Il delitto del diavolo – Le regine (1970)

Pubblicato: 10 aprile 2011 in Horror

il delitto del diavolo

Conosciuto anche come “Le regine”, “Dolcemente atroce” e perfino come “Favola thrilling” (sottotitolo della versione definitiva uscita in sala), questo atipico e affascinante film è un piccolo gioiellino nel panorama horror tricolore. E’ una singolare metafora sull’abbandono degli ideali e sul disfacimento dei valori morali della società professata dal diavolo in persona che si serve di stregoni mandati “in missione” per seminare scompiglio, uccidere la fantasia e non permettere il risveglio delle coscienze. Onirico, psichedelico, straniante. Atmosfere e scenografie (la casa nel bosco è il trionfo dello sfavillante kitsch anni ’70) sono assolutamente fantastiche e si respira un’ aria “sessantottina” di contestazione perfettamente incarnata dal protagonista Ray Lovelock, hippie capellone che gira senza meta a bordo della sua moto e che vorrebbe cambiare il mondo. L’incontro notturno con un uomo misterioso con l’auto in panne e quello successivo con 3 bellissime donne che vivono in un bosco isolato cambieranno la sua vita e lo condurranno in un vortice senza ritorno fino a renderlo felice… “da morire”……

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Le 3 bellissime protagoniste sono Haydee Politoff, Silvia Monti e Evelin Stewart (al secolo Ida Galli): sfoggiano un look ammaliante e hanno un guardaroba estremamente variegato e seducente, opera di Jean Bouquin, all’epoca famoso stilista “alternativo”. Per sedurre il giovane Lovelock ricorrono alle armi più svariate facendo leva sui peccati più comuni nei quali un uomo può cadere: gola e lussuria… Il ritmo della pellicola, dopo un inizio piuttosto teso, diventa volutamente lento soprattutto nella lunga parte centrale nella quale si assiste ai vari giochi con i quali, a turno, le 3 fate confondono il giovane vagabondo per poi cambiare repentinamente negli ultimi 10 minuti sfociando in un finale forse prevedibile ma molto violento e per questo un po’ inatteso. E il monologo finale del diavolo (un luciferino e convincente Gianni Santuccio) è decisamente una perla.

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Interessanti e ingiustamente sottovalutate le musiche di Francesco Lavagnino che anticipano di qualche anno, fatte le dovute proporzioni, quelle di Jerry Goldsmith per “Il presagio” con cori in latino e atmosfera in Carmina burana-style. E contribuisce anche il buon Ray Lovelock (che all’epoca si definì autodidatta strimpellatore di chitarra) che, quasi per gioco, scrive e interpreta ben due canzoni, ovvero “Swimming” e “We love you underground” (che alla fine diventerà proprio il tema principale del film). Da vedere.

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Cast principale:

Ray Lovelock

Haidee Politoff

Evelyn Stewart

Silvia Monti

Gianni Santuccio

Regia: Tonino Cervi

Edizioni in vhs: Shendene

Edizioni in dvd: Cecchi Gori

Formato video: 1,85:1 anamorfico

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