La vittima designata (1971)

Pubblicato: 10 dicembre 2011 in Thriller

la vittima designata

Raffinato, romantico, elegante, crepuscolare, decadente… Siamo di fronte ad un bellissimo thriller che si avvale di una sceneggiatura perfetta e delle superbe prove di Tomas Milian (che qui si doppia da solo) e Pierre Clementi, entrambi belli e dannatamente bravi, sullo sfondo di una Venezia mai così ambigua, magica e nel contempo affascinante quanto loro. Naturalmente allo spettatore colto non sfugge il più che evidente rimando al plot del bellissimo “Delitto per delitto” di Alfred Hitchcock ma la rilettura fatta dal regista Maurizio Lucidi (qui molto bravo e misurato) non si riduce ad una banale scopiazzatura, anzi: è vero che lo spunto iniziale è identico e che la storia ricalca, fatte le dovute proporzioni, le stesse azioni di Farley Granger e Robert Walker ma l’ambientazione veneziana è veramente qualcosa di sublime e rende la pellicola estremamente originale. Non credo sia un caso che altri registi dopo abbiano avuto l’idea di usare la crepuscolare cornice lagunare per ambientarvi i loro thriller (penso ad Aldo Lado, Nicholas Roeg e Antonio Bido)…

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Stefano (Tomas Milian) è un pubblicitario coperto di debiti e sull’orlo del fallimento, nonchè azionista di minoranza nella società della ricca moglie Silvia (Marisa Bartoli). Per tentare di sanare i debiti e poter fuggire via con la sua giovane amante, la modella Fabiane (Katia Christine), propone alla moglie di vendere la società per circa 250 milioni di lire adducendo il pretesto di un grandioso progetto pubblicitario ma la donna non abbocca. Per distrarsi dai guai Stefano si reca a Venezia con Fabiane e lì fa la conoscenza di un giovane ambiguo, strano e affascinante: il ricco conte Matteo Tiepolo (Pierre Clementi). I due parlano e si confidano: Stefano parla dei suoi fallimenti personali e della sua frustrazione dovuta all’insensibilità della moglie che, nonostante le sue ricchezze, non lo aiuta a risollevarsi e Matteo gli parla di suo fratello, la persona che più odia al mondo. Una sera, durante una gita in motoscafo, Matteo propone a Stefano di scambiarsi un favore: lui ucciderà la moglie di Stefano e Stefano ucciderà il fratello così nessuno potrà collegare i due delitti in quanto nessuno ha un movente per uccidere la propria vittima. Stefano crede che il suo nuovo amico stia scherzando e rifiuta la scioccante proposta. Torna a casa e decide di portare la moglie a trascorrere una breve vacanza nella loro villa sul lago di Como per cercare ancora una volta di convincerla a vendere la società. Di fronte all’ennesimo rifiuto cade in preda alla disperazione e decide di falsificare la firma della moglie sull’atto di cessione. A sorpresa ricompare di nuovo Matteo che gli ripropone l’affare del doppio delitto; anche stavolta Stefano non gli dà ascolto. Una sera, Silvia riceve a casa un mazzo di fiori accompagnato da una lettera nella quale Matteo, che si definisce grande amico di Stefano, la avverte della falsificazione della firma. La rottura tra Silvia e Stefano diventa quindi ormai insanabile. Accecato dall’ira, Stefano cerca Matteo per fargliela pagare ma non lo trova in albergo; sul suo cammino incontra invece una ragazza tedesca, una certa Christine (Alessandra Cardini), che gli chiede un passaggio per l’aeroporto ma non riesce a prendere l’aereo; Stefano le offre ospitalità presso la sua villa sul lago e passa con lei la notte. Il mattino seguente chiama a casa della moglie ma al telefono risponde il commissario Finzi (Luigi Casellato) che lo informa che sua moglie è stata uccisa, probabilmente in seguito all’aggressione di un ladro che si è anche impossessato di gioielli e preziosi. Tuttavia il commissario è sospettoso, ritiene che quella del furto sia una messinscena e Stefano non ha nemmeno un alibi perchè intanto la ragazza tedesca è scomparsa nel nulla…

