Milano calibro 9 (1972)

Pubblicato: 3 aprile 2011 in Noir

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Affascinante cocktail noir-poliziesco ambientato nella mala milanese dei primi anni ’70, questo film diretto dal grande Fernando Di Leo offre un notevole spaccato di quegli anni e si avvale di una sceneggiatura di ferro in parte ispirata ad una raccolta di racconti di Giorgio Scerbanenco dalla quale prende soltanto il titolo e lo spunto dello scambio tra corrieri dei pacchi contenenti valuta clandestina. Di Leo dirige con mano ferma e ispiratissima e tutti gli attori, dal protagonista principale (il galeotto Gastone Moschin , qui nel suo primo ruolo “serio”) all’ultima delle comparse (il barbiere Empedocle Buzzanca) sono assolutamente perfetti. Già nel precedente “I ragazzi del massacro” (sempre tratto da Scerbanenco) Di Leo aveva tracciato un notevole solco nel cinema di genere italiano ma è proprio con “Milano calibro 9” che firma probabilmente il suo capolavoro. La drammaticità e la violenza non mancano di certo (basti pensare al lungo prologo e al cruento finale), abbiamo mafia e scontri tra bande ma il vero punto di forza è rappresentato dai dialoghi tra i protagonisti, spesso intrisi di un’ironia dissacrante; su tutti spiccano quelli dello sgherro prezzolato interpretato da Mario Adorf (qui doppiato da Stefano Satta Flores e che da antagonista diventerà poi protagonista a tutto tondo del film che Di Leo girerà subito dopo, ovvero “La mala ordina”) e quelli a sfondo politico tra il Commissario protofascista Frank Wolff e il suo vice sinistrorso Luigi Pistilli. Il ruolo della “pupa” spetta a Barbara Bouchet, ballerina di night club che giocherà un ruolo decisivo nella vicenda insieme a Philippe Leroy, killer a pagamento dalle velate venature romantiche…

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La sparizione di 300.00 dollari durante uno scambio tra corrieri scatena la rappresaglia da parte di una organizzazione criminale facente capo all’ “Americano” (Lionel Stander). Uno dei corrieri, Ugo Piazza (Gastone Moschin), scampa alla vendetta perchè arrestato per rapina. Rilasciato dal carcere 3 anni dopo per buona condotta viene immediatamente braccato dagli scagnozzi dell’Americano, in particolare da Rocco Musco (Mario Adorf), ma Ugo professa la sua innocenza. L’Americano finge di credere alla sua buona fede e lo riprende nella sua gang anche per avere la possibilità di controllarlo meglio; una delle prime missioni che gli affida è quella di unirsi ad un commando killer per uccidere 2 componenti di una banda rivale che però alla fine si rivelano essere 2 amici fraterni di Ugo… Ciò innesterà una reazione a catena che causerà notevoli morti e condurrà al drammatico e inaspettato finale della vicenda.

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Indelebile la colonna sonora di Luis Bacalov che per la seconda volta decide di affiancare alle sue partiture orchestrali il rock progressive di un complesso italiano, visto l’ottimo risultato che si era già avuto con i New Trolls nel bellissimo “La vittima designata”. Stavolta la scelta cade sugli Osanna che si disimpegnano anch’essi ottimamente: soprattutto il preludio e il tema principale si sposano magnificamente con le immagini e forniscono un ottimo tappeto sonoro per un  film dinanzi al quale “… il cappello ti devi levare!”. Meraviglioso.

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Cast principale:

Gastone Moschin

Mario Adorf

Barbara Bouchet

Philippe Leroy

Luigi Pistilli

Frank Wolff

Regia: Fernando Di Leo

Edizioni in vhs: Shendene

Edizioni in dvd: Rarovideo

Formato video 1,85:1 anamorfico

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