L’affittacamere (1976)

Pubblicato: 21 maggio 2017 in Commedia

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Notevole e spintissima commedia degli equivoci diretta dallo specialista Mariano Laurenti che si avvale della presenza di una Gloria Guida nudissima e in gran forma. Per la Guida si tratta indubbiamente di un periodo iperproduttivo e di una delle sue pellicole che, personalmente, trovo tra le più audaci; basti pensare che, al di là dei nudi integrali full frontal, le situazioni pruriginose in cui viene a trovarsi sono davvero notevoli (tipo l’ onorevole che le appone firme con un pennarello su tutto il corpo o l’ avvocato che le fa la doccia massaggiandole il sedere). La sceneggiatura di Bruno Corbucci e Paolo Brigenti è tutta giocata sull’ ambiguità di una pensione chiamata Pensione Paradiso, da tutti ritenuta una sorta di bordello, e il cast è davvero di primissimo livello: Leggi il seguito di questo post »

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Poco prima di tuffarsi definitivamente nel cosiddetto periodo esotico-caraibico (il formidabile triennio che va dal 1979 al 1981), il regista Joe D’Amato scrive insieme a Tito Carpi la sceneggiatura di questo thriller erotico dal plot piuttosto semplice, girato in fretta e diretto con il solito mestiere. Protagonista femminile è Annamaria Clementi (lanciata dal buon Joe nell’ erotico-cannibalico “Emanuelle e gli ultimi cannibali”, dove (s)vestiva i panni di una suora), bellezza interessante ma poco sfruttata dal nostro cinema di genere che si mostra come mamma l’ ha fatta ed è una autentica esplosione di sensualità; peccato abbia girato pochi film… Come co-protagoniste abbiamo poi la virginale Brigitte Petronio (anche lei proveniente da “Emanuelle e gli ultimi cannibali”) e Annj Goren, al secolo Anna Maria Napolitano, futura performer hard core nei porno che D’Amato girerà di lì a poco. Leggi il seguito di questo post »

san babila ore 20

Ispirato ad un fatto vero di cronaca nera (l’ omicidio a Milano  di Alberto Brasili, giovane studente aggredito una sera nei pressi di Piazza San Babila mentre era insieme alla fidanzata ed ucciso a coltellate da 4 giovani neofascisti), “San Babila ore 20” vuole essere, nelle intenzioni del regista Carlo Lizzani, una sorta di documento-verità. Egli, con la collaborazione degli sceneggiatori Ugo Pirro e Mino Giardia, punta a descrivere l’ evento in maniera cruda e asettica e, per dargli ancor più veridicità e fargli assumere un taglio documentaristico, sceglie di puntare su un cast di giovani attori sconosciuti in modo tale che il pubblico non veda sullo schermo “l’ attore” ma solo un personaggio ( tra l’altro questo esperimento neorealista era già stato attuato da Lizzani un anno prima nel bellissimo “Storie di vita e malavita”): non a caso i nomi degli attori non compaiono sui titoli di testa. Leggi il seguito di questo post »

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Un anno dopo il buon successo del thriller “Ondata di piacere” al regista Ruggero Deodato viene data l’ opportunità di cimentarsi con un genere che in Italia stava ormai spadroneggiando: il poliziesco. Siamo nel 1976 e stanno impazzando i commissari di ferro e le città violente; districandosi tra le varie figure di commissari solitari, anticonvenzionali e anticonformisti Deodato propone invece come protagonista una coppia di giovani agenti di una squadra speciale, bellocci e playboy, che scorazza in motocicletta e che più che arrestare i criminali preferisce ammazzarli direttamente. I due sfrontati in questione sono Ray Lovelock e Marc Porel, coppia che indubbiamente funziona egregiamente (ma che, punto di vista personalissimo, non risulta del tutto simpaticissima per qualche sboronaggine di troppo) e che porta una autentica ventata di novità all’ interno del genere. La leggenda narra che la prima stesura della sceneggiatura prevedesse anche una velata componente omosessuale tra i due, idea poi cambiata successivamente. Leggi il seguito di questo post »

