondo papà…
Perchè per tutti noi bambini degli anni ’70, cresciuti guardando al cinema o nelle sale parrocchiali le sue imprese, Bud Spencer era proprio questo: il papà che avresti voluto. Gigantesco, protettivo, scorbutico ma dal cuore gentile, sempre pronto a difenderti e a sferrare sganassoni ai cattivi. Una sorta di eroe immortale e invincibile… Enorme, dal sorriso pacioso e con due occhietti piccoli e semichiusi che però lasciavano trasparire una grandissima umanità.
Volevi minacciarlo con una pistola? Lui non si intimoriva e ti mollava un cazzottone…
In coppia con il fido Terence Hill ha formato un duo longevo e inossidabile che ha divertito grandi e piccini per tutti gli anni ’70 e metà degli ’80.
Ma purtroppo l’ immortalità terrena non esiste e il 27/06/2016 Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer (napoletano con un brillante passato da nuotatore olimpionico), ci ha lasciati.
Oggi sentivo alla radio che non ha mai avuto una vera occasione nel cinema d’ autore e che è rimasto sempre confinato nell’ ambito del cinema popolare e commerciale, quasi come se ciò fosse una diminutio…
Invece Bud è stato un vero eroe del grande schermo, alla faccia dei critici parrucconi che ancora oggi aprono bocca per blaterare a sproposito.
Ora me lo immagino a mangiare fagioli insieme agli angeli, parafrasando il titolo di un suo celebre film.
Ciao Bud, ci mancherai molto…
Possiamo solo dirti: “Grazie, omone…”

Le orme (1975)

Pubblicato: 19 giugno 2016 in Thriller

le orme

Raffinatissima ed elegante pellicola diretta da Luigi Bazzoni, confezionata in maniera egregia partendo dal romanzo “Las huellas” di Mario Fanelli (co-autore della sceneggiatura) e praticamente (e incredibilmente!) semi-sconosciuta. Il regista è in stato di grazia e, avvalendosi della fotografia impeccabile di Vittorio Storaro (i panorami lunari virati in blu sono favolosi), realizza una storia con un meccanismo ad orologeria che deflagra nel finale dopo aver mantenuto un ritmo lento, quasi ipnotico, ma inesorabile. Difficilmente inquadrabile in un solo genere (vi sono echi di fantascienza, giallo e, principalmente, thriller), “Le orme” è un film che avrebbe meritato sicuramente miglior fortuna ai suoi tempi e maggior fama anche ai giorni nostri. Ovviamente gli spettatori che amano i film adrenalinici o zeppi di effetti speciali si tengano alla larga perchè rischiano l’ abbiocco dopo venti minuti; chi invece ama soffermarsi sui dettagli, sulle immagini ai limiti del subliminale e sulle atmosfere si troverà a suo agio e si farà condurre lentamente per mano nella ragnatela tessuta dal regista, in un viaggio senza ritorno nei meandri nella schizofrenia. Leggi il seguito di questo post »