roma drogata

Questo primo ed unico film diretto da Lucio Marcaccini va certamente ad inserirsi nel filone poliziesco italiano (in piena ascesa alla metà degli anni ’70) ma lo fa, più che per intenzioni proprie, per merito della produzione che impone all’ultimo momento un titolo che riecheggia altri titoli precedenti del genere: da “Milano trema: la polizia vuole giustizia”, “Milano odia: la polizia non può sparare”  e “Roma violenta”  a “Roma drogata: la polizia non può intervenire”  è un attimo…
Tutto ciò può essere fuorviante perchè il titolo di lavorazione originale era “Il buio nel cervello”  e all’estero il film è uscito con l’ancora più calzante titolo “Hallucinating trip”, a dimostrazione che l’aspetto poliziesco è piuttosto marginale e che il regista preferisce concentrarsi sulla descrizione della distruzione fisica e psicologica prodotta dall’uso delle droghe, soprattutto tra i giovani. C’è quindi denuncia sociale e una certa sensibilità di fondo ma il buon Marcaccini non è né Lizzani, né Petri, né Zampa né Damiani e il risultato finale è un ibrido che oscilla tra il poliziesco e il drammatico con tante buone intenzioni, non tutte però tradotte nella maniera migliore. Eppure, nonostante tutto ciò, il film è una piccola sorpresa e non è assolutamente da buttare via o liquidare frettolosamente. Leggi il seguito di questo post »

Il lupo e l’agnello (1980)

Pubblicato: 13 aprile 2019 in Commedia

il lupo e l'agnello

“Che marca sò ‘sti rigatoni?”
“L’amico dell’uomo!”
“Pensa si era er nemico, li mortacci sua…”

Divertente pellicola firmata da Francesco Massaro, ex assistente alla regia di gente del calibro di Visconti, Pietro Germi, Dino Risi, Lucio Fulci (e finanche Eduardo De Filippo!) che negli anni ’80 griffa come regista un poker di commedie originalissime e di grandissimo rilievo partendo proprio da “Il lupo e l’agnello”. L’idea di accoppiare Tomas Milian, ormai lanciatissimo nei suoi personaggi scurrili e sboccati del “Monnezza” e del maresciallo Nico Giraldi, e il francese Michel Serrault, reduce dal grandissimo successo internazionale de “Il vizietto” è davvero geniale e la strana coppia funziona a meraviglia. Alla sceneggiatura partecipano in 4 (il regista Massaro + Enrico Vanzina e la coppia Amendola/Corbucci) e il risultato è esilarante: la contrapposizione tra le volgarità di Milian (doppiato come sempre da Ferruccio Amendola) e la classe francese di Michel Serrault (doppiato da Oreste Lionello proprio come ne “Il vizietto”) è una mossa davvero vincente. L’intento dei produttori è palesemente quello di richiamare al cinema gli estimatori di entrambi i sottogeneri, al punto che nel trailer le voci di Amendola e Lionello invitano il pubblico ad andare a vedere il loro film (cosa che si ripeterà spesso nei trailer targati De Laurentiis di quel periodo); inoltre Amendola fa riferimento a Serrault chiamandolo proprio “er francese der Vizietto”. Più chiaro di così…
Il personaggio interpretato da Milian è una sorta di variazione sul tema der “Monnezza” e viene ribattezzato “Cuculo” per non confondere il pubblico, anche se le caratteristiche principali restano immutate: barba incolta, capelli ricci, abbigliamento colorato/stravagante e parolaccia facile. In una battuta del film è Milian stesso a spiegare di essersi trasformato da Monnezza in Cuculo dopo aver visto 36 volte il celebre film con Jack Nicholson nel quale si fa riferimento al volatile profittatore… Leggi il seguito di questo post »

Nove ospiti per un delitto (1977)

