La mala ordina (1972)

Pubblicato: 1 ottobre 2011 in Noir

la mala ordina

 Dopo aver caratterizzato in maniera eccellente un personaggio magnifico come il Rocco Musco di “Milano calibro 9” Mario Adorf si guadagna sul campo i gradi di protagonista assoluto e Fernando Di Leo gli cuce addosso un ruolo perfetto. La storia riprende grosso modo il canovaccio del capolavoro precedente, resta l’ambientazione milanese e l’organizzazione criminale che tenta di vendicarsi contro chi ha sgarrato. Ma i punti di contatto finiscono ben presto qui: il protagonista della storia, un Luca Canali magnaccia siciliano apparentemente tranquillo, non ha niente a che vedere con lo scafato Ugo Piazza interpretato da Moschin. Inoltre, per andare sul sicuro, entra in scena una coppia di killers giunta dagli USA con il precipuo compito di uccidere il povero macrò che è ovviamente estraneo alle accuse che gli vengono mosse; non scopriamo certo l’acqua calda se rimarchiamo che la coppia di sicari composta da Woody Strode e Henry Silva (un uomo di colore e un bianco) ispirerà (per usare un eufemismo) 20 anni dopo il Tarantino di “Pulp fiction” (Samuel L. Jackson e John Travolta ne sono una palese scopiazzatura). I colpi di scena sono decisamente ridotti rispetto alla girandola di “Milano calibro 9” ma stavolta Di Leo punta molto di più sull’azione pura e regala anche una scena tesissima di inseguimento da antologia (quella assolutamente folle del furgoncino). Luca Canali è sì un magnaccia, un uomo squallido, eppure Adorf e Di Leo lo rendono umanamente favoloso e alla fine il pubblico non può che tifare per lui. Il doppiaggio di Stefano Satta Flores è ancora una volta fondamentale, così come gli incredibili dialoghi (punto di forza dei film di Di Leo e ottimamente assimilati da Tarantino). Insomma diciamocela tutta: chi ama Tarantino non può non amare questo film. Anche se io lo amavo a prescindere…

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Una coppia di killer (Henry Silva e Woody Stroode) proveniente dagli USA arriva a Milano per ordine di Mr. Corso (Cyril Cusack), capo di una organizzazione criminale. Il loro compito è stanare Luca Canali (Mario Adorf), un magnaccia che si sarebbe impossessato di una partita di eroina del valore di 3 miliardi, e ucciderlo in maniera esemplare, plateale, come futuro monito per chi volesse ripeterne le gesta. In realtà Canali è innocente, è un personaggio ai limiti del macchiettistico e gestisce un piccolo giro di prostitute al Parco Lambro; insomma non è certamente il traffico di droga la sua occupazione principale… Vive inoltre un rapporto tormentato con la ex moglie (Sylva Koscina) che, proprio a causa del suo “lavoro”, gli consente di vedere poco la loro figlia e non accetta i suoi soldi. Una delle protette di Canali, Anna (Femi Benussi), viene a sapere che 2 stranieri lo stanno cercando per tutta Milano e lo mette in guardia. Sfuggito ad un tentativo di pestaggio da parte di due altri sgherri mandati sulle sue tracce da Don Vito Tressoldi (Adolfo Celi) Canali intuisce di trovarsi in una cosa più grande di lui e consiglia alla ex moglie di lasciare la città con la bambina ma non fa in tempo: le due vengono uccise e da quel momento l’innocuo e pittoresco magnaccia si trasformerà in una autentica belva attuando una terribile vendetta contro tutto e tutti…

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Tesissima e a tratti spettacolare, l’azione voluta da Di Leo permea la pellicola in maniera preponderante e Adorf è ancora più strepitoso del film precedente. Ottime anche le musiche di Armando Trovajoli che sostituisce momentaneamente Luis Bacalov (che ritornerà nei successivi lavori del compianto regista pugliese) dando vita ad una colonna sonora “funkeggiante” con un notevole uso di fiati: bellissima. Come piccola curiosità conclusiva ricordiamo la brevissima apparizione di un giovane Renato Zero vestito da hippy con bombetta in alcune scene.

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Cast principale:

Mario Adorf

Henry Silva

Woody Strode

Luciana Paluzzi

Femi Benussi

Sylva Koscina

Adolfo Celi

Cyril Cusack

Regia: Fernando Di Leo

Edizioni in vhs: Shendene

Edizioni in dvd: Rarovideo

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. Bellissima la trasformazione di Adorf da pappone a giustiziere 🙂

  2. Molto bello sicuramente, anche se Mario Adorf a me non coinvolge così tanto. Indimenticabile la scena dell’inseguimento, e quella finale in quel deposito di macchine vecchie.

  3. daniele lepori ha detto:

    Il FILM poliziesco più bello di tutti i tempi. Una perla

  4. Ken ha detto:

    Mario Adorf è semplicemente perfetto!

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