Addio a Pasquale Squitieri

Pubblicato: 18 febbraio 2017 in Avvisi ai naviganti

squitieri
Il 18/02/2017 si è spento il regista Pasquale Squitieri.
Uomo complesso, indubbiamente dal carattere non facilissimo, per molti versi eccentrico: memorabile il suo modo di portare quasi sempre gli occhiali sulla fronte e non sul naso…
Non è mai stato un personaggio amatissimo, soprattutto per le sue idee politiche vicine alla destra, ma tutto ciò non ci interessa.
A noi piace il Cinema e oggi possiamo dire, senza tema di smentita, che se ne è andato un grande regista.
Il suo cinema storico-politico, i suoi noir, i suoi film sulla mafia sono autentiche perle del nostro cinema che nessuno può disconoscere.
E per questo diciamo solo: Grazie Pasquale…

la schiava

Deliziosa e fresca commedia diretta da Giorgio Capitani che vede mattatore indiscusso il grande Lando Buzzanca che anche stavolta impersonifica alla perfezione lo stereotipo del macho italiano e sostanzialmente immaturo che si confronta con l’ universo femminile. Il Lando nazionale è contornato dalla bellezza sofisticata di Catherine Spaak, dalla prorompenza autoironica di una ottima Adriana Asti e dalla bella, sexyssima e sconosciuta Veronica Merin che interpreta la schiava del titolo ed è alla sua prima e unica apparizione nel nostro cinema. Capitani ha un gran senso del ritmo e il film scorre via che è un piacere, merito anche della ottima sceneggiatura firmata dal trio Sandro Continenza, Giulio Scarnicci e Raimondo Vianello (gli ultimi due hanno firmato alcuni dei migliori Buzzanca movies e vantano al loro attivo titoli come “Il vichingo venuto dal sud”, “L’ uccello migratore”, “L’ arbitro”, “Il domestico” e “Il gatto mammone”). Si può discutere quanto si vuole sulla figura maschilista del protagonista e su una presunta misoginia di fondo ma non credo fosse questo l’ intento degli autori e del regista: la figura della donna non viene affatto degradata ed il film regala molti momenti esilaranti e gustosi, con un Buzzanca che si dibatte tra le 3 donne e gigioneggia da par suo in una serie di gag irresistibili. Leggi il seguito di questo post »

Citazione  —  Pubblicato: 5 febbraio 2017 in Commedia

… E poi lo chiamarono il Magnifico (1972)

Pubblicato: 21 gennaio 2017 in Western

e poi lo chiamarono il magnifico

Dopo il clamoroso successo del dittico dedicato a Trinità il regista Enzo Barboni continua sulla strada del western allegro e scanzonato ma scrive e dirige una storia che però si riallaccia ai due film precedenti soltanto per la presenza dell’attore principale (Terence Hill) e per il titolo che sembra esserne una ideale prosecuzione: non siamo, infatti, di fronte a una trilogia. Lo chiamavano Trinità, continuavano a chiamarlo Trinità e poi lo chiamarono il Magnifico? No, signori. Innanzitutto Terence Hill non è in coppia con Bud Spencer che sembra abbia rifiutato la parte del finto muto poichè non era un ruolo da co-protagonista ma bensì marginale (ruolo poi andato a Gregory Walcott, guarda caso doppiato da Glauco Onorato, doppiatore storico del buon Bud); poi va detto che il personaggio principale interpretato da Terence Hill è completamente diverso e lontanissimo dalla scaltrezza e dalla simpatica mascalzonaggine che caratterizzava il suo Trinità, per non parlare della incredibile velocità e abilità con la pistola che qui invece manca totalmente. O almeno manca fin quando non arriveranno a chiamarlo il Magnifico… Leggi il seguito di questo post »

Zorro (1975)

