Il giudice e la minorenne (1974)

Pubblicato: 21 settembre 2019 in Erotico

il giudice e la minorenne

Prima regia per Franco Nucci (che firma anche soggetto e sceneggiatura insieme a Gianni Martucci), “Il giudice e la minorenne” è indubbiamente un film complesso e particolare che mescola al suo interno più generi: parte come un poliziesco con una spettacolare fuga in auto dopo una rapina, prosegue con una denuncia sul malfunzionamento del sistema giudiziario italiano, si inerpica sul territorio del cinema politico e poi vira sul “lolitismo” sexy e sul dramma familiare. La trama è piuttosto articolata e forse la durata del film è troppo breve per la carne al fuoco che viene messa sul piatto ma lo svolgimento è abbastanza lineare e il film si segue con estremo piacere. Quando entra in scena la componente erotico-morbosa, con ragazzine sedicenni (nella fattispecie Flora Saggese e Caterina Barbero) che non si creano problemi a sedurre uomini che potrebbero tranquillamente essere i loro padri, immaginiamo come poteva scaldarsi l’atmosfera delle fumose sale cinematografiche di provincia di fronte a certe scene in quei meravigliosi e selvaggi anni ’70… Leggi il seguito di questo post »

Correva l’anno 1970 e gli schermi italiani cominciarono ad insanguinarsi con il primo, incredibile film di Dario Argento. L’idea dell’animale nel titolo, nata per caso, diverrà un segno distintivo del suo cinema e contraddistinguerà i suoi primi 3 film gialli (con inevitabile pletora di imitazioni coeve, più o meno riuscite). A “L’uccello dalle piume di cristallo” seguiranno “Il gatto a nove code” e “4 mosche di velluto grigio”. 3 gioielli che bisogna assolutamente celebrare nella nostra gallery. Leggi il seguito di questo post »

Sei donne per l’assassino (1964)

Pubblicato: 7 settembre 2019 in Giallo

sei donne per l'assassino

Della bravura tecnica di un regista come Mario Bava non ci stancheremo mai di tessere le lodi; dopo aver aperto la strada all’horror all’italiana (“I vampiri”, con Freda) e dopo l’assaggio del seminale “La ragazza che sapeva troppo” il geniale regista sanremese pone le fondamenta del genere giallo/thriller italiano che esploderà definitivamente ad inizio anni ’70. Gli stilemi introdotti da Bava faranno scuola: la figura iconografica dell’assassino vestito con impermeabile, cappello e guanti neri, la violenza, la crudeltà e l’efferatezza degli omicidi, le soggettive e le donne prese di mira come vittime preferite sono tutti elementi cardine di un genere che andrà successivamente codificandosi e che ancora oggi coinvolge e cattura gli appassionati di tutto il mondo. Leggi il seguito di questo post »

Concerto per pistola solista (1970)

Pubblicato: 31 agosto 2019 in Giallo

concerto per pistola solista

“Concerto per pistola solista” è un curioso e atipico giallo firmato dall’ottimo Michele Lupo (regista sottovalutato che non ha ancora goduto di una meritata riscoperta) ed esce nelle sale in un periodo (il 1970) dove il genere del giallo all’italiana si stava incanalando in una direzione chiara che era quella ormai tracciata da Bava, Lenzi, Martino e Argento. Lupo dirige invece un film completamente diverso e insolito, utilizzando ambientazione anglosassone alla Agatha Christie e il tema classico dell’eredità contesa con delitti a corredo; la sceneggiatura (nata da un soggetto di Sergio Donati e poi firmata dallo stesso in collaborazione con due giallisti doc come Massimo Felisatti e Fabio Pittorru) gioca molto sull’ironia e condisce la pellicola di un sottile humor, rendendola così un prodotto inconsueto e interessante in quanto a tratti sembra quasi una commedia. Leggi il seguito di questo post »