Pubblicato: 6 aprile 2019 in Giallo

nove ospiti per un delitto

Ferdinando Baldi, regista attivo soprattutto nel western, si cimenta anche nel giallo (e fa bene) con questo thriller derivativo che saccheggia l’ormai inflazionatissimo “Dieci piccoli indiani” di Agata Christie e le “5 bambole per la luna d’agosto” di Mario Bava dal quale prende spunto soprattutto per l’ambientazione insulare e per l’idea del gruppo di persone circondate dal mare senza via di fuga. Pur non possedendo l’ironia del Maestro Bava e il fascino psichedelico del modello di riferimento il film del buon Baldi risulta comunque godibile perchè il nostro dirige con mestiere e si avvale del soggetto e della sceneggiatura perfetta di un giallista come Fabio Pittorru. Il regista campano mostra un certo gusto per l’efferatezza dei delitti e anticipa di poco la golden age dello slasher che verrà (con “Halloween”, dal 1978 in poi) alla quale Bava (sempre lui!) aveva già dato comunque un notevole imprinting con il suo “Reazione a catena” di 6 anni prima: qui abbiamo vittime prese a fucilate, strangolate, decapitate, bruciate vive, fiocinate, sepolte vive… Un tripudio. Leggi il seguito di questo post »

Il giorno della civetta (1968)

Pubblicato: 30 marzo 2019 in Noir

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“Io divido l’umanità in cinque categorie: ci sono gli uomini veri, i mezzi uomini, gli ominicchi, poi i ruffiani… e in ultimo, come se non ci fossero, i quaquaraquà. Sono pochissimi gli uomini… i mezzi uomini pochi… già molti di più gli ominicchi: sono come bambini che si credono grandi… Quanto ai ruffiani, stanno diventando un vero esercito. E, infine, i quaquaraquà: il branco di oche…” 

Tratto dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia e ottimamente diretto da Damiano Damiani, regista che si è sempre distinto nel cinema di impegno civile, “Il giorno della civetta” è un film sulla mafia che mantiene intatta, a distanza di oltre 50 anni, tutta la sua forza. Leggi il seguito di questo post »

La sposina (1976)

Pubblicato: 23 marzo 2019 in Erotico

la sposina

Commedia dall’elevato tasso erotico diretta da Sergio Bergonzelli, “La sposina” vede protagonista la starlette Antiniska Nemour che qui si erge a protagonista assoluta dopo alcuni ruoli minori in pellicole precedenti. La ragazza ha il fisico giusto (all’epoca aveva 19 anni) e mostra le sue nudità con gioia e naturalezza, lasciando una punta di rimpianto per aver avuto una carriera troppo breve; qui la nostra, scatenata e spregiudicata, salta da un letto all’altro con disinvoltura per compensare le defaillance sessuali del maritino impotente Carlo De Mejo. Leggi il seguito di questo post »

Cannibal holocaust (1980)

Pubblicato: 16 marzo 2019 in Drammatico

cannibal holocaust

“Cannibal holocaust” di Ruggero Deodato è un autentico capolavoro di violenza e crudeltà e si è guadagnato sul campo, nel corso degli anni, la meritatissima qualifica di “film maledetto”: bannato, censurato e tagliato in 23 paesi all around the world, è una pellicola che non si guarda impunemente e che lascia il segno senza alcun dubbio. Gli effettacci puntano a shockare il pubblico e vengono quindi mostrati allegramente squartamenti di vario tipo con sangue che scorre copioso e frattaglie e budella, coniugando in modo egregio lo splatter viscerale e l’action movie. Gli spettatori sensibili avranno svariati argomenti per detestarlo perchè alcune scene sono insostenibili sul serio e sono il frutto di una precisa scelta stilistica: il regista lucano ha voluto girare un film dal taglio documentaristico che fosse il più realistico possibile e quindi vi ha inserito anche alcune scene (reali) che mostrano l’uccisione di alcuni animali (nello specifico un topo muschiato, una tartaruga gigante, una scimmietta e un maialino). Leggi il seguito di questo post »

Casa d’appuntamento (1972)

