Lo strano vizio della Signora Wardh (1970)

Pubblicato: 20 marzo 2011 in Giallo

lo strano vizio della signora wardh

Il giallo all’italiana è indubbiamente uno dei generi più affascinanti del cinema italiano e non solo. Possiamo trovarci dentro di tutto: tensione, suspance, erotismo, morbosità, venature horror… Ovviamente ci sono film che spingono il pedale in alcune direzioni piuttosto che in altre; questo ottimo film di Sergio Martino (regista estremamente poliedrico e ovviamente troppo sottovalutato che con questo titolo esordisce nel genere giallo/thrilling) riesce a dosare in maniera impeccabile tutte le componenti. Alcune scene sono da ascrivere al giallo classico in stile Agatha Christie (ad esempio la scena in cui l’assassino stordisce la vittima, sbarra le finestre e lascia aperto il gas per simulare un suicidio lasciando poi sul chiavistello della porta un cubetto di ghiaccio che, sciogliendosi lentamente, fa sì che lo stesso si abbassi pian piano facendo così credere che la porta sia stata chiusa dall’interno), altre si richiamano al recentissimo filone inaugurato da Dario Argento nello stesso anno (l’assassino con guanti in pelle nera che uccide donne a colpi di rasoio); in più viene dato molto risalto al versante erotico-morboso della storia, con la giovane protagonista Edwige Fenech alle prese con il sesso estremo e sadomasochistico praticato col suo amante Ivan Rassimov. Una cosa analoga si era già vista nell’ottimo “La frusta e il corpo” di Bava (con Daliah Lavi e Christopher Lee) e non è un caso che la sceneggiatura di entrambi i film porti la firma del grande Ernesto Gastaldi.

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Tornata da un viaggio, Julie Wardh (Edwige Fenech) comincia ad essere perseguitata da un maniaco sessuale che le invia mazzi di fiori e le lascia misteriosi biglietti che fanno riaffiorare nella sua mente alcuni tormenti del passato: l’uomo in questione è Jean (Ivan Rassimov), un sadomasochista con il quale aveva avuto una relazione anni fa. Sconvolta dalle continue avances che si fanno sempre più insistenti Julie non riesce a farsi comprendere dal marito (Alberto De Mendoza) e trova conforto tra le braccia di George (George Hilton) ma il perfido Jean non demorde e la conduce lentamente verso un baratro di follia. Intanto un misterioso assassino uccide giovani donne a colpi di rasoio e la polizia, al solito, brancola nel buio. La sceneggiatura quindi si muove su due piani paralleli: da un lato abbiamo il killer che infierisce a rasoiate su giovani donne e dall’altro abbiamo le inquietudini della protagonista che viene perseguitata. Sembra quasi di seguire due storie staccate tra di loro ma alla fine le due cose confluiranno e un colpo di scena magistrale svelerà un piano diabolico ordito ai danni della povera Julie.

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2 paroline su Edwige Fenech bisogna spenderle: oltre a essere indiscutibilmente una bellissima donna è stata, checchè se ne voglia dire, anche una discreta attrice e questo film lo dimostra; riesce a tratteggiare un personaggio difficile in modo molto credibile e non si limita affatto a mostare le sue nudità (che anche qui non mancano). Peccato che dopo sia stata sfruttata soprattutto in ruoli più leggeri, forse avrebbe potuto dare ancora di più. Molto interessanti anche le musiche di Nora Orlandi, tese, angoscianti e a tratti inquietanti al punto giusto: la colonna sonora di questo film è indubbiamente una delle più riuscite. Un film fondamentale.

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Cast principale:

Edwige Fenech

George Hilton

Ivan Rassimov

Conchita Airoldi

Alberto De Mendoza

Regia: Sergio Martino

Edizioni in vhs: Shendene

Edizioni in dvd: Alan Young e Aegida

Formato video 2,35:1 anamorfico

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