Pronto ad uccidere (1976)

Pubblicato: 18 maggio 2019 in Poliziesco

pronto ad uccidere

Un buon film, questo “Pronto ad uccidere” diretto da Franco Prosperi, che parte come un noir, prosegue come un film carcerario e poi sfocia nel poliziesco e nella spy-story. La carne al fuoco è tanta e il regista dirige con mestiere, costruendo tutta l’impalcatura della storia sulla figura del baldo e aitante Ray Lovelock, agente infiltrato in un giro di narcotrafficanti che affronta ogni situazione come e meglio di Terminator: il nostro, infatti, passa con disinvoltura da pestaggi in carcere a mani nude a sparatorie, attentati ed inseguimenti mortali (clamorosa la scena in cui, aggrappato alla pancia di un camion in corsa a pochi centimetri dall’asfalto, riesce ad arrampicarsi sul tetto dello stesso) e ne esce sempre lindo e pinto, senza neanche un graffio. E poi, visto il suo physique du role, non si fa chiaramente scappare un bel flirt con la starlette di turno (in questo caso la “baviana” Elke Sommer)… Leggi il seguito di questo post »

Macabro (1980)

Pubblicato: 11 maggio 2019 in Horror

macabro

Lamberto Bava, figlio d’arte con un cognome importante alle spalle (siamo ripetitivi ma va sempre ricordato che il padre Mario è stato tra i registi più importanti che abbiamo avuto in Italia), esordisce ufficialmente alla regia con “Macabro”, scritto (insieme allo stesso Bava e a Roberto Gandus) e prodotto dai fratelli Avati. Diciamo subito che esordio migliore non poteva esserci perchè questa sua opera prima è ricca di spunti interessanti: l’abile regista, utilizzando un ritmo volutamente lento e cadenzato che instilla nello spettatore la sensazione che non succeda mai nulla, conduce il pubblico in una storia morbosa e malsana che sfocia nella necrofilia e in un finale, per converso, decisamente movimentato e con una puntina di soprannaturale.
Una didascalia ad inizio film ci informa che i fatti narrati siano ispirati ad fatto di cronaca realmente accaduto (ma sarà vero?) e questo contribuisce ulteriormente a creare la giusta tensione e curiosità. Leggi il seguito di questo post »

ah si e io lo dico a zorro

“Che culata!”

Per parlare di questo curioso ed esilarante filmetto dovremmo innanzitutto usare l’espressione “Italiani sempre sul pezzo pronti a parodiare qualsiasi cosa abbia successo”. Siamo nel 1975: non si è ancora spenta l’eco del film “Zorro” di Duccio Tessari con Alain Delon (ottima trasposizione cinematografica dedicata al mitico eroe mascherato) che dopo tre mesi, visto il grande e meritato successo di pubblico, saltano fuori rapidamente due parodie. Il primo ad occuparsene è il regista Franco Lo Cascio che mette su una co-produzione italo spagnola e gira con pochissimi mezzi una pellicola simpatica e divertente, piena di ritmo e piacevole. Il titolo è già di per sé una autentica genialata: “Ah sì?.. E io lo dico a ZZZorro!”, assolutamente meraviglioso. Di lì a due mesi toccherà a Mariano Laurenti e al suo “Il sogno di Zorro” (con Franco Franchi!): ci torneremo… Leggi il seguito di questo post »

amore all'italiana

“Già… Oggi per sopravvivere non basta essere diabolici normali, occorre essere diabolici super!
I diabolici di una volta, se tornassero oggi, credete che riuscirebbero a cavarsela?
I lupi mannari, per esempio: quelli che nelle leggende spargevano il terrore ululando nelle notti di luna. Ve lo immaginate uno di loro, oggi, in un bosco alla periferia di una città?
O i vampiri, che per prolungare la loro vita si nutrivano di sangue umano…
Come se la caverebbero oggi?…” Leggi il seguito di questo post »