Ciao Carletto

Pubblicato: 29 agosto 2019 in Avvisi ai naviganti

carlo delle piane

Il 23/08/2019 si è portato via Carlo Delle Piane, attore che ha interpretato oltre 100 film dagli anni ’50 ai giorni nostri. Dagli esordi con Totò e Aldo Fabrizi l’ottimo Delle Piane ha attraversato con il suo inconfondibile naso arquato tutti i generi del cinema italiano ergendosi a protagonista eccelso soprattutto nella commedia brillante, scoprendosi poi attore drammatico di enorme spessore grazie soprattutto al sodalizio artistico con il regista Pupi Avati che forse, più di ogni altro, ha saputo valorizzarlo e coglierne le capacità. Una grave perdita che ci rattrista enormemente. Ciao Carletto.

Abuso di potere (1972)

Pubblicato: 24 agosto 2019 in Noir

abuso di potere

Interessantissimo film firmato dal regista Camillo Bazzoni (fratello minore dell’altro regista Luigi), autore di soli 4 lungometraggi ma che vanta una lunghissima carriera come operatore di macchina e direttore della fotografia, questo “Abuso di potere” va a collocarsi temporalmente in una ideale terra di mezzo: siamo a marzo del 1972, il genere del poliziesco all’italiana vero e proprio sta emettendo i suoi primi vagiti (è da poco uscito nelle sale il fondamentale “La polizia ringrazia”) e iniziano ad affacciarsi sullo schermo i primi “commissari di ferro” che saranno l’emblema del genere. Al contempo è in grandissima auge il genere di denuncia sociale contro la mafia (“Il giorno della civetta” e “Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica” di Damiani). Bazzoni dirige quindi un particolare ibrido che fonde entrambi i filoni (indagine poliziesca e collusione della mafia con i poteri forti, tema già affrontato nel suo precedente “E venne il giorno dei limoni neri”) in una trama quasi gialla dove si vede moltissimo la mano della coppia di sceneggiatori composta da Massimo Felisatti e Fabio Pittorru. La figura del commissario protagonista interpretato da Frederick Stafford (fresco protagonista di “Topaz” di Hitchcock) incarna già molti tòpoi di coloro che di lì a brevissimo lo seguiranno: ribelle, violento, coriaceo, rude, bizzoso, incorruttibile, dai metodi poco ortodossi e invisi ai superiori, idealista… Leggi il seguito di questo post »

Culo e camicia (1981)

Pubblicato: 17 agosto 2019 in Commedia

culo e camicia

Dopo l’ottimo successo di pubblico di “Qua la mano” il regista Pasquale Festa Campanile e il produttore Aurelio De Laurentiis insistono sulla formula del film diviso in due lunghi episodi con due importanti attori comici protagonisti. Dopo la coppia Montesano/Celentano tocca stavolta alla coppia Montesano/Pozzetto e il risultato è davvero eccellente. I due episodi sono eterogenei ma entrambi di ottimo livello (tanto che è difficile stabilire quale dei due sia il migliore) e anche la durata è piuttosto lunga (entrambi i segmenti durano più di un’ora); non a caso la pubblicità dell’epoca recitava: “Un film da vedere due volte perchè è un doppio film.”… Il primo è una sorta di fiaba magica e delicata con elementi fantastici mentre il secondo è una commedia degli equivoci più ruspante e di grana grossa che però riesce a mantenersi in ambiti non volgari. Leggi il seguito di questo post »

travolti da un insolito destino

Titolo decisamente fortunato che ormai è entrato nell’immaginario popolare italiano, “Travolti da un insolito destino…” è uno di quei magnifici esempi di magica ed irripetibile alchimia nata tra due attori protagonisti che da sola riesce praticamente a reggere tutto l’impianto della pellicola. La sceneggiatura è alquanto esile e stiracchiata (a dispetto di una durata piuttosto lunga che raggiunge i 110 minuti) ma la clamorosa chimica instaurata tra Giancarlo Giannini e Mariangela Melato (che sono in scena da soli per almeno il 90% del film) e la loro bravura fanno sì che l’eccessiva lunghezza non si noti minimamente. La regista Lina Wertmuller scrive e dirige una storia semplice di contrapposizione tra nord e sud, condendo il tutto con ironia e satira politica (i ricchi a bordo di una nave leggono tutti l’Unità e la Melato e il giornalista di sinistra Eros Pagni si scontrano su marxismo, leninismo, razzismo e anticlericalismo): Giannini è un rozzo e ignorante siciliano e la Melato è una riccona milanese estremamente snob ed insopportabile (fantastica la sua erre moscia accentuata, volutamente caricaturale). Leggi il seguito di questo post »

