Addio a Flavio Bucci

Pubblicato: 18 febbraio 2020 in Avvisi ai naviganti

flavio bucci

Dal 18/02/2020 il cinema italiano è ancora più povero: all’età di 72 anni si è spento Flavio Bucci, straordinario attore dal talento purissimo che ha dato vita a personaggi indimenticabili che sono nel nostro cuore. Giusto per dirne 3 citiamo il bancario Total nel capolavoro di Petri “La proprietà non è più un furto”, il teppista sbandato nel violentissimo “L’ultimo treno della notte” di Aldo Lado e il cieco Albert nel capolavoro horror “Suspiria” di Dario Argento. Ma i ruoli che lo hanno visto protagonista sono tanti altri, anche in teatro, parallelamente all’attività di doppiatore che gli ha visto prestare la voce a John Travolta ne “La febbre del sabato sera” e “Grease”. Uomo dal carattere difficile e schivo, Bucci ha vissuto una “vita spericolata” dichiarando nelle ultime interviste di aver sperperato tutti i suoi guadagni in alcol e droga, finendo stroncato da un infarto… Nell’universo dei suoi personaggi resta indelebile la sua straordinaria interpretazione del pittore folle nello sceneggiato televisivo “Ligabue” del 1977: una prova attoriale maestosa, purtroppo mai riconosciuta e premiata nel nostro paese. Un Bucci mostruoso nel ruolo della sua vita, assolutamente eccezionale, ma purtroppo si sa che qui in Italia siamo bravissimi a non dare mai i giusti riconoscimenti a chi li merita. Almeno in vita. Per ironia della sorte proprio in questi giorni, a distanza di 43 anni, sta approdando sul grande schermo un nuovo film su Ligabue… Un tempismo quasi sinistro.
R.I.P., grande Flavio.

Stangata in famiglia (1976)

Pubblicato: 15 febbraio 2020 in Commedia

stangata in famiglia

“Se si tassasse il sesso su scala nazionale
faremmo anche i furbi nel talamo nuziale:
per non pagar più tasse su quello che ci resta
ci troveremo nudi ma col cappello in testa!”

Forse non ci crederete ma questo delirante testo (che accompagna una simpatica marcetta) è opera di Mino Reitano e di suo fratello, autori della colonna sonora di questa seconda (e ultima) regia di Franco Nucci. Il regista si affida nuovamente ad alcuni attori che aveva utilizzato nel suo primo film (Chris Avram, Romy Schell, Piero Mazzarella) ma stavolta ha le idee più chiare e, dopo un’opera prima (“Il giudice e la minorenne”) che mescolava tanti ingredienti e generi, stavolta punta decisamente sulla commedia sexy facendo abbondante utilizzo di bellezze muliebri del calibro di Patrizia Gori (fresca reduce del massaccesiano “Emanuelle e Françoise le sorelline”), Gabriella Golia (giovanissima e al suo unico film prima iniziare una infinita carriera come annunciatrice tv), Isabella Biagini, Ida Meda e Femi Benussi (qui in uno dei rarissimi casi in cui non si spoglia). Da segnalare anche il divertente piccolo cameo di una strepitosa Marisa Merlini e un Lino Banfi in versione baffuta.
Il corpulento funzionario dell’intendenza di finanza Piero Mazzarella (bravissimo e finalmente in un ruolo da protagonista) condurrà lo spettatore in un’inchiesta attraverso il mondo delle finte massaggiatrici e/o estetiste che in realtà esercitano il mestiere più antico del mondo e non pagano le tasse… Il suo capo è Chris Avram (con due baffacci posticci e il doppiaggio siculo di Elio Zamuto) e la sua indagine sarà lastricata di incontri erotici piuttosto stravaganti, per la gioia e il divertimento del pubblico maschile. Molte situazioni erotiche sono abbastanza spinte però la regia non esagera (eccezion fatta per una scena lesbo decisamente fuori contesto) e mira più a metterle in burletta che a esaltarne l’aspetto morboso. Si ride in molte situazioni e i duetti tra il milanese doc Mazzarella (che nel film si chiama Brambilla, w la fantasia!) e il cognato pugliese Banfi sono notevoli, anche se alla fine la pellicola lascia una sensazione generale di amarezza che sfocia in un finale decisamente malinconico. Un film che rispecchia in pieno gli anni ’70 e va assolutamente visto.
Per molti anni questa pellicola è stata un autentico must nelle tv locali (dove veniva trasmesso quasi tutti i giorni e a tutti gli orari) tra il finire degli anni ’70 e i primi anni ’80; dopo però è sparito dai radar ed è diventato praticamente introvabile. In tv non passa da un decennio almeno e l’unica edizione in dvd presente sul mercato italiano è quella uscita in edicola, abbinata ad una rivista di settore, nel lontano 2005. Chi se lo è lasciato sfuggire all’epoca e volesse cercarlo oggi deve solo sperare nel mercato dell’usato: non esiste, ad oggi, alcuna ristampa.