roma drogata

Questo primo ed unico film diretto da Lucio Marcaccini va certamente ad inserirsi nel filone poliziesco italiano (in piena ascesa alla metà degli anni ’70) ma lo fa, più che per intenzioni proprie, per merito della produzione che impone all’ultimo momento un titolo che riecheggia altri titoli precedenti del genere: da “Milano trema: la polizia vuole giustizia”, “Milano odia: la polizia non può sparare”  e “Roma violenta”  a “Roma drogata: la polizia non può intervenire”  è un attimo…
Tutto ciò può essere fuorviante perchè il titolo di lavorazione originale era “Il buio nel cervello”  e all’estero il film è uscito con l’ancora più calzante titolo “Hallucinating trip”, a dimostrazione che l’aspetto poliziesco è piuttosto marginale e che il regista preferisce concentrarsi sulla descrizione della distruzione fisica e psicologica prodotta dall’uso delle droghe, soprattutto tra i giovani. C’è quindi denuncia sociale e una certa sensibilità di fondo ma il buon Marcaccini non è né Lizzani, né Petri, né Zampa né Damiani e il risultato finale è un ibrido che oscilla tra il poliziesco e il drammatico con tante buone intenzioni, non tutte però tradotte nella maniera migliore. Eppure, nonostante tutto ciò, il film è una piccola sorpresa e non è assolutamente da buttare via o liquidare frettolosamente. Leggi il seguito di questo post »

Il lupo e l’agnello (1980)

Pubblicato: 13 aprile 2019 in Commedia

il lupo e l'agnello

“Che marca sò ‘sti rigatoni?”
“L’amico dell’uomo!”
“Pensa si era er nemico, li mortacci sua…”

Divertente pellicola firmata da Francesco Massaro, ex assistente alla regia di gente del calibro di Visconti, Pietro Germi, Dino Risi, Lucio Fulci (e finanche Eduardo De Filippo!) che negli anni ’80 griffa come regista un poker di commedie originalissime e di grandissimo rilievo partendo proprio da “Il lupo e l’agnello”. L’idea di accoppiare Tomas Milian, ormai lanciatissimo nei suoi personaggi scurrili e sboccati del “Monnezza” e del maresciallo Nico Giraldi, e il francese Michel Serrault, reduce dal grandissimo successo internazionale de “Il vizietto” è davvero geniale e la strana coppia funziona a meraviglia. Alla sceneggiatura partecipano in 4 (il regista Massaro + Enrico Vanzina e la coppia Amendola/Corbucci) e il risultato è esilarante: la contrapposizione tra le volgarità di Milian (doppiato come sempre da Ferruccio Amendola) e la classe francese di Michel Serrault (doppiato da Oreste Lionello proprio come ne “Il vizietto”) è una mossa davvero vincente. L’intento dei produttori è palesemente quello di richiamare al cinema gli estimatori di entrambi i sottogeneri, al punto che nel trailer le voci di Amendola e Lionello invitano il pubblico ad andare a vedere il loro film (cosa che si ripeterà spesso nei trailer targati De Laurentiis di quel periodo); inoltre Amendola fa riferimento a Serrault chiamandolo proprio “er francese der Vizietto”. Più chiaro di così…
Il personaggio interpretato da Milian è una sorta di variazione sul tema der “Monnezza” e viene ribattezzato “Cuculo” per non confondere il pubblico, anche se le caratteristiche principali restano immutate: barba incolta, capelli ricci, abbigliamento colorato/stravagante e parolaccia facile. In una battuta del film è Milian stesso a spiegare di essersi trasformato da Monnezza in Cuculo dopo aver visto 36 volte il celebre film con Jack Nicholson nel quale si fa riferimento al volatile profittatore… Leggi il seguito di questo post »

Nove ospiti per un delitto (1977)

