Giallo napoletano (1979)

Pubblicato: 5 giugno 2011 in Commedia

giallo napoletano

Simpatica e riuscita commistione tra il giallo e la commedia ottimamente diretta da Sergio Corbucci che, un anno dopo “La mazzetta”, torna nuovamente a girare un suo film a Napoli. Il cast è assolutamente strepitoso, a partire da un ottimo Marcello Mastroianni (che si esprime in un dialetto napoletano più che credibile) al quale si affiancano stelle di prima grandezza quali la bellissima Zeudy Araya, Michel Piccoli e Ornella Muti. Abbiamo inoltre un brillante Renato Pozzetto nei panni del commissario e il grande Peppino De Filippo, qui alla sua ultima interpretazione (morirà l’anno dopo), più un nutrito stuolo di facce napoletane assolutamente meravigliose (citiamo per tutti il criminale Franco Javarone e il sessualmente ambiguo biscazziere Peppe Barra). In questo film vediamo una Napoli diversa, una Napoli stranamente poco solare e molto cupa che fa da sfondo ad una storia intricatissima fatta di ricatti e omicidi; d’altronde Corbucci stesso ci introduce al racconto mostrando, nei titoli di testa, un cartellone sul quale campeggiano affiancati i volti di Alfred Hitchcock e di Totò, quasi a simboleggiare le due anime e le due facce della medaglia della città stessa. Perfino il mandolino, visto solitamente come simbolo culturale e di allegria, diventa invece veicolo di morte in una girandola di colpi di scena (forse nel finale anche troppi).

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Raffaele Capece (Marcello Mastroianni) è un insegnante di mandolino con la poliomielite ad una gamba che sbarca il lunario suonando in un ristorante e vive con l’anziano padre (Peppino De Filippo), un patito del gioco d’azzardo. Per riparare all’ennesimo debito di gioco contratto dal padre riceve l’incarico di fare una serenata col mandolino alle 5 del mattino dall’ambiguo biscazziere Giardina (Peppe Barra) che gli consegna un misterioso spartito. Una volta recatosi sul posto concordato e dopo aver iniziato a suonare le prime note un uomo di colore precipita nel vuoto. L’uomo è John Over, fratello di Elizabeth Over (Zeudy Araya), compagna del direttore d’orchestra Victor Navarro (Michel Piccoli). Le indagini sono condotte dallo svampito commissario Voghera (Renato Pozzetto), un lombardo con poca simpatia nei confronti dei meridionali che sospetta di Capece ed è convinto che nasconda qualcosa. Anche il mandante della serenata, Giardina, viene ucciso (spinto giù da una finestra). Dopo quest’altro delitto Capece riceve a domicilio la sgradita visita di due loschi figuri, Sella e Albino (uno strepitoso Franco Javarone e un “bestiale” Natale Tulli), stranamente interessati a saperne di più su questa misteriosa musica portatrice di morte. Infatti è proprio intorno a questa musica che ruota il mistero: all’interno di essa si cela la chiave di un ricatto legato ad un antico delitto compiuto molti anni prima…

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Alcune caratteristiche del personaggio del commissario interpretato da Renato Pozzetto si ritroveranno anche nel personaggio coevo interpretato dallo stesso Pozzetto in “Agenzia Riccardo Finzi… praticamente detective” di Bruno Corbucci; aria distratta, andatura dinoccolata e l’abitudine di prendere continuamente misteriosi appunti su un’agendina (il commissario Voghera) o su un block notes (il detective Finzi). Nessuno mi toglie dalla testa che Corbucci, nel concepire questa storia gialla di cui ha scritto anche il soggetto, si è ispirato, e non poco, nientepopodimeno che a “Profondo rosso”: innanzitutto anche lì c’è un delitto sepolto in un remoto passato e un cadavere murato dietro una parete che viene riportato alla luce; inoltre un’altra analogia (stavolta meramente stilistica) è legata alla scenografia e all’ambientazione: qui la soluzione finale dell’enigma è infatti nascosta all’interno di Villa Spera, una villa in stile liberty situata all’inizio del quartiere collinare del Vomero che richiama alla memoria la celeberrima villa di Torino che si vede proprio in “Profondo rosso”, ovvero Villa Scott, anch’essa in stile liberty e anch’essa custode di un antico e atroce segreto. Se a questo aggiungiamo che il direttore della fotografia (Luigi Kuveiller) è lo stesso di entrambi i film possiamo dire che 3 indizi fanno ben più di una prova…

