Tre tigri contro tre tigri (1977)

Pubblicato: 18 febbraio 2018 in Commedia

Image and video hosting by TinyPic

“Tre tigri contro tre tigri” è un divertente film collettivo composto da tre episodi diretto da Steno e Sergio Corbucci che nel 1977 riscosse un notevole successo di pubblico: l’anno dopo, infatti, ha avuto una sorta di ideale seguito, sempre diviso in tre episodi diretti da due registi e sempre con gli stessi tre attori principali: “Io tigro, tu tigri, egli tigra”. D’altronde Renato Pozzetto era un attore che ormai stava diventando sempre più presente e consapevole dei suoi mezzi (qui affiancato dal suo storico compagno di scena Cochi Ponzoni) ed Enrico Montesano e Paolo Villaggio erano già una garanzia di divertimento per il pubblico. Nessuna fonte ufficiale attendibile ha finora fatto chiarezza su quali e quanti episodi siano stati diretti dai due registi e quindi noi, in base al cast e agli sceneggiatori, proviamo fare un’ipotesi (che va comunque presa col beneficio d’inventario).  Leggi il seguito di questo post »

Le mani di una donna sola (1979)

Pubblicato: 3 febbraio 2018 in Erotico

Image and video hosting by TinyPic

Nell’antro oscuro del cinema di genere italiano anni ’70 andiamo oggi a ripescare un bizzarro e delirante psicodramma erotico firmato da Nello Rossati che mescola più generi e si produce in un finale che vira perfino verso l’horror. Rossati è regista capace e da riscoprire (nella sua filmografia trovano spazio, tra gli altri, gioiellini come “La gatta in calore”, “La nipote” e “L’infermiera”) e firma una pellicola indubbiamente particolare e degna di nota. Come protagonista principale abbiamo (udite udite!) Marina Hedman Bellis, nota ai più come Marina Lotar, ovvero l’indiscussa regina del porno made in Italy della golden age anni ’80. Qui la Hedman si firma ancora con il cognome dell’ex marito e giornalista RAI Paolo Frajese e non ha scene hard (anche se il salto definitivo nel porno era ormai prossimo, visto che aveva già interpretato alcuni inserti hard in titoli come “Emanuelle in America” o “Immagini di un convento”); tuttavia il tasso di erotismo è decisamente elevatissimo e le tre protagoniste femminili (la Hedman, Cristiana Borghi e Bibi Cassanelli) non lesinano abbondanti nudi full frontal e alcune scene rasentano i confini del sesso esplicito (senza travalicarlo).
Il titolo è furbissimo e ammiccante, visto che si fanno riferimenti nemmeno troppo velati alla masturbazione femminile figlia della solitudine. Infatti, dopo i titoli di testa, pronti via: la Hedman, interamente nuda nel suo letto, si produce in un “solitario”… In realtà però il regista gioca con lo spettatore anticipando già nel titolo il drammatico finale (che non possiamo svelare). Leggi il seguito di questo post »

Un’ombra nell’ombra (1979)

Pubblicato: 21 gennaio 2018 in Horror

Image and video hosting by TinyPic

Nel 1979 Pier Carpi (scrittore, fumettista, saggista e appassionato di occultismo attivissimo soprattutto negli anni ’60 e ’70) decide di portare sullo schermo un adattamento di un suo libro scritto 5 anni prima. Tema principale, mano a dirlo: le streghe, il satanismo e l’avvento dell’anticristo che stavolta, però, è una femmina; dimentichiamoci quindi “Rosemary’s baby”, “Il presagio” e altri illustri predecessori. L’idea è indubbiamente originale e ambiziosa, con il male strisciante che alligna all’interno di vite apparentemente normalissime e insospettabili.
Il cast è assolutamente da leccarsi i baffi: si comincia con Marisa Mell, Anne Heywood, Valentina Cortese, Irene Papas, Paola Tedesco, Frank Finlay e John Phillip Law (tanto per gradire). Aggiungiamo la giovanissima quattordicenne Lara Wendel (la vera protagonista, la malefica incarnazione del Male) e uno stuolo di starlettes come Patrizia Webley, Dirce Funari, Sofia Dionisio, Sonia Viviani, Ofelia Meyer, Annie Papa e Carmen Russo (che, subito dopo i titoli di testa, si produce in un balletto satanico con tettone al vento). Leggi il seguito di questo post »

Il testimone deve tacere (1974)

