Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave (1972)

Pubblicato: 1 gennaio 2011 in Giallo

il tuo vizio è una stanza chiusa

Coerentemente con il nome del blog il nostro viaggio parte con uno dei migliori gialli italiani anni ’70 diretti dal grande Sergio Martino. Il titolo lungo in “Wertmuller-style” ha una genesi alquanto complessa; il flano del film “Una lucertola con la pelle di donna” di Lucio Fulci, uscito nel 1971, recitava così: “Il tuo vizio è una gabbia col chiavistello dal di dentro… siamo noi che vogliamo restarci rinchiusi per forza…”. La frase, inizialmente attribuita ad Edgar Allan Poe, sembrerebbe essere stata coniata da Lucio Fulci e dallo sceneggiatore Roberto Gianviti ma in realtà compare anche in un altro giallo precedente rispetto a quello di Fulci, ovvero “Lo strano vizio della Signora Wardh”, sempre diretto da Sergio Martino ed uscito nel 1970… Più precisamente, la frase era scritta su un bigliettino che accompagnava un mazzo di fiori (come si evince dal frame sottostante); il mistero quindi permane…

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La storia si snoda in un lugubre maniero dove uno scrittore in crisi (il sempre bravissimo e tormentato Luigi Pistilli) comincia a cedere alle lusinghe dell’alcool e al delirio paranoide (in una sequenza magistrale alla macchina da scrivere che in seguito verrà ripresa da Kubrick in “Shining”). Intanto un misterioso killer comincia a mietere vittime a colpi di falcetto in un crescendo morboso e malsano che vede coinvolte la moglie dello scrittore (Anita Strindberg) e la nipote Edwige Fenech. Tra una scena saffica tra le due, qualche omicidio e numerosi colpi di scena (quello che vede protagonista Ivan Rassimov è notevolissimo!) il film si conclude con un finale, questo sì, alla Poe (Il gatto nero).

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Le ambientazioni gotiche richiamano un po’ il dittico di Emilio P.Miraglia (“La notte che Evelyn uscì dalla tomba” e “La dama rossa uccide sette volte”) ma con risultati decisamente superiori. Da segnalare anche una breve comparsata di una giovanissima Dalila Di Lazzaro (qui all’esordio) che balla seminuda su un tavolo. Le musiche di Bruno Nicolai, poi, sono sublimi:

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Cast principale:

Anita Strindberg

Luigi Pistilli

Edwige Fenech

Ivan Rassimov

Regia: Sergio Martino

Edizioni in vhs: Lamberto Forni

Edizioni in dvd: Alan Young e Aegida

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. Ernesto Gastaldi ha detto:

    Nessun mistero!

    Quells frase l’ho scritta io, autore della sceneggiatura “Lo strano vizio della signora Wardh” in cui nessun Gianviti e tanto meno l’amico Fulci misero…penna!

    Fu poi Luciano Martiuno a usarla comne titolo di un secondo mio film.

    Ernesto Gastaldi

  2. johntrent70 ha detto:

    Grazie, Ernesto!
    Grazie per la precisazione.
    Grazie di essere capitato su queste pagine e di aver lasciato la tua impronta.
    Grazie per aver scritto decine e decine di film meravigliosi che amo moltissimo e che senza di te non avrebbero mai visto la luce.
    Grazie per avermi regalato emozioni indescrivibili.
    Grazie, grazie, grazie.

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