Reazione a catena – Ecologia del delitto (1971)

Pubblicato: 27 marzo 2011 in Giallo

reazione a catena

E’ notte. Tutto tace nella baia semideserta. La contessa Donati (Isa Miranda) si sposta all’interno della villa che affaccia sulla baia avanzando sulla sua sedia a rotelle e facendo forza sulle stanche braccia. Provata dagli affanni della vita e da un matrimonio che sta andando in frantumi (il marito ha una relazione con una giovane donna) sembra quasi non abbia più la forza e la voglia di vivere. E mentre la sedia a rotelle passa di stanza in stanza, lentamente, con un commento sonoro orchestrale struggente, un cappio e una mano guantata di nero irrompono improvvisi sulla scena: con una mossa repentina il cappio si stringe intorno al collo della contessa che viene spinta in avanti e perde l’appoggio della sedia a rotelle che viene allontanata con un calcio. La donna ansima, si sbraccia, tenta di allentare la morsa intorno al collo con le mani ma non c’è nulla da fare. Anche le gambe non rispondono e restano inermi… e quindi rimane lì, impiccata a circa mezzo metro dal pavimento… A questo punto l’assassino si toglie i guanti e osserva la scena compiaciuto. Ma alle sue spalle spunta qualcuno che lo pugnala a morte… Questo fantastico incipit ci introduce in una bizzarra e delirante storia fatta di omicidi sanguinosi, intrighi, speculazioni e avidità e tutto ruota intorno alla baia sulla cui proprietà sono in molti a voler mettere le mani (chi per mettere in atto una speculazione edilizia, chi per motivi ereditari).

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La reazione a catena cui fa riferimento il titolo è quantomeno calzante: gli omicidi infatti si susseguono repentini uno dietro l’altro e dietro il titolo alternativo (Ecologia del delitto) si nasconde una sorta di messaggio ecologista legato all’uomo che, a causa della sua malvagità e avidità, tende a profanare e distruggere la natura incontaminata. Mario Bava, al solito, dirige da par suo con una fotografia assolutamente splendida e, dopo aver dato vita all’horror tricolore con “La maschera del demonio” e aver tracciato la strada del giallo con “La ragazza che sapeva troppo”, inaugura ciò che quasi 10 anni dopo diventerà un altro filone oltreoceano, ovvero quello dello slasher: nel film si contano infatti ben 13 omicidi, uno dei quali (quello dei due giovani impalati da una lancia mentre fanno l’amore) verrà ripreso in maniera pressochè identica nel secondo film della serie “Venerdì 13” (serie che, probabilmente, non sarebbe mai esistita senza il prototipo baviano). Alcune morti sono alquanto bizzarre e Bava fa un uso abbondante di effetti splatter assolutamente inattesi e decisamente innovativi per l’epoca. Lo spettatore assiste ad un’autentica festa di morte dall’epilogo sorprendente (il finale è spiazzante e geniale) così come sorprendente è la cattiveria di tutti i personaggi della storia; ognuno di loro è in grado di commettere le peggiori efferatezze in un inesorabile crescendo di sangue e violenza (il titolo iniziale era “Così imparano a fare i cattivi”) e in alcuni momenti si fa fatica a capire chi uccide chi e perchè in quanto la sceneggiatura è alquanto intricata (fortunatamente un paio di flashback e uno spiegone finale rendono tutto chiaro, alla fine). Le musiche sono del Maestro Stelvio Cipriani e sono, inutile dirlo, fantastiche.

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Girato con estrema raffinatezza, questo film è oggetto di culto e di studio da parte di moltissimi appassionati di cinema italiano e non solo per un uso smodato e quasi eccessivo dello zoom e del fuori fuoco: si è parlato di poetica dello zoom (!) e di altre amenità sulle quali Bava, se fosse in vita, se la riderebbe di gusto. Bisognerebbe invece calarsi nella mentalità di chi, all’epoca, girava in fretta e con pochi mezzi e sopperiva con tecnica e genialità alle esigenze di copione senza sforare i già risicati budget produttivi… Dunque, quale miglior espediente dello zoom esiste per i cambi di scena? Ecco la magia del cinema di genere che fu… Fantastico.

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Cast principale:

Luigi Pistilli

Claudine Auger

Chris Avram

Laura Betti

Leopoldo Trieste

Claudio Volontè

Regia: Mario bava

Edizioni in dvd: Rarovideo

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. benez256 ha detto:

    Sposo in pieno il commento. Un film il cui finale è veramente spiazzante e inaspettato. Ci vuole qualche minuto a “digerire” il tutto, ma vale davvero la pena.

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