La bestia uccide a sangue freddo (1971)

Pubblicato: 27 febbraio 2012 in Giallo

la bestia uccide a sangue freddo

Diavolaccio di un Di Leo! Amava i noir di Melville e stava portando sullo schermo i racconti di Scerbanenco ma, di tanto in tanto, gli toccava anche girare qualche film per meri “motivi alimentari”… e lui, con immensa modestia e altrettanta capacità e inventiva, non si tirava di certo indietro anche se l’argomento non era nelle sue corde. “La bestia uccide a sangue freddo” è il classico film su commissione imposto dalla produzione perchè in quel momento un certo tipo di pellicole funzionava: il pubblico internazionale aveva accolto con entusiasmo i gialli di Dario Argento e quindi toccò anche a Di Leo, al pari di altri suoi colleghi, confrontarsi con il genere. Però il compianto regista di San Ferdinando di Puglia cerca di aggiungere anche qui un suo tocco personale: scrive sì una sceneggiatura con un misterioso assassino che semina il terrore ma ambienta la storia all’interno di un antico castello gotico adibito a clinica psichiatrica, fa svolgere gli eventi in un lasso temporale brevissimo (24 ore) e insiste moltissimo sul versante erotico (per le versioni estere sono presenti scene ai limiti dell’hard). Rivedendolo ho avuto spesso la sensazione di ritrovarmi all’interno di un fumetto horror-sexy della serie “Il vampiro presenta”, “Wallestein” o “I sanguinari”… Insomma… ricordi d’infanzia degli unici, irripetibili, meravigliosi anni ’70!

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 E’ notte nel parco di un grande castello; un misterioso uomo incappucciato si aggira furtivo e minaccioso, entra da una porticina secondaria, s’impossessa di un’ascia e si avvicina ad una stanza dalla porta socchiusa. All’interno c’è una donna che dorme (Margaret Lee): improvvisamente si accendono le luci, l’uomo è costretto a dileguarsi per non essere scoperto, fugge e appaiono degli infermieri. A questo punto si delinea l’ambientazione della storia: il castello è adibito a clinica di lusso per malattie mentali e le pazienti sono tutte donne. Direttore della clinica è il professor Osterman (John Karlsen), coadiuvato dal dottor Klay (Klaus Kinski), e la clinica è ritenuta all’avanguardia per la cura delle turbe psichiche femminili. Dopo una breve descrizione di alcuni personaggi che si trovano all’interno della clinica su cui spiccano la ninfomane Ann (Rosalba Neri) e l’infermiera Hilde (Monica Strebel) che ha una relazione saffica con la paziente di colore Pearl (Jane Garret) ecco che, al calare delle tenebre, la figura misteriosa penetra nuovamente all’interno del castello e comincia a mietere vittime con le armi più disparate: un’ascia, un pugnale, una balestra…

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Trattandosi di una clinica riservata a sole donne il cast femminile è giocoforza nutrito (e molto spogliato, come già detto) ma trovo decisamente gustoso il cameo di Fernando Cerulli nei panni di un autista con il vizietto di svuotare i bicchieri lasciati a metà da altri e che finisce rinchiuso in una vergine di Norimberga. Klaus Kinski appare misurato e composto, insomma per una volta non “alterato”. Di Leo ha sempre parlato in termini poco lusinghieri di questo suo lavoro definendolo cialtrone su tutta la linea (in effetti anche all’occhio dello spettatore meno scafato balza all’occhio che, in un luogo in cui non ci sono molte persone sane di mente, ci siano asce e coltelli a disposizione di tutti) ma credo si tratti di un semplice atteggiamento ipercritico e severo nei confronti di un’opera che non sentiva particolarmente “sua”; io, francamente, ho visto di molto peggio da parte di altri autori e proprio non ci riesco a parlar male di questo film. Anzi.

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Cast principale:

Klaus Kinski

Margaret Lee

Rosalba Neri

Jane Garret

John Karlsen

Monica Strebel

Regia: Fernando Di Leo

Edizioni in vhs: Shendene

Edizioni in dvd: Rarovideo

Formato video 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. Admiral Benbow ha detto:

    Mai visto, e fra tanti che dovrei vedere (…come si fa?! Non basterebbero 2 vite!), anche perché un Klaus Kinski “misurato e composto” ancora mi manca 🙂
    E poi di DI Leo si deve vedere tutto. Ma il dvd Rarovideo è comprensivo delle “scene ai limiti dell’hard”?

    • johntrent70 ha detto:

      Sì, il dvd Rarovideo presenta un master internazionale (titoli di testa e coda in inglese) con le scene molto più esplicite. Ad una prima visione ho strabuzzato gli occhi anche perchè ero abituato alla vhs Shendene che invece presentava il film nella versione italiana d’epoca e che onestamente preferisco: un paio di scene gratuite di due donne che lesbicano e di una che si titilla la bernarda in primo piano a mio avviso nuociono al complesso.
      Comunque un film da vedere, un Di Leo inusuale.

  2. silvianovabellatrix ha detto:

    In effetti, la paziente lesbica e l’infermiera dai gusti particolari ed esotici si inquadrano bene in quello che richiedeva il gusto di un certo pubblico anni ’70 😉

  3. Admiral Benbow ha detto:

    la paziente lesbica e l’infermiera dai gusti particolari ed esotici si inquadrano bene nei gusti del pubblico maschile sempre e comunque 🙂

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