imputazione di omicidio per uno studente

Pronti, via… e ritorniamo con la macchina del tempo agli anni di piombo, con le violente contestazioni giovanili che si contrappongono alla violenza della polizia. Lo sceneggiatore Ugo Pirro, personaggio di spicco del nostro cinema di impegno civile e di denuncia di quegli anni (basti citare “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” o i futuri “La classe operaia va in paradiso” e “San babila ore 20”) scrive una storia che precipita immediatamente lo spettatore nel clima giusto, con un bel prologo fatto di scontri violentissimi tra studenti e forze dell’ ordine. In cabina di regia c’ è Mauro Bolognini (e già questa è garanzia di qualità) che però si affranca immediatamente dal coevo e nascente filone poliziesco e lascia pochissimo spazio all’ azione, preferendo concentrarsi soprattutto sui dialoghi e sull’ analisi dei personaggi, con l’ ottima contrapposizione e lo scontro generazionale tra i due protagonisti padre e figlio (il navigato Martin Balsam ed un giovane Massimo Ranieri), l’ uno giudice istruttore che applica (o dovrebbe applicare) la legge e l’ altro studente contestatore e violento. Leggi il seguito di questo post »

Tomas Milian

Non voglio ancora crederci: il 22/3/2017 Tomas Milian è morto.
Attore straordinario, maschera dai mille volti (che non era solo quella di Nico il pirata o Er Monnezza, personaggi ovviamente fondamentali che lui per primo amava), talento puro e fascino maledetto. Unico e inimitabile, capace di reinventarsi mille volte.
Non voglio cadere nella trappola della retorica e della celebrazione post mortem, attività nella quale in Italia siamo eccellenti. Non voglio semplicemente perchè Tomas io l’ho sempre celebrato, fin da bambino. Sono letteralmente cresciuto dapprima con i suoi film più popolari, quelli di genere nei quali si esibiva col suo linguaggio colorito; successivamente ho scoperto l’altra faccia di Tomas, quella più impegnata. E ho amato tutte le sfaccettature di questo cubano che in Italia ha trovato la dimensione perfetta per far esplodere tutto il suo enorme potenziale. Leggi il seguito di questo post »

E tanta paura (1976)

Pubblicato: 12 marzo 2017 in Giallo

e tanta paura

Seconda incursione del regista Paolo Cavara nel genere giallo (5 anni dopo “La tarantola dal ventre nero”) che però si contraddistingue per una certa originalità e si discosta nettamente da tutti gli stilemi “argentiani” e affini visti fin qui: vengono commessi una serie di delitti e la trama gialla è intrecciata a dovere (alla sceneggiatura partecipa anche Bernardino Zapponi) ma fino a quando non viene svelato l’ inghippo risulta piuttosto complesso scoprire l’ assassino, anche perchè agisce in maniera davvero singolare. Ma non è tutto: l’ intera storia si dipana attraverso una particolare miscela di commedia e poliziesco che fa di questo film un esemplare “ibrido” decisamente unico e fuori dagli schemi. Siamo in un periodo in cui il poliziesco all’ italiana sta dominando la scena tricolore con i suoi commissari di ferro serissimi e qui invece abbiamo un ispettore protagonista assolutamente atipico e ironico (un giovane Michele Placido in versione napoletana) che mentre tenta di risolvere il caso non disdegna di flirtare allegramente con donne di colore (Mary Routh League) e modelle francesi (Corinne Clery sempre bellissima!). A tutto questo aggiungiamo una spruzzatina di morbosità che quasi sconfina nel porno (in una scena un gruppetto di annoiati e ricchi borghesucci si allieta durante un festino proiettando in salotto un cartone animato erotico in super 8 il cui autore è il maestro dell’ animazione italiana Gibba che aveva firmato il primo e unico film erotico a cartoni italiano, ovvero “Il nano e la strega”), qualche omicidio piuttosto efferato, un tono generale da commedia grottesca, l’ ambientazione milanese che ricorda i noir di Fernando Di Leo e Umberto Lenzi, mescoliamo il tutto e avremo “E tanta paura”. Leggi il seguito di questo post »