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Cosa possiamo dire delle fantastiche musiche? Luis Enriquez Bacalov compone una colonna sonora classica e baroccheggiante e per l’interpretazione affianca un’imponente orchestra sinfonica ad un gruppo rock, i New Trolls; questo esperimento sarà ripetuto dal maestro argentino anche l’anno dopo con le sue musiche originali di “Milano calibro 9” interpretate dal complesso degli Osanna (anche se verrà riciclato, in una breve scena d’amore tra Moschin e la Bouchet, il brano “Adagio”). La colonna sonora del film di Lucidi confluirà in grandissima parte in quello che poi diventerà il celeberrimo album “Concerto grosso per i New trolls”: rock progressive sposato con la musica classica in un connubio unico e irripetibile. Il brano “My shadow in the dark” viene cantato nel film da Tomas Milian mentre nel disco “Concerto grosso” le voci sono di Nico Di Palo e Gianni Belleno. Da non perdere.

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Cast principale:

Tomas Milian

Pierre Clementi

Katia Christine

Marisa Bartoli

Luigi Casellato

Regia: Maurizio Lucidi

Edizioni in vhs: Shendene

Edizioni in dvd: Surf e Shameless (UK)

Formato video 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. AlfredoRiva ha detto:

    La Vittima Designata

    Finito. Quasi mi dispiace. E’ semplicemente incredibile che io abbia visto questo film per la prima volta dopo più di quarant’anni dalla sua uscita, comunque è stato meglio così, me lo sono goduto fino in fondo e l’ho apprezzato infinitamente. Non posso che sposare l’opinione di chi l’ha definito “il più sottovalutato thriller italiano”. Il carosello dei baci Perugina, il Pirellone, la villa a Moltrasio (il lago di Como non l’ha scoperto George Clooney !), il fascino di una Venezia crepuscolare, la borghesia padana di allora, una moglie ricca e un po’ arpìa, un marito giovane pubblicitario sottomesso, un’amica modella (che dico “amica”, è qualcosa di più, e lo sa tutta Milano) e poi lui, il Conte Matteo Tiepolo, enigmatico, decadente, incredibile.
    Dopo aver visto Thomas Milan in questo ruolo non riuscirò più a guardare un film con il Monnezza, almeno non senza avere una grande sensazione di… spreco. Grandioso Pierre Clementi e l’alchimia che si instaura tra i due protagonisti è palpabile. Ricercate le ambientazioni, le atmosfere e le inquadrature, meravigliosa la colonna sonora, sicuramente si tratta di una pellicola curata ed ambiziosa che probabilmente all’epoca non ha avuto i riconoscimenti che meritava.
    L’unico appunto che posso fare è che forse il film meritava almeno dieci minuti in più sul finale, a mio avviso un po’ troppo sbrigativo (in termini di durata) in relazione a tutto il pregresso…

    Comunque, per me, un CULT assoluto.

  2. johntrent70 ha detto:

    Meglio tardi che mai! “La vittima designata” è semplicemente splendido, sono d’accordissimo con te.
    Non sono d’accordo invece sul Milian “sprecato”, a me accade il processo inverso: se penso proprio a questo film ma anche ad altri (i western di Sollima, i noir di Lenzi e Lizzani, “Beatrice Cenci” di Fulci o “La luna” di Bertolucci) ne apprezzo ancora di più i suoi ruoli trucidi e sboccati e la sua poliedricità di immenso attore.

  3. Mat ha detto:

    Film bellissimo, per tutta la durata mi sono chiesto quando sarebbe spuntato fuori Milian e invece era lui, Stefano, grande interpretazione, senza nulla togliere al monnezza. Dispiace solo che quest’ultimo personaggio abbia avuto più riscontri. Quante perle del cinema italiano dovrò scoprire da solo e quasi per caso.. insomma a che cosa dovrebbe servire la critica se non a portare gli amanti del cinema a vedere film come questo?