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Milano. Il vedovo cav. Pietro Brambilla (Piero Mazzarella) è un funzionario della sezione accertamenti dell’intendenza di finanza che vive in condizioni economiche piuttosto difficili con le poco più che ventenni figlie Pina (Gabriella Golia) e Mariuccia (Patrizia Gori); dopo la morte della sorella di sua moglie ospita in casa anche il cognato meridionale e nullafacente Nicola (Lino Banfi), unitamente alla figlia Sabina (Romy Schell), coetanea delle due cugine con cui va molto d’accordo. Un giorno viene convocato nell’ufficio del nuovo direttore, Esposito (Chris Avram), che gli affida il compito di indagare su particolari categorie di lavoratori (per lo più lavoratrici) trascurate dal fisco, in modo tale da accertarne gli introiti e le eventuali tassazioni da applicare. Si tratta di estetiste, massaggiatrici o fantomatici centri benessere che molto probabilmente fungono da copertura per attività di lucro finalizzate alla prostituzione: un’attività “in nero” che produce ingenti guadagni, ovviamente tutti esentasse.
Il Brambilla inizia la sua inchiesta rispondendo agli ambigui annunci che si trovano sui giornali (A.A.A. massaggiatrice etc.): il suo primo “accertamento” lo fa con una estetista (Ida Meda) che egli invita a casa per metterla alla prova ma la donna, quando capisce che il suo cliente vuole riceverla in salotto con tutta la famigliola riunita a tavola (figlie, cognato e nipote) va via credendo di trovarsi di fronte a dei pervertiti…
Dopo questa esperienza il nostro funzionario non fissa più appuntamenti a casa sua ma si reca direttamente sul posto e quindi si ritrova in un’autentica girandola di prostituzione dilagante e di situazioni scollacciate e licenziose, tra coppie lesbiche che si esibiscono dinanzi a guardoni, prostitute di ogni tipo (Helen Chanel e altre), psicopatiche (Isabella Biagini), travestiti e quant’altro. Le uniche due persone che realmente gestiscono una onesta attività in questo settore sono la sig.ra Aida (Marisa Merlini), che lo sfianca con violenti massaggi prima di infilarlo in una sauna, e la bella Margherita (Femi Benussi).
Il nostro riferisce scrupolosamente al suo capo i risultati delle sue attività investigative e, confidandosi anche con i suoi familiari, svela che dietro a queste losche attività c’è un giro di svariati milioni. Obbligato dal suo superiore ad insistere nell’inchiesta, il Brambilla non ha mai un attimo di tregua e si becca quasi un esaurimento nervoso, finendo a letto sfinito. Mentre riposa inizia a chiedersi come mai le figlie, il cognato e la nipote facciano sempre tardi a rincasare tutti i giorni: ufficialmente la figlia di Nicola lavora in una boutique e ha chiesto alle cugine di darle una mano con continui straordinari ma Pietro nota un’insolita eleganza sia nel cognato che nelle figlie, che indossano abiti nuovi e molto costosi non consoni al loro modesto tenore di vita. Il poveretto non sa che tutta la sua famigliola, affascinata dagli enormi guadagni collegati a certi tipi di lavori che proprio egli stesso aveva divulgato, ha aperto un “centro estetico” chiamato “Toccasana”…

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Cast principale:

Piero Mazzarella

Lino Banfi

Chris Avram

Romy Schell

Patrizia Gori

Gabriella Golia

Femi Benussi

Marisa Merlini

Isabella Biagini

Regia: Franco Nucci

Edizioni in dvd: Minerva

Formato video 1,85;1 letterbox

Prostituzione (1974)

