Tony Arzenta (1973)

Pubblicato: 6 febbraio 2012 in Noir

tony arzenta

Meraviglioso noir cupo, disperato, cinico, feroce, spietato e teso come una corda di violino diretto con mani salde da un Tessari scatenato. Si strizza un po’ l’occhio al polar francese (la presenza di Alain Delon nei panni di un killer imperturbabile e infallibile è emblematica) e al noir alla Di Leo ma Tessari mostra grande personalità e sorprende in positivo con alcuni guizzi di classe e alcune situazioni del tutto inaspettate: alcune scene di inseguimento sono altamente spettacolari, gli omicidi sono efferatissimi e le scene di violenza sono di una potenza e incisività inaudita (su tutte vale la pena di citare il brutale pestaggio della povera Carla Gravina con in sottofondo la serenata in sol maggiore di Mozart o l’omicidio di Marc Porel stritolato all’interno della sua macchina in un cimitero di automobili). Ok, la trama non è forse il massimo dell’originalità (c’è la solita vendetta di chi ha perso ingiustamente la propria famiglia per colpa di criminali senza scrupoli) ma non per questo il film si guarda con meno piacere, anzi. Si capisce dall’inizio dove la storia vorrà andare a parare e si finisce ovviamente col fare il tifo per il giustiziere di turno che fa piazza pulita…

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Tony Arzenta (Alain Delon) è un sicario infallibile e spietato che, dopo anni di onorata carriera, decide di ritirarsi dal giro per dedicarsi alla sua famiglia (ha moglie e figlio di 4 anni). Naturalmente i vertici dell’organizzazione non vedono di buon occhio questa scelta in quanto Arzenta è troppo dentro i loro traffici e conosce nomi e situazioni scomode che un domani potrebbero venire alla luce… Per questo motivo decidono di tappargli la bocca per sempre e gli piazzano una bomba in macchina ma, per una terribile fatalità, sulla vettura salgono invece moglie e figlio e saltano in aria al suo posto. Da questo momento la vendetta di Arzenta sarà inesorabile e spietata: da Milano ad Amburgo fino a Copenhagen, Arzenta eliminerà diligentemente i mandanti della sua esecuzione sventando trappole e agguati in un crescendo di tensione e in un sottile gioco di mosse e contromosse…

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Ottima la musica lounge di Gianni Ferrio che funge da colonna sonora e felice l’intuizione di Tessari di inserire nel film due autentiche perle della musica italiana: “Vorrei che fosse amore” cantata da Mina e soprattutto “L’appuntamento” di Ornella Vanoni che accompagna magnificamente i titoli di testa del film. Bellissimo.

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Cast principale:

Alain Delon

Richard Conte

Umberto Orsini

Carla Gravina

Erika Blanc

Silvano Tranquilli

Regia: Duccio Tessari

Edizioni in dvd:

King Records (Giappone) e 01

Formato video 1,85:1 letterbox

commenti
  1. Mi piace l’Alain Delon di quel periodo, e questo film dovrebbe essere comunque interessante. Sbaglio o l’impermeabile è lo stesso che indossa ne La prima notte di quiete?

  2. johntrent70 ha detto:

    Te lo consiglio. Delon nel film di Zurlini indossava un cappotto beige (che non toglieva praticamente mai!)… 🙂

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