L’ossessa (1974)

Pubblicato: 3 agosto 2019 in Horror

l'ossessa

1974. La lunga eco del capolavoro di Friedkin “L’esorcista” continua a solleticare la fantasia dei registi italiani, sempre pronti a cavalcare l’onda di ogni successo nascente e a sfornare dei buoni prodotti di imitazione. Alla lista, già nutrita, aggiungiamo quindi il buon Mario Gariazzo, onesto ma altalenante mestierante in grado di realizzare cose buone alternate ad altre decisamente meno riuscite. Il suo “L’ossessa” è ancora oggi un oggetto misterioso quasi invisibile, distribuito poco e male nelle sale all’epoca dell’uscita e ancor peggio, dopo, in home video (per vederlo nell’italico idioma tocca ricorrere ad una rarissima vhs giapponese).
Più erotico che horror (tanto che uno dei suoi titoli esteri alternativi è “The Sexorcist”), punta tutte le sue fiches sulla fresca bellezza della giovane protagonista Stella Carnacina che, seppur posseduta dallo dimonio in persona, non viene deturpata più di tanto dal make-up (eccezion fatta per gli occhi rossi e le labbra secche e sbrindellate) e si spoglia nuda urlando in preda a irrefrenabili fremiti sessuali. Leggi il seguito di questo post »

Ciao, mio caro George…

Pubblicato: 31 luglio 2019 in Avvisi ai naviganti

george hilton picture collage

Il nostro cinema del cuore continua a perdere pezzi. E che pezzi! Il 28/07/2019 se n’è andato per sempre George Hilton, uno dei “belli” del nostro cinema. George, uruguagio adottato dall’Italia nella prima metà degli anni ’60, ha attraversato trasversalmente quasi tutti i generi ed è stato icona indiscussa del cinema di genere italiano. Di lui si ricordano soprattutto gli spaghetti western con la regia di Giuliano Carnimeo (e i suoi vari personaggi tipo Alleluja, Tresette e finanche un apocrifo Sartana preso in prestito da Gianni Garko), ma anche le commedie cappa e spada (il Passatore e l’improbabile Zorro di Lo Cascio), i polizieschi (è stato uno dei tanti commissari di ferro che hanno fatto grande il genere), i primi gialli di Sergio Martino (dove insieme ad Edwige Fenech ha formato sullo schermo una delle coppie più belle in assoluto ne “Lo strano vizio della signora Wardh” e “Tutti i colori del buio”), le commedie sexy (con la regia di Tarantini in “Taxi girl”, sempre con la Fenech, ma anche con Martino), il genere avventuroso (con Deodato) e anche l’horror (con Lamberto Bava). Versatile, poliedrico e dotato di gran talento, George Hilton ha lasciato un’impronta indelebile ed è una perdita che ci addolora enormemente. E’ stato attivissimo su Facebook fino a pochi giorni prima della fine, dimostrandosi sempre umile, gentile e disponibile con tutti gli innumerevoli fans che gli scrivevano ed erano tra i suoi contatti. Uno dei personaggi che preferiamo e a cui ha dato vita è quello del commissario Peretti nel meraviglioso giallo di Tonino Valerii “Mio caro assassino”; forse facciamo un torto alla sua straordinaria carriera a ricordarne solo uno ma il suo monologo finale in quel film è una delle cose più belle che siano mai state girate. E quindi ci piace salutarlo così…
P.S. si ringrazia per il picture collage dedicato al grande George il gruppo su Facebook CINEMA GIALLO ITALIANO / ITALIAN GIALLO.