Pubblicato: 8 febbraio 2020 in Erotico

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Diavolaccio di un Rino Di Silvestro! Come lo inquadri un film del genere (scritto, autoprodotto e diretto) in un solo genere, appunto? Ok, il titolo dice già tutto: il regista romano si avventura in territori già ampiamente battuti ma lo fa con un taglio autoriale del tutto particolare che rende questo film un pezzo assolutamente unico. Si parte dalla descrizione dell’universo delle prostitute, che sono ovviamente protagoniste assolute: il cast femminile è davvero nutritissimo e tutte coloro che esercitano l’antica professione vengono presentate come allegre e gioiose del loro lavoro, con marcatissime connotazioni regionali e dialettali (venete, romane, siciliane etc.). Inoltre i loro candidi nomi non sono casuali e vanno a contrastare con la loro attività: citiamo Benedetta, Immacolata (il top!) e Primavera…
Grazie alle tendenze sessuali strampalate di alcuni clienti borderline le nostre si trovano coinvolte in contesti e situazioni grottesche e ciò ci introduce al primo elemento: la commedia erotica. Leggi il seguito di questo post »

La casa stregata (1982)

Pubblicato: 1 febbraio 2020 in Commedia

la casa stregata

Gradevole commedia “paranormale” scritta dalla premiata coppia Amendola/Corbucci (con l’aggiunta del produttore Mario Cecchi Gori) che tenta di bissare il successo del precedente “Mia moglie è una strega”. I produttori sono gli stessi e anche il protagonista maschile resta invariato (Renato Pozzetto e già garanzia di successo al box office); ad affiancarlo c’è stavolta però la bellissima Gloria Guida, qui al suo penultimo film prima del ritiro definitivo dalle scene (il cambiamento è comunque già in atto, giacchè in tutto il film l’attrice di Merano non espone nemmeno un seno nudo). Si tratta chiaramente di un film per famiglie e Bruno Corbucci si dimostra regista di mestiere in quanto il film diverte moltissimo sfruttando gli abusatissimi clichè della casa infestata e dei fantasmi burloni; merito va dato anche agli effetti speciali, artigianali ma efficaci. Da segnalare nel cast Lia Zoppelli e Angelo Pellegrino (esilaranti i loro duetti), Yorgo Voyagis nei panni del fantasma misterioso e un nutrito gruppo di caratteristi che va da Aldo Ralli a Mario Donatone, Leo Gavero, Franco Diogene e Fernando Cerulli. C’è anche la notevolissima Marilda Donà nei panni di una cameriera ma, anche quando la suddetta sta per spogliarsi, il film non tradisce la sua natura e non ce la mostra nuda ma solo in abbigliamento intimo… Leggi il seguito di questo post »

un apprezzato professionista

Ultima regia (o penultima, se vogliamo anche considerare un documentario sui luoghi della lotta partigiana co-diretto con Bruno Bigoni nel 1995) per Giuseppe De Santis (sì, quello di “Riso amaro”, nonché tra i fondatori del neorealismo cinematografico italiano), un regista ormai fuori dal giro da 8 anni che, per finanziare questa sua opera, è costretto ad autoprodursi con l’aiuto dell’amico e co-sceneggiatore del film Giorgio Salvioni. Siamo nel 1972 e la pellicola affronta alcuni temi abbastanza scottanti, al punto da essere bocciata in prima istanza dalla commissione di censura il 20/3/1972 (per alcune scene considerate audaci e offensive del buon costume) per poi essere ammessa alla programmazione in pubblico, con procedura d’urgenza, dalla commissione d’appello il 5/4/1972 (come recita un cartello iniziale che precede i titoli di testa). In effetti alcune situazioni visive sono, per l’epoca, alquanto ardimentose: una scena di sesso orale (che viene coperta dalla scritta del lungo titolo del film poco prima dei titoli di coda) e l’amplesso di un prete con una donna oggi non farebbero di certo scalpore ma a quei tempi la scure della censura colpiva implacabile… Leggi il seguito di questo post »

Il giustiziere di mezzogiorno (1975)

