Keoma (1976)

Pubblicato: 17 luglio 2011 in Western

keoma

Crepuscolare, decadente, epico, tragico… Keoma è questo è molto altro. In un periodo storico che aveva ormai visto esaurirsi il filone dello spaghetti-western (ridotto ormai a burletta e parodia) la premiata coppia Franco Nero / Enzo G. Castellari decise di scriverne l’ultima grande pagina. Partendo da un soggetto di Luigi Montefiori successivamente rielaborato da Castellari, Nero e altri sotto l’egida del produttore Manolo Bolognini, il film fu praticamente girato inventando le scene giorno per giorno affidandosi ad invenzioni stilistiche e trovate estemporanee partorite al momento. Castellari diede libero sfogo alla sua fantasia di grande appassionato di western infarcendo però la storia con rimandi tragici Shakesperiani, ammiccamenti a Bergman (l’idea della Morte che dialoga continuamente con il protagonista), riferimenti alla figura di Gesù (Nero ha le fattezze iconografiche del Cristo e in una scena viene crocifisso), scene d’azione e frequentissimi, lunghi e quasi estenuanti ralenty alla Peckinpah: in pratica un’autentica summa del suo modo personale di intendere il cinema a 360 gradi. Tra le tante scene memorabili va senz’altro ricordata quella dello scontro a fuoco tra fratelli con il rumore dei colpi di pistola sostituito dai lamenti e dalle urla di dolore della partoriente Olga Karlatos… Un film originalissimo e decisamente unico, ideale e definitivo testamento di un genere al quale in Italia abbiamo dato lustro per circa 10 anni.

keoma1

keoma2

Il mezzosangue indiano Keoma (Franco Nero), una sorta di giustiziere solitario, sta ritornando dopo molti anni alla sua città natale e, lungo il suo cammino, incontra la Morte (Gabriella Giacobbe) che si mostra attraverso le fattezze umane di una vecchia trasandata che trascina un carretto. Ella lo ammonisce che in città la peste sta mietendo molte vittime, si lancia in tristi presagi sul suo futuro suggerendogli di non ritornare e gli ricorda che, quando era un bambino, lo aveva già risparmiato in un massacro avvenuto in paese che aveva portato morte e devastazione. Ma Keoma non le presta ascolto e, dopo aver salvato una giovane donna incinta (Olga Karlatos) da un gruppo di pistoleri che volevano ucciderla ritenendola appestata, si ricongiunge al vecchio padre (William Berger). Coldwell (Donald O’ Brien), un ufficiale dell’esercito, è diventato il padrone della città dopo aver espropriato con la violenza le terre di tutti gli abitanti e gestisce ogni tipo di traffico, compreso quello delle medicine che potrebbero salvare molte vite. I tre fratellastri di Keoma (Antonio Marsina, John Loffredo e Orso Maria Guerrini), che l’hanno sempre odiato perché figlio di una indiana, sono anch’essi al servizio del perfido Coldwell e Keoma non potrà sottrarsi al triste destino fratricida che lo attende… Personaggio ambiguo, affascinante e controverso, Keoma (il cui significato dovrebbe essere, nel linguaggio Sijoux, Libertà) si batte contro tutti per difendere i suoi ideali di giustizia ma lascia anche perplessi allorquando condanna a morte certa il bambino appena partorito da Olga Karlatos (da egli stesso salvata dal linciaggio): la donna muore di parto e Keoma abbandona il neonato nelle braccia della Morte (anch’essa fortemente ambigua al punto tale da non assolvere il suo compito e sembrare invece una sorta di levatrice che implora Keoma di salvare l’infante) sostenendo che “un uomo libero non ha bisogno di niente”… Forse è proprio vero che allora “Il mondo è marcio!”

keoma3

keoma4

Gli impagabili F.lli De Angelis compongono, come al solito, una colonna sonora memorabile per certi versi ispirata (nelle intenzioni e nelle indicazioni del regista e fatte le dovute proporzioni) alle ballate di Bob Dylan che Castellari aveva utilizzato nel primo mixage del film (e delle quali, ovviamente, non aveva i diritti di sfruttamento). Lo struggente tema principale domina in lungo e in largo durante tutta la pellicola ed è interpretato dalla coppia Susy & Guy (al secolo Susan Duncan Smith e Cesare De Natale), che si ripete dopo il grande successo di “Goodbye my friend” di 2 anni prima ne “Il cittadino si ribella” (sempre con le musiche dei De Angelis e la regia di Castellari). Meraviglia.
Eccone il testo…

You are searching just for what you are
and you go from town to town
to find yourself:
no Keoma, oh no…
Don’t go on, my boy,
no Keoma, no…
No Keoma, no…
And when you find that love has gone away
the world is crumbling down around,
you walk around,
your tears have no right to cry,
the pain you see, the pain you feel
the wrong you do, the hurt you feel…
Now you cannot do it for yourself,
it’s not true…
Try and turn the world the other way,
you can’t think of being the one man
who has got the only right to live…
Now you have done what you should have,
you’ve done even more than you could do,
Stop your fighting and find,
find your place now…
When there is no way to end your mistakes
do you remember that I saved you once a time?
But I can’t help this time
if you don’t stop,
I don’t want, I don’t want now
to take your life away…
No… I won’t this time…

keomatitoli

Cast principale:

Franco Nero

Woody Strode

William Berger

Orso Maria Guerrini

Olga Karlatos

Donald O’ Brien

Regia: Enzo G. Castellari

Edizioni in dvd:

Fabbri: formato video 2,35:1 letterbox

Cecchi Gori: formato video 2,35:1 anamorfico

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...