Delirio caldo (1972)

Pubblicato: 19 novembre 2017 in Giallo

delirio caldo

Il titolo dice già tutto: siamo di fronte ad un delirio dal folle e indiscutibile fascino, firmato dall’ineffabile Ralph Brown (al secolo Renato Polselli). Proprio in quegli anni i registi facevano a gara nel cimentarsi nel giallo di derivazione “argentiana” ma Polselli ha le sue idee e le porta avanti con estrema coerenza: il suo cinema psicotronico ha un tocco inconfondibile, è un marchio di fabbrica riconoscibilissimo e anche se qui siamo dalle parti del giallo/thriller è sempre, comunque e chiaramente identificabile. Gli incubi di Rita Calderoni (con schiave nude e incatenate illuminate da colori rosso porpora), le camicie hawaiane e assurde indossate da Raoul Lovecchio, i primi piani estenuanti del volto allucinato di Mickey Hargitay, le immancabili scene di sesso (di quelle Polselli proprio non poteva farne a meno): un delirio, appunto. Un guazzabuglio di situazioni incredibili con un assassino neroguantato inafferrabile che viene ricercato dalla polizia con metodi alquanto discutibili (su tutti vince l’indagine psichiatrica a carattere metereopatico!), vittime che si susseguono a go-gò, incesti, lesbismo e chi più ne ha più ne metta: ce n’è più che a sufficienza per mandare in sollucchero il palato degli amanti del cinema di genere italiano. Leggi il seguito di questo post »

Muchas gracias, Maestro…

Pubblicato: 16 novembre 2017 in Avvisi ai naviganti

Bacalov

Ok, questo è ufficialmente un anno horribilis: il 15/11/2017 se ne è andato per sempre anche il Maestro Luis Enriquez Bacalov, un autentico genio del pentagramma che con le sue note ha costellato e impreziosito molti dei migliori film di genere italiani.
Argentino (ma ormai in Italia da 60 anni), dopo aver arrangiato brani per (tra gli altri) Fidenco, Endrigo e Rita Pavone si è specializzato in colonne sonore per la gioia di tutti noi appassionati (su tutti spiccano quelle dei più significativi film di Fernando Di Leo) ed ha goduto di una grande rivalutazione a livello internazionale grazie al solito Quentin tarantino che ha riutilizzato alcuni suoi temi nelle sue opere.
Ovviamente il Maestro viene ricordato dai più per l’Oscar conquistato per le musiche dell’ultimo film del compianto Massimo Troisi, ovvero “Il postino” : una discreta colonna sonora, certo, ma francamente piuttosto debole se confrontata con altri suoi capolavori. Quanti Oscar avrebbe dovuto allora portarsi a casa in passato per “Django”, “La vittima designata” e “Milano calibro 9” (giusto per dire giusto tre titoli a caso)? Leggi il seguito di questo post »

Bye bye, Ray…

Pubblicato: 11 novembre 2017 in Avvisi ai naviganti

lovelock

Questo 2017 continua ad essere un anno funesto: un altro importante pezzo del nostro cinema italiano anni ’70 se ne va.
Mi rendo conto che questo spazio nel web sta diventando sempre più una triste collezione di necrologi ma come non si può celebrare il grande Ray Lovelock, morto il 10/11/2017…
Negli anni ’70 è stato icona soprattutto del cinema poliziesco (“Squadra volante”, “Roma violenta”, “Uomini si nasce poliziotti si muore”), noir (“Pronto ad uccidere”, “L’avvocato della mala”) e thriller (“Il delitto del diavolo”, “Un posto ideale per uccidere”, “Macchie solari”, “La settima donna”, “Play motel”) e dagli anni ’90 era diventato uno dei più richiesti frequentatori delle fiction televisive made in Italy rivivendo così una sorta di nuova giovinezza artistica.
E’ triste pensare che abbia raggiunto dopo poco meno di un mese il maestro Umberto Lenzi che lo aveva diretto in uno dei più importanti noir polizieschi di sempre (insieme a Tomas Milian, chissà che trio compongono ora lassù in cielo), ovvero “Milano odia: la polizia non può sparare”Leggi il seguito di questo post »

La lupa mannara (1976)