Pubblicato: 9 marzo 2019 in Giallo

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Questa delirante e bizzarra produzione italo/franco/tedesca, nata sotto l’egida del produttore e sceneggiatore Dick Randall, va ad inserirsi pienamente nel filone del giallo all’italiana dei primi anni ’70 nato sulla scia dei grandi successi di cassetta riscossi dai film di Dario Argento. La regia è affidata al poco attivo Ferdinando Merighi (che si firma con lo pseudonimo anglofono Fred Lyon Morris) e lo sforzo produttivo è notevole in quanto il cast è davvero di alto livello: il comparto femminile vanta nomi del calibro di Barbara Bouchet, Rosalba Neri e Anita Ekberg cui si aggiungono l’esordiente Evelyn Kraft, Ada Pometti e altre starlettes. Quello maschile sfodera invece l’hammeriano Howard Vernon, Renato Romano e, soprattutto, l’americano Robert Sacchi, noto per la sua somiglianza con Humphrey Bogart (e qui la produzione italiana si gioca il jolly affidandone il doppiaggio tricolore proprio alla voce storica di Bogart, ovvero Paolo Ferrari).
Una spruzzatina di sano erotismo è inevitabile, visto che il titolo è alquanto eloquente in tal senso, ma senza eccessi e nudi gratuiti clamorosi; si può dire, anzi, che di sesso ce n’è pochino, in barba a ciò che il titolo potrebbe lasciar intendere, e si punta molto sul versante giallo/thriller della storia con una puntina di horror paranormale (una testa decapitata e “vendicativa” oggetto di studio). Leggi il seguito di questo post »

Sette volte sette (1969)

Pubblicato: 2 marzo 2019 in Commedia

7 volte 7

Incredibile film diretto dall’ancora oggi troppo sottovalutato Michele Lupo (un regista che non ha ancora goduto di un meritato processo di rivalutazione toccato invece ad altri colleghi anche meno capaci, bisogna dirlo). Mescolando commedia, azione e avventura in un cocktail meraviglioso, Lupo inchioda gli spettatori alla sedia e li coinvolge nella storia di “un colpo” talmente incredibile, avvincente e, a tratti, inverosimile che diverte come non mai e tiene quasi con il fiato sospeso dall’inizio alla fine: vedere per credere. Leggi il seguito di questo post »

La liceale seduce i professori (1979)

Pubblicato: 23 febbraio 2019 in Commedia

la liceale seduce i professori

Con questo terzo capitolo si conclude la trilogia della liceale che vede protagonista Gloria Guida (i due capitoli precedenti sono “La liceale” e “La liceale nella classe dei ripetenti”, ai quali alcuni aggiungono erroneamente anche l’apocrifo “La liceale, il diavolo e l’acquasanta” che di liceale ha poco o nulla). Come nel precedente secondo capitolo diretto da Mariano Laurenti le nudità della splendida attrice di Merano sono piuttosto ridotte (eccezion fatta per la classica doccia dove viene spiata da un infoiato Lino Banfi) e quindi, più che sull’erotismo, si punta moltissimo sui siparietti comici che vedono protagonista assoluta la coppia Lino Banfi/Alvaro Vitali. L’unica eccezione che conferma la regola sono i nudi di Lorraine De Selle (esisterà un film al mondo nel quale non si è spogliata?), sempre graditi… Leggi il seguito di questo post »

Ricomincio da tre (1981)

Pubblicato: 16 febbraio 2019 in Commedia

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Dopo i consensi riscossi sul finire degli anni ’70 nel trio cabarettistico “La smorfia” (insieme a Enzo Decaro e Lello Arena) in quella autentica palestra di talenti comici che era il programma televisivo “Non stop” anche Massimo Troisi (dopo Carlo Verdone e i Gatti di Vicolo Miracoli) tenta la via del cinema. La sua opera prima è una ventata di freschezza che scuote il cinema italiano, da nord a sud. Il suo modo di esprimersi in dialetto napoletano (unico e inimitabile, inutilmente scimmiottato ai giorni nostri da tristi e anonimi emulatori che non hanno un briciolo del suo talento, leggasi Alessandro Siani), la sua simpatia e la sua timidezza “non ancora irrigidita dai fallimenti” (come recita Fiorenza Marchegiani in una scena cardine) fanno sì che il film sia un clamoroso successo di pubblico e faccia incetta di premi. Leggi il seguito di questo post »