Pubblicato: 18 gennaio 2020 in Commedia

il giustiziere di mezzogiorno

Riveduto e corretto: non si è ancora spenta l’eco del film “Il giustiziere della notte” di Michael Winner che in Italia la parodia è già pronta e servita. La premiata ditta Amendola/Corbucci partorisce una sceneggiatura estremamente divertente e si affida all’estro di un Franco Franchi in grande forma che rifà il verso al modello americano con tanto di baffetti e faccia dura (d’altronde si sa che la mimica facciale è sempre stata il punto di forza dell’attore siciliano). Rifacendosi all’idea di base del cittadino comune che si fa giustizia da solo laddove la Polizia non fa il suo dovere il regista Mario Amendola dimostra di aver studiato il film di Winner con molta attenzione: Charles Bronson era un architetto molto attento ai progetti e il nostro Franco Franchi è un geometra del genio civile altrettanto preciso. Il capostipite iniziava con Bronson che scattava foto alla moglie durante una vacanza su una stupenda spiaggia delle Bahamas, facendola spostare per coglierne la posa migliore; Franchi, invece, scatta foto alla moglie Ombretta De Carlo durante una passeggiata domenicale sul molo di Fiumicino e, facendola indietreggiare, la fa cadere nelle acque torbide. Nella sua unica azione “notturna” (il giustiziere nostrano agisce di giorno, come da titolo, a differenza del capostipite) Franchi utilizza come arma un calzino riempito con degli spiccioli, come Bronson nella sua prima “sortita”. Leggi il seguito di questo post »

Con “Le Milieu” si identifica il contesto malavitoso e il nome delle bande criminali francesi. Il geniale regista Fernando Di Leo, nei primi anni ’70, sforna un clamoroso trittico incentrato sulla malavita italiana (in particolare quella milanese e quella siciliana): si tratta di 3 titoli clamorosi dall’enorme impatto, oggi assurti più che meritatamente allo status di cult: “Milano calibro 9”, “La mala ordina” e “Il boss”.
Trasversalmente associati da alcuni critici al filone poliziesco italiano allora nascente, sono più correttamente dei noir assimilabili al polar francese alla Melville (come lo stesso compianto regista amava spesso ripetere). Tre gioielli che vanno giustamente celebrati. Leggi il seguito di questo post »

La morte ha fatto l’uovo (1967)

Pubblicato: 11 gennaio 2020 in Thriller

la morte ha fatto l'uovo

Giulio Questi è regista assai particolare e la sua carriera parla chiaro: i suoi non sono film “facili” e questo thriller alquanto anomalo e originalissimo sotto tutti gli aspetti ne è la conferma. Siamo sul finire del 1967 e Questi scardina le regole del giallo riempiendo la pellicola di notevoli momenti psichedelici e surreali: pensiamo alla poco occulta pubblicità del Campari o alle immagini dei polli (veri o disegnati) che imperversano in bizzarre e aggressive campagne pubblicitarie. Chi non ama il pollo o è debole di stomaco si astenga dalla visione del film, è bene dirlo. Leggi il seguito di questo post »

400 film

Questo gennaio 2020 è davvero prodigo di traguardi: il blog ha compiuto 9 anni e poco dopo ha anche raggiunto i 400 film schedati e recensiti.
Ci perdonerà il compianto Truffaut se ci siamo permessi di parafrasare il titolo italiano di un suo capolavoro ma l’accostamento ci piace tantissimo.
Naturalmente non ci fermiamo a 400 ma ci sembra un bel risultato. O no? E in serbo ci sono alcune chicche niente male…

Porgi l’altra guancia (1974)

Pubblicato: 4 gennaio 2020 in Avventura

porgi l'altra guancia

“Ricordati: se ti danno uno schiaffo?..”
“Porgi l’altra guancia.”
BONK!
“E adesso perché l’hai colpito?”
“Perché ha sbagliato guancia!”

Collocato temporalmente subito dopo il grandissimo successo del cult “Altrimenti ci arrabbiamo!”, questo film con la premiata coppia formata da Bud Spencer e Terence Hill è sicuramente il più originale e ambizioso girato dal duo. Si toccano temi sociali quali la schiavitù e la colonizzazione dei neri appoggiata dalla chiesa cattolica di fine ‘800, con i nostri eroi nei panni di due preti missionari dal cuore d’oro e le mani pesanti che lottano contro la tirannia e i soprusi. I loro metodi sono quelli già ben noti al pubblico: sganassoni e ceffoni sono il marchio di fabbrica che li contraddistingue però stavolta le scazzottate sono meno frequenti e centellinate, quasi a voler far prevalere il lato “serio” della vicenda, e le risse vengono accelerate a ritmo di comica anni ’30 proprio per accentuare questo netto contrasto. Leggi il seguito di questo post »