Pubblicato: 6 gennaio 2017 in Avventura

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Notevolissima trasposizione italica della leggenda di Zorro, affidata alla sapiente regia di un Duccio Tessari in grande forma e alle fattezze meravigliose del bellissimo e affascinante Alain Delon nei panni dell’ eroe mascherato vestito di nero (qui in versione senza baffetti). Naturalmente la storia non ha nessun punto di contatto né con i film che l’ hanno preceduta né con la serie tv Disney degli anni ’50 in bianco e nero che noi bambini guardavamo alla tv dei ragazzi negli anni ’70, eccezion fatta per il personaggio principale, Don Diego de la Vega, il servo Bernardo (un ottimo Enzo Cerusico) e il corpulento sergente Garcia (interpretato dall’ attore francese Moustache). Ci si sposta dalla California in una non ben precisata colonia spagnola immaginaria ed il resto è affidato alla fantasia dello sceneggiatore Giorgio Arlorio che scrive una storia ricchissima di colpi di scena e gran ritmo che Tessari dirige ottimamente: le 2 ore piene di durata volano letteralmente via… Il western era al tramonto e il genere cappa e spada era invece già morto e sepolto: Tessari viene dal western (e si vede!) e il film mantiene un registro molto ironico, tipico dello spaghetti western anni ’70, senza però mai sconfinare nella parodia. Questo è un notevole punto di forza perchè c’ era il rischio di sbracare ed invece il risultato finale è magnifico. Leggi il seguito di questo post »

Sei anni e non sentirli

Pubblicato: 1 gennaio 2017 in Avvisi ai naviganti

6anni

1 gennaio… E come da 6 anni a questa parte l’ inizio di un nuovo anno coincide con il compleanno di questo piccolo spazio del web dedicato alla mia grande passione: il cinema, ed in particolare quello italiano degli anni ’70.
Era il primo pomeriggio del 2011: dopo abbondante cenone e veglione di fine anno e dopo una ristoratrice dormita mattutina vagavo per casa pensando a cosa fare. In quel periodo impiegavo quasi sempre queste ore “libere” del giorno gustandomi un bel film. Pescavo qualcosa dalla mia collezione riposta in svariate librerie, infilavo un dvd nel lettore e partiva la magia… Lo facevo sempre, anche con le vhs, ora soppiantate da quei dischetti simili al cd che occupavano meno spazio e davano una resa visiva certamente superiore. Quasi sempre finivo (e finisco) con il rivedere infinite volte titoli che ormai conosco a memoria, senza annoiarmi mai…
Dopo anni e anni passati a confrontarmi con altri appassionati in rete sui forum tematici dedicati (il primo fu nocturno.it, seguito da gentedirispetto.com, pagine70.com ed infine ildavinotti.com), anni formativi nei quali la mia modesta conoscenza “nel campo” è andata sempre via via ad affinarsi grazie anche al confronto con altri utenti esperti, ho pensato che il buon John Trent (nickname che non ho mai cambiato, ovviamente ispirato al capolavoro di John Carpenter “Il seme della follia”) si era fatto abbastanza le ossa…  Leggi il seguito di questo post »

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Ci vorrebbe proprio una macchina del tempo in grado di riportarci indietro negli anni ’70, quando i film per famiglie erano gradevoli, garbati, divertenti e senza un briciolo di volgarità… Appartiene di diritto alla categoria e ne è un fulgido esempio questa pellicola diretta con maestria dal sempre troppo sottovalutato Michele Lupo, regista dalle idee sempre chiare che non ha mai toppato un film. La storia è quanto di più semplice possa esserci: in un periodo in cui andava di moda la fantascienza (sull’ onda lunga del capolavoro di Spielberg “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, uscito nel 1977) Lupo prende Bud Spencer come protagonista (garanzia di richiamo al cinema per grandi e piccini, anche senza l’ eterno partner Terence Hill) e gli affianca proprio il bimbo che si era visto nel film di Spielberg, ovvero Cary Guffey. Leggi il seguito di questo post »

Squadra volante (1974)

Pubblicato: 10 dicembre 2016 in Poliziesco

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Dopo una brillante carriera come direttore della fotografia e operatore di macchina Stelvio Massi passa alla regia (aveva già debuttato l’ anno prima con “Macrò – Giuda uccide il venerdì“) e inizia subito a specializzarsi nel genere che più di ogni altro gli darà soddisfazione e lo consacrerà a regista di culto: il poliziesco. Maestro indiscusso nelle scene di azione, Massi ha diretto molti dei commissari di polizia più amati del filone (Merli, Merenda, Gasparri) però è stato il primo ad utilizzare in questo ruolo il grande Tomas Milian che, in seguito, ne diventerà uno degli esponenti di spicco. In questo film il suo commissario è piuttosto taciturno (non a caso Milian si doppia da solo, autentica rarità) ma risoluto, teso a vendicare l’ ingiusta morte della moglie e pronto a tutto; indisciplinato e dal look alternativo (pantalone e giubbino blu, coppola in testa, baffetto e sigaro cubano sempre in bocca che rimanda alle sue origini), non ha niente però a che vedere con il prototipo di poliziotto al quale in futuro darà vita Milian nella fortunatissima serie delle “squadre” prima e dei “delitti” poi. Leggi il seguito di questo post »