Pubblicato: 5 novembre 2017 in Horror

Image and video hosting by TinyPic

Il licantropo (o lupo mannaro) è sempre stato un buon frequentatore del cinema horror di tutti i tempi ma quanti sono i film che hanno visto protagonista un licantropo donna? L’idea viene in mente al geniale Rino Di Silvestro, regista scrupoloso e determinato che firma soggetto, sceneggiatura e regia e si inventa “La lupa mannara” (sempre benedetti siano nei secoli dei secoli gli anni 70!). A vestire (ma mica poi tanto) i panni della licantropa abbiamo la giovane biondona svizzera Annik Borel che mostra una fisicità prorompente e si esibisce in sfrontatissimi nudi full frontal fin dai titoli di testa nei quali si produce in una danza tribale al chiaro di luna all’interno di un cerchio di fuoco (su ottime percussioni di Lallo Gori, uno che sapeva il fatto suo) prima di trasformarsi in lupacchiona e riempirsi di una pelliccia di peli… Che fine abbia fatto la Borel dopo questa pellicola non è dato saperlo ma di certo ha lasciato un segno indelebile nel cuore di noi appassionati di cinema italiano seventies. Leggi il seguito di questo post »

Ingrid sulla strada (1973)

Pubblicato: 25 ottobre 2017 in Drammatico

Image and video hosting by TinyPic

Interessante film scritto e diretto da Brunello Rondi (che forse ai più non è noto ma che è stato sceneggiatore di molti di Fellini, tra le altre cose) che si trova costantemente in bilico tra il melodramma autoriale e l’exploitation più sfacciata; il risultato finale è un po’ controverso ma non si può negare che il film sia formalmente confezionato in maniera inappuntabile. Intanto si parte dalla fotografia di Stelvio Massi (futuro regista di punta del nostro amato poliziesco all’italiana) per terminare con le musiche meravigliose di Carlo Savina c’è una continua alternanza di momenti di grande cinema e altri un po’ più “discutibili”: Leggi il seguito di questo post »

umberto lenzi

E così se ne va un’altra bandiera importante del cinema di genere italiano che noi tanto amiamo: il 19/10/2017 si è spento Umberto Lenzi. Toscanaccio ruvido, sanguigno, dal carattere certamente non facile, Lenzi è stato un regista amatissimo da Quentin Tarantino (ovviamente citare solo Tarantino è sempre riduttivo, per quanto mi concerne, ma serve a rendere meglio l’idea di chi parliamo). Decisamente attivo anche su Facebook, Lenzi interagiva molto con i fan e concedeva l’amicizia a tutti (altri registi molto meno importanti di lui fanno invece i preziosi senza avere un’ unghia del suo talento e del suo curriculum); di tanto in tanto gli capitava di avere modi poco gentili o di incendiarsi facilmente ma ognuno di noi ha il suo carattere…
Nella sua lunga carriera Lenzi ha attraversato i generi più disparati (cappa e spada, spionaggio, avventura, western, guerra, giallo, poliziesco, horror, drammatico, commedia) nell’arco di un trentennio che va dal 1961 al 1991, per poi dedicarsi ad una intensa attività di scrittore di romanzi fino ai suoi ultimi giorni. Leggi il seguito di questo post »

Il sesso della strega (1973)

Pubblicato: 7 ottobre 2017 in Horror

il sesso della strega

Il fitto sottobosco del cinema italiano anni ’70 è ricco di pellicole alquanto bizzarre e, scavando scavando, oggi proponiamo questo delirante titolo firmato da Elo Pannacciò (personaggio estroso e alquanto modesto, giacchè nei titoli di testa il suo nome è l’unico che compare scritto con il font del film “Arancia meccanica”). Delirante e bizzarro, dicevamo, ma anche di più: erotico, thriller, horror, psichedelico, straniante. Può bastare? Intanto abbiamo un cast formato da starlettes da leccarsi i baffi come Camille Keaton (chi non la ricorda in “Cosa avete fatto a Solange?”), Susan Levi, Marzia Damon, Jessica Dublin e Lorenza Guerrieri. Sul versante maschile abbiamo il monolitico Gianni Dei, un Donald O’ Brien in versione commissario con impermeabile e cappello d’ordinanza e, soprattutto, un luciferino Franco Garofalo (accreditato come… Christopher Oakes!) che veste i panni di un infoiatissimo maggiordomo che trascorre tutta la pellicola spupazzandosi la cameriera nuda Marzia Damon (clamorosa anche una assurda scena di sesso a tre che vede coinvolti Garofalo, la Damon, una biondina non accreditata che non sono riuscito a riconoscere e un… pesciolino: vedere per credere!). Leggi il seguito di questo post »