Pubblicato: 7 gennaio 2018 in Noir

Image and video hosting by TinyPic

Film scritto (con Giuseppe Pulieri) e diretto da Giuseppe Rosati, regista che qui oscilla sapientemente tra il cinema impegnato di denuncia sociale alla Damiani e Petri e il cinema più propriamente di genere e finisce con il confezionare un buonissimo prodotto. In ciò è supportato sicuramente da un cast di facce “di genere” di prim’ordine: protagonista è Bekim Fehmiu, perfettamente a suo agio nei panni del cittadino esemplare che persegue i suoi ideali di giustizia, mentre ad affiancarlo troviamo gli ottimi Aldo Giuffrè ed Elio Zamuto (rispettivamente commissario e giudice) cui vanno aggiunti Romolo Valli, Guido Alberti, Guido Leontini, Claudio Nicastro, Daniele Vargas e Luciano Rossi. Un tripudio! E non dimentichiamo il piccolo “cameo” del grandissimo Luigi Pistilli che si vede per soli 3 minuti ad inizio film e viene subito ucciso… Sul versante femminile abbiamo invece Rosanna Schiaffino e la giovane Barbara Betti che regala al pubblico le uniche scene di nudo.
La storia è semplice: un cittadino qualunque assiste a qualcosa di scomodo ma invece di essere supportato dai tutori dell’ordine e da chi dovrebbe indagare per scoprire la verità viene invece affossato dai poteri forti e dalla corruzione dilagante ad alti livelli e, per di più, su di lui si addensano fosche nubi di sospetto… Leggi il seguito di questo post »

Settimo anno: sarà crisi?

Pubblicato: 1 gennaio 2018 in Avvisi ai naviganti

7anni

E così, come da 7 anni a questa parte, il primo giorno del nuovo anno vede il compleanno de “Il mio vizio è una stanza chiusa”.
Il settimo anno, dicono, dovrebbe essere l’anno della crisi (memorabile l’omonimo programma televisivo con Lando Buzzanca e Delia Scala del 1978). Sarà così anche per noi? Si presume di no, per alcuni semplici motivi: tenere vivo un blog di nicchia come questo presuppone ricchezza di argomenti e, si spera, attenzione da parte degli utenti che incappano su queste pagine. Ora, se la seconda è imponderabile e comunque, in fin dei conti, relativa poichè questo spazio autogestito è nato per pura passione e non per ottenere consensi particolari (che fanno sempre piacere, ovvio, se e quando ci sono, ma non sono la ratio principale) la prima è, invece, una certezza. Poco fa davo un’occhiata fugace ad una lista di titoli di cinema di genere italiano anni ’70 che non sono stati ancora, come dire, presi in considerazione: di materiale ce n’è ancora per anni e anni…
Quindi restate sintonizzati: della crisi del settimo anno ce ne freghiamo altamente!
Auguri e buon cinema italiano settantiano a tutti.

Pari e dispari (1978)

Pubblicato: 27 dicembre 2017 in Commedia

Image and video hosting by TinyPic

Delizioso film della ormai collaudatissima e immarcescibile coppia Bud Spencer/Terence Hill, ottimamente diretti dal grande Sergio Corbucci che si avvale del soggetto di un’altra premiata coppia, ovvero Mario Amendola e Bruno Corbucci. Si ritorna all’ambientazione americana del precedente “I due superpiedi quasi piatti” (Miami e la Florida) e il plot ricalca per l’ennesima volta la formula vincente: Terence Hill furbacchione e smaliziato incontra Bud Spencer ombroso e solitario che inizialmente sta sulle sue ma poi si fa coinvolgere nelle sue (dis)avventure. Anche il cast di caratteristi pronti a farsi prendere a sganassoni è praticamente lo stesso, dunque garanzia di qualità: ci sono i soliti Riccardo Pizzuti e Claudio Ruffini cui si aggiunge un Sal Borgese in buona forma (doppiato da Ferruccio Amendola); aggiungiamo poi il villain per antonomasia Luciano Catenacci, la bionda americana Kim McKay nei panni della pupa al servizio dei cattivi e finanche una Marisa Laurito in versione suora. Leggi il seguito di questo post »

La bella e la bestia (1977)

Pubblicato: 17 dicembre 2017 in Erotico

la bella e la bestia

Il clamoroso successo dello scandaloso (per l’epoca, visto che eravamo nel 1975) “La bestia” di Walerian Borowczyk viene prontamente sfruttato dal buon Luigi Russo che, un anno dopo, cura soggetto, sceneggiatura, montaggio e regia di una pellicola che già nel titolo richiama il capolavoro del regista polacco (La bella e… La bestia, appunto) e che mutua dalla stessa pellicola anche la protagonista principale Lisbeth Hummel. Russo, che aveva già scritto le sceneggiature di diversi decamerotici, si lancia in una operazione coraggiosa che si ricollega a “La bestia” ma soprattutto a “I racconti immorali di Borowczyk”, dal quale riprende la struttura del film erotico diviso in 4 episodi ambientati in epoche diverse. In ogni episodio Russo descrive una parafilìa sessuale e, pur mostrando una certa audacia, non osa tantissimo e in ogni segmento, al momento di arrivare al dunque, sembra frenare bruscamente (sicuramente in questo avrà inciso la censura in quanto il film è approdato nelle sale solo nel 1977 ma era stato ampiamente completato nel 1976). Leggi il seguito di questo post »