Milano odia: la polizia non può sparare (1974)

Pubblicato: 20 agosto 2011 in Poliziesco

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Nel panorama del poliziesco all’italiana questo gioiello di Umberto Lenzi si è senz’altro ritagliato (e con pieno merito) un posto di assoluta rilevanza, vuoi per la sua estrema violenza e brutalità (per anni è stato bandito dalle tv a causa del divieto ai minori di 18 anni), vuoi per la straordinaria interpretazione di un Tomas Milian mai più così folle e sanguinario: il suo psicopatico personaggio, schiavo della violenza fine a se stessa e di stravizi quali droga e alcool, è davvero agghiacciante, disturbante, malsano. Potremmo perfino ipotizzare un parallelismo con l’ Alex di “Arancia meccanica” o cogliere nell’abilissima regia di Lenzi caratteristiche proprie del miglior Don Siegel (penso a “Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo”)… Ma la verità è che in quegli anni in Italia gente come Lenzi sapeva fare ottimamente il suo mestiere ed infatti anzichè rifarsi a modelli esistenti sarebbe diventata in futuro essa stessa fonte di ispirazione (o plagio): senza film come questo Quentin Tarantino non si sarebbe mai avvicinato ad una macchina da presa…

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Giulio Sacchi (Tomas Milian) è un balordo senza scrupoli che trascorre le sue giornate al bar e si barcamena tra rapine e furtarelli. Psicologicamente instabile e dalla personalità schizoide, maltratta spesso e volentieri la sua fidanzata Jole (Anita Strindberg) alla quale periodicamente spilla anche dei soldi ed è sempre alla ricerca della svolta, del grande colpo. L’occasione gli si presenta allorquando scopre che il datore di lavoro di Jole, un grosso industriale, ha una figlia molto giovane e bella, Marilù (Laura Belli); l’idea è quella di organizzare un rapimento milionario e potersi così sistemare per tutta la vita. Una sera, insieme ad altri due suoi amici sbandati (Ray Lovelock e Gino Santercole), segue la ragazza che si era appartata in macchina con il fidanzato: ne segue una drammatica collutazione che si conclude con l’uccisione del giovane a colpi di mitraglietta. Sconvolta, Marilù fugge e raggiunge una villa isolata di proprietà di alcuni ricchi borghesi che, vedendola in stato confusionale, non si rendono conto dell’accaduto e mal gliene incoglie dal momento che i 3 balordi fanno anch’essi irruzione nella villa e, dopo varie torture ai danni dei presenti, uccidono tutti. La scena delle due donne (Rosita Torosh e Annie Carol Edel) e dell’uomo (Francesco D’Adda) appesi al lampadario e successivamente crivellati di piombo è semplicemente epocale. Il commissario Grandi (Henry Silva), incaricato delle indagini, sembra brancolare nel buio e, prima di giungere alla verità, non riuscirà ad impedire altre morti…

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Il film ruota tutto intorno all’universo folle e perverso del terrificante protagonista impersonificato da Milian; non è un caso infatti che la figura del commissario, solitamente centrale all’interno del genere poliziesco, sia qui invece quasi marginale e che sia stato scelto per interpretarlo il quanto mai inespressivo e monocorde Henry Silva, decisamente più a suo agio nei ruoli di cattivo dallo sguardo fisso e glaciale. E’ quindi Milian che spadroneggia in lungo e in largo dando vita ad uno dei più crudeli, spietati e affascinanti personaggi cui il cinema italiano abbia mai dato luce; la leggenda narra che l’attore cubano, per calarsi di più nel personaggio e risultare ancora più “alterato” nelle scene di violenza, ci desse dentro sul serio con la bottiglia prima del ciak… Grande merito va dato anche a Lenzi che ha sempre saputo cucire addosso al grande Tomas personaggi assolutamente perfetti. Le musiche sono affidate al sommo Morricone, qui davvero in grande forma. Insomma, concludendo: filmone.

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Cast principale:

Tomas Milian

Henry Silva

Anita Strindberg

Ray Lovelock

Gino Santercole

Laura Belli

Regia: Umberto lenzi

Edizioni in vhs: Shendene

Edizioni in dvd: Alan Young

Formato video: 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. Nicola Ventura ha detto:

    Ciao! Complimenti per questo fantastico blog, massimo rispetto.

  2. silvianovabellatrix ha detto:

    Bellissimo film davvero e Milian è da urlo ( da Oscar, se fossimo stati in America). Sul commissario hai ragione : è l’unico personaggio statico e stereotipato.

  3. paultemplar ha detto:

    Sostanzialmente d’accordo con te e con la bellissima Silvia; Milian conferma di essere un attore con i fiocchi, e nel cast ci sono due attrici che a mio giudizio avrebbero meritato ben altra fortuna, ovvero la Strindberg (ma che fine ha fatto lo sai?) e Laura Belli.
    Ciao Silviotta/Luna
    🙂

    • silvianovabellatrix ha detto:

      Ciao Paolo/ Atha 🙂 ( ti ho conosciuto così, lo sai 😉
      Grazie del complimento ed ora stop o sennò J.T. mi fa ” no chat please” 😀
      Spero di incrociarti di nuovo su questo blog che non posso mancare di seguire

  4. johntrent70 ha detto:

    Della Strindberg si sono perse le tracce…. :O

  5. Ken ha detto:

    beh che dire? fantastico. L’Italia insegnava a fare cinema in quegli splendidi anni!

    Bellissimo blog!

  6. andyy777 ha detto:

    Che dire di questo film? questo è cinema con la C maiuscola,da mandare in prima serata per “educare” le nuove generazioni.
    Tomas Milian ancora una volta ci regala un’interpretazione straordinaria,dimostrando di essere un attore troppo sottovalutato e che ancora oggi non ha avuto il massimo rispetto,in un certo senso è stato sfortunato,in America di sicuro con una interpretazione del genere sarebbe stato candidato all’oscar e non fa niente se il nostro cubano de’ roma s’imbottiva di pasticche e alcool,solo un attore come lui poteva interpretare il personaggio di Giulio Sacchi in questo modo.
    Invece qui da noi dobbiamo vedere Tomas invitato in trasmissioni come “I migliori anni” “additato” come al solito come semplice “monnezza”.
    E comunque…ditemi se questo non è un film di denuncia sociale,un folle psicopatico dal passato disastrato senza prospettive cresciuto nel nulla che fa piazza pulita di tutto ciò che ha intorno perchè non ha nulla da perdere…guardatevi intorno,non è che la situazione sia molto diversa oggi.

  7. johntrent70 ha detto:

    “I migliori anni”? Per carità… Lì confondono ancora Nico Giraldi con er Monnezza…
    Credo che questa sia una delle migliori interpretazioni del grande Tomas…

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