Come in ogni film giallo che si rispetti la musica riveste un ruolo fondamentale per creare la giusta atmosfera e Riz ortolani non delude affatto, anzi: la melodia che fa da colonna sonora alla scia dei delitti che man mano si susseguono è di quelle che restano dentro e, di tanto in tanto, si sente anche una voce distorta con il vocoder che continua a ripetere “Scemuniti” per irridere il pubblico; 3 anni dopo la stessa idea di utilizzare una voce elettronicamente artefatta (che continua stavolta a ripetere “Paura”) sarà ripresa dai Goblin per la colonna sonora di “Tenebre”. E comunque, nonostante la connotazione “gialla” della storia, si ride in parecchie scene. Da vedere.

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Cast principale:

Marcello Mastroianni

Ornella Muti

Zeudy Araya

Michel Piccoli

Renato Pozzetto

Peppino De Filippo

Regia: Sergio Corbucci

Edizioni in dvd: 01

Formato video 1,85: 1 letterbox

commenti
  1. mauro ha detto:

    film a incastro. lo conosco a memoria. prima in super 8, poi in vhs e per finire in dvd… tutte e tre le versioni ancora nei miei archives… non rimane che attendere un’edizione (poco probabile) in blu ray!

  2. johntrent70 ha detto:

    Per motivi affettivi sono molto legato a questo film: tornando da scuola (facevo la quinta elementare) passavo tutti i giorni davanti a una location (Villa Spera) e riuscii a vedere abbastanza da vicino mentre giravano alcune scene… il dvd è uscito da appena un annetto, credo che il blu ray resterà una chimera per molto tempo…

  3. june23th ha detto:

    Ci sono molte cose che mi piacciono di questo film: le atmosfere surreali, la musica ipnotica, una Napoli quasi esoterica e ovviamente su tutti Marcello Mastroianni, un vero gigante dello schermo, capace di apparire credibile anche nei panni oggettivamente incredibili di un suonatore di mandolino sull’orlo della bancarotta. All’opposto c’è una storia che procede a balzi, un po’ cervellotica e confusa, una smania di comporre un cast all star senza anima e nerbo: Pozzetto è poco credibile, Zaudy Araya bellissima e decorativa, Michel Piccoli coinvolto forse solo per motivi di mercato (forse è stato distribuito anche in Francia?). Il vero mistero del film è però Ornella Muti: una voce praticamente afona accompagna un personaggio a cui non è in grado di dare alcuna sfumatura interessante, nessuna ambiguità, solo una bellezza sfolgorante. E pensare che divide una scena con due mostri sacri come Mastroianni e addirittura Peppino De Filippo.

  4. johntrent70 ha detto:

    Beh… la Muti non è che sia mai stata questa grande attrice, diciamolo. Puoi metterla accanto a chi ti pare…

  5. june23th ha detto:

    beh…non è un’attenuante! 🙂

  6. johntrent70 ha detto:

    No, non lo è. 😀

  7. june23th ha detto:

    John, non so quanto tempo ci dedichi, ma il tuo blog mi piace molto. Posso essere sincero? Mi piacerebbe leggere un po’ di aneddotica cattiva e acida: il “B world” ha così tante sfaccettature che se ne potrebbe parlare per anni e ancora avere da dire…

  8. johntrent70 ha detto:

    Sei molto gentile e ti ringrazio. L’idea del blog è nata per pura passione e non ci dedico tantissimo tempo: mediamente la stesura di un articolo mi porta via un paio d’ore al massimo (compreso il caricamento delle foto su flickr o dei video su youtube). Di solito mi ci dedico un po’ nel week/end: mi ero prefisso di trattare un film alla settimana e per quasi 5 anni ci sono riuscito con costanza (un po’ di flessione c’è stata solo negli ultimi mesi del 2015). La materia è ancora molto vasta, quindi di lavoro ce n’è ancora parecchio…
    Il discorso sull’aneddotica non mi coinvolge molto, e mi spiego: in rete, ormai, si trova di tutto e di più e negli extra dei dvd ci sono documentari e featurette con i protagonisti che a volte (ma non sempre) raccontano cose “succose”. Riportarle qui dentro sarebbe solo un copia e incolla. E poi metti che mi sfugge di indicare la fonte esatta dalla quale ho preso una notizia, il documentario nel quale è stata detta o l’etichetta del dvd nel quale era inserita; qualcuno si potrebbe anche inquietare…

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