Amore e morte nel giardino degli dei (1972)

Pubblicato: 20 febbraio 2012 in Drammatico

amore e morte nel giardino degli dei

Unico film diretto da Sauro Scavolini (coadiuvato dal fratello Romano alla fotografia), “Amore e morte nel giardino degli dei” è, fin dal titolo, un’opera estremamente personale e introspettiva, morbosa e affascinante, girata con gusto e stile. Si respira un’aria di morte e di decadenza fin dai primi fotogrammi, il ritmo è praticamente inesistente (esclusi gli ultimi favolosi 20 minuti) ma l’atmosfera è assolutamente seducente e l’attenzione dello spettatore resta sempre desta grazie ad una sceneggiatura ad incastro e ad una storia disgregata che praticamente parte dalla fine e poi si ricompone tassello dopo tassello. Dentro c’è un po’ di tutto: drammone psicologico, una buona spruzzata di erotismo (i corpi nudi di Erika Blanc e soprattutto di Orchidea De Santis sono davvero un bel vedere), la morbosità di un rapporto incestuoso tra i due protagonisti e una svolta thriller nella seconda parte che sfocia in un drammatico e originale finale.

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Un professore di ornitologia (Franz Von Treuberg) prende alloggio in una villa isolata situata all’interno di un grande parco verde per portare avanti degli studi su alcuni tipi di uccelli. In una delle sue passeggiate nel bosco rinviene sotto un albero dei vecchi nastri magnetici accartocciati; incuriosito da questa scoperta li ripulisce e si mette ad ascoltarli nel suo registratore a bobine. Sui nastri sono incise delle sedute psicanalitiche ed ecco che, magicamente, si torna indietro nel tempo e riaffiorano i tragici avvenimenti che nel passato hanno funestato la villa ormai abbandonata. Vi abitavano Azzurra (Erika Blanc) e suo fratello Manfredi (Peter Lee Lawrence) e le voci registrate sono quelle di Azzurra e del suo psicanalista al quale la donna racconta il morboso e tormentato rapporto di amore-odio col fratello; ella è prodiga di particolari anche intimi e scabrosi e rivela che la complicità incestuosa tra i due aveva subito duri colpi soprattutto nel momento in cui aveva deciso di sposare il musicista Timothy (Rosario Borelli), provocando così la gelosia di Manfredi che per ripicca aveva finto di partire per l’India e si era invece rifugiato in una sorta di isolamento in un appartamentino fuori città. Ma la gelosia non tormentava il solo Manfredi: anche Azzurra aveva appreso con disappunto della relazione che il fratello aveva intrecciato con una giovane e bella amica, Viola (Orchidea De Santis). Il rapporto tra i due fratelli si era quindi incrinato sempre più e stava imboccando una via pericolosa… Sui nastri non vi è inciso nient’altro ma una mattina, tornando dalla sua consueta passeggiata nel parco, il professore scopre che qualcuno è entrato in casa e gli ha lasciato un’ altra bobina…

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Concludendo: ci troviamo di fronte ad un film che può accontentare diversi palati, difficilmente inquadrabile in un solo genere (giallo-sexy, thriller morboso, drammatico). Ottimo il tappeto sonoro fornito dalle pompose musiche di Giancarlo Chiaramello e il finale in crescendo che intriga e sorprende. Da vedere.

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Cast principale:

Erika Blanc

Peter Lee Lawrence

Franz Von Treuberg

Orchidea De Santis

Regia: Sauro Scavolini

Edizioni in vhs: Shendene

Edizioni in dvd: Cecchi Gori

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. paultemplar ha detto:

    Un film che mi è piaciuto molto, con un’atmosfera sensuale e ben creata.Intervistando Orchidea De Santis ho avuto da lei la conferma che si trattava di un film sul quale gli Scavolini puntavano molto e che purtroppo rimase un film poco visto e in seguito dimenticato

  2. AlfredoRiva ha detto:

    Indubbiamente un cult movie per quelli come noi innamorati di quel periodo. Arrivati al finale viene voglia di rivederlo perchè ti rendi conto di avere trovato un po’ noiosa la prima parte in quanto non avevi afferrato completamente la struttura della storia (o almeno questo è quello che è successo a me, perciò se qualcuno non l’ha ancora visto è avvertito). Ancora una volta i protagonisti sono membri di quella borghesia italiana degli anni ’70 che nei film di allora veniva spesso ritratta in modo impietoso. Perchè non avrebbero mai immaginato come si sarebbe ridotta la societá italiana quarant’anni dopo…

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