  4. johntrent70 ha detto:

    E’ proprio quello che cerco di fare nel mio piccolo e da semplice appassionato, anche se so che non mi legge nessuno… 😀
    Ovviamente concordo su Tomas, attore strepitoso del quale non mi stancherò mai di tessere le lodi.

  5. Emanuele ha detto:

    Grandissimo film, grandi i new trolls. Atmosfera fantasticamente decadente. Il finale però non mi ha soddisfatto… O forse non l’ho capito io.

  6. johntrent70 ha detto:

    Perchè no? Non riesco ad immaginare un finale più bello…

  7. Emanuele ha detto:

    non ne ho capito il senso onestamente

  8. francesco ha detto:

    vorrei aprire un giro di consultazioni sul finale, che secondo me è volutamene aperto ed enigmatico.
    secondo me ci sono tre possibili chiavi di lettura:
    1. ad essere ucciso è il fratello gemello di matteo tiepolo: ma mi sembra troppo banale (forse a ricalcare il finale a sorpresa de “la sparatoria” di Monte Hellman.
    2. ad essere ucciso è lo stesso matteo tiepolo, evidentemente afflitto da schizzofrenia e da sdoppiamento della personalità e che non ha il coraggio di uccidersi da solo o meglio di uccidere quella parte di se stesso che non accetta.
    3. tiepolo non è altro che la cattiva coscienza di stefano che lo spinge all’omicidio della moglie (in casa non vengono trovate traccie di nessun individuo) dunque è stefano che ha uno sdoppiamento della personalità e per tutto il film si confronta con un suo alter ego fittizio (interpretazione molto spinta comunque)

  9. johntrent70 ha detto:

    Personalmente propendo per l’ipotesi n° 2.

    • francesco ha detto:

      bell’enigma, vero?
      l’inquadratura finale(su Clementi) è abbastanza breve e lascia volutamente un enigma.

      ringrazio john e spero di avere il parere di qualcun’altro.

      a proposito ma qualcuno di voi ha visto “Delitto per delitto ” di alfred hichkok ?

  10. johntrent70 ha detto:

    Io l’ho visto. Il finale è completamente diverso ma il plot di base è identico: due uomini devono scambiarsi un “favore” uccidendo due persone senza alcun movente affinchè la polizia non possa sospettare di loro. E anche in questo caso uno prima ammazza e poi costringe anche l’altro (che vorrebbe tirarsi indietro) a farlo…

  11. Sebastiano Contrari ha detto:

    Posso confermare con assoluta certezza che l’ipotesi giusta è la seconda: ad essere ucciso è lo stesso Matteo. Il film non continua perché il seguito sarebbe banale. Che potrebbe succedere d’altro? Stefano viene preso dalla polizia e condannato all’ergastolo; Stefano scappa in Venezuela; Stefano resta in Italia e continua il suo lavoro di pubblicitario milanese mentre Fabiane torna a fare la modella. Un film finisce quando finisce la sua storia.

  12. Spinto una volta di più dalle tue entusiastiche recensioni, mi sono procurato e letteralmente gustato, questo splendido film. Non oso aggiungere nulla, a quanto hai così perfettamente e appassionalmente descritto, se non che per me si è trattato di una iper piacevole scoperta.
    I due protagonisti sono a dir poco mirabolanti, e comunque l’occhio mi è stato pure catturato dalla Katia Christine, che mai avevo sentito o letto nei tuoi scritti. Veramente bella.

  13. johntrent70 ha detto:

    Sono contento… 🙂

  14. wesbluemarine ha detto:

    Visto un paio di giorni fa per la prima volta, stupendo.
    Qualcuno sa chi è l’attrice che interpreta la schiava di Tiepolo?

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