Pubblicato: 6 aprile 2019 in Giallo

nove ospiti per un delitto

Ferdinando Baldi, regista attivo soprattutto nel western, si cimenta anche nel giallo (e fa bene) con questo thriller derivativo che saccheggia l’ormai inflazionatissimo “Dieci piccoli indiani” di Agata Christie e le “5 bambole per la luna d’agosto” di Mario Bava dal quale prende spunto soprattutto per l’ambientazione insulare e per l’idea del gruppo di persone circondate dal mare senza via di fuga. Pur non possedendo l’ironia del Maestro Bava e il fascino psichedelico del modello di riferimento il film del buon Baldi risulta comunque godibile perchè il nostro dirige con mestiere e si avvale del soggetto e della sceneggiatura perfetta di un giallista come Fabio Pittorru. Il regista campano mostra un certo gusto per l’efferatezza dei delitti e anticipa di poco la golden age dello slasher che verrà (con “Halloween”, dal 1978 in poi) alla quale Bava (sempre lui!) aveva già dato comunque un notevole imprinting con il suo “Reazione a catena” di 6 anni prima: qui abbiamo vittime prese a fucilate, strangolate, decapitate, bruciate vive, fiocinate, sepolte vive… Un tripudio. Leggi il seguito di questo post »

Il giorno della civetta (1968)

Pubblicato: 30 marzo 2019 in Noir

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“Io divido l’umanità in cinque categorie: ci sono gli uomini veri, i mezzi uomini, gli ominicchi, poi i ruffiani… e in ultimo, come se non ci fossero, i quaquaraquà. Sono pochissimi gli uomini… i mezzi uomini pochi… già molti di più gli ominicchi: sono come bambini che si credono grandi… Quanto ai ruffiani, stanno diventando un vero esercito. E, infine, i quaquaraquà: il branco di oche…” 

Tratto dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia e ottimamente diretto da Damiano Damiani, regista che si è sempre distinto nel cinema di impegno civile, “Il giorno della civetta” è un film sulla mafia che mantiene intatta, a distanza di oltre 50 anni, tutta la sua forza. Leggi il seguito di questo post »

La sposina (1976)

Pubblicato: 23 marzo 2019 in Erotico

la sposina

Commedia dall’elevato tasso erotico diretta da Sergio Bergonzelli, “La sposina” vede protagonista la starlette Antiniska Nemour che qui si erge a protagonista assoluta dopo alcuni ruoli minori in pellicole precedenti. La ragazza ha il fisico giusto (all’epoca aveva 19 anni) e mostra le sue nudità con gioia e naturalezza, lasciando una punta di rimpianto per aver avuto una carriera troppo breve; qui la nostra, scatenata e spregiudicata, salta da un letto all’altro con disinvoltura per compensare le defaillance sessuali del maritino impotente Carlo De Mejo. Leggi il seguito di questo post »

Cannibal holocaust (1980)

Pubblicato: 16 marzo 2019 in Drammatico

cannibal holocaust

“Cannibal holocaust” di Ruggero Deodato è un autentico capolavoro di violenza e crudeltà e si è guadagnato sul campo, nel corso degli anni, la meritatissima qualifica di “film maledetto”: bannato, censurato e tagliato in 23 paesi all around the world, è una pellicola che non si guarda impunemente e che lascia il segno senza alcun dubbio. Gli effettacci puntano a shockare il pubblico e vengono quindi mostrati allegramente squartamenti di vario tipo con sangue che scorre copioso e frattaglie e budella, coniugando in modo egregio lo splatter viscerale e l’action movie. Gli spettatori sensibili avranno svariati argomenti per detestarlo perchè alcune scene sono insostenibili sul serio e sono il frutto di una precisa scelta stilistica: il regista lucano ha voluto girare un film dal taglio documentaristico che fosse il più realistico possibile e quindi vi ha inserito anche alcune scene (reali) che mostrano l’uccisione di alcuni animali (nello specifico un topo muschiato, una tartaruga gigante, una scimmietta e un maialino). Leggi il seguito di questo post »