Suspiria (1977)

Pubblicato: 12 marzo 2012 in Horror

suspiria

 “… Quoddam ubique, quoddam semper, quoddam ab omnibus creditum est…”

Dopo il trionfo di “Profondo rosso”, giallo già contaminato con elementi paranormali (la medium in teatro che entra in contatto con la mente perversa dell’assassino e dà il via alla catena di delitti), Argento spicca definitivamente il grande salto nell’horror puro. E lo fa con un film spiazzante dall’impatto visivo dirompente. Un film feroce, straordinariamente energico e genuinamente terrorizzante, girato con immensa maestria e talmente ricco di virtuosismi registici da far strabuzzare letteralmente gli occhi e regalare, ad ogni revisione, nuovi sorprendenti dettagli. Merito anche (se non soprattutto) di una fotografia eccezionale che dovrebbe essere studiata in tutte le scuole di cinema e opera del sommo Luciano Tovoli che ha saputo davvero sfruttare il technicolor al massimo delle sue potenzialità; la cromìa di “Suspiria” è un autentico spettacolo per gli occhi e per la mente, ha tonalità volutamente accesissime con un sapiente utilizzo bilanciato dei 3 colori fondamentali che, a turno, vengono anche del tutto estromessi in particolari scene per generare inquietudine e anche un senso di stordimento nello spettatore. “Suspiria” è una fiaba nera, un racconto che non ti fa dormire, un film che non si guarda impunemente e che non si dimentica. L’intenzione iniziale era quella di ambientare la spaventosa storia all’interno di una sorta di collegio femminile nel quale accadono cose terribili (a qualcuno dice qualcosa “La residencia” di Serrador?) ma con bambine dell’età di circa 10 anni e non oso immaginare cosa sarebbe potuto venirne fuori se realmente fosse stata girata così; saggiamente fu scelto quindi di innalzare l’età delle giovani protagoniste di una decina d’anni anche se, per mantenere una sorta di legame con l’idea originale, furono adottati dei trucchi scenografici (per esempio le maniglie delle porte sono quasi sempre poste tutte molto più in alto rispetto al solito per dare quasi la sensazione che le protagoniste siano più piccole)… Quel che è certo è che Argento si è notevolmente divertito in questo film; infatti, tra le tante diavolerie visive, si è regalato anche 3 camei al limite del subliminale: il primo è nella scena del temporale con Susy all’interno del taxi (un lampo squarcia il cielo e alle spalle del tassista Fulvio Mingozzi, riflesso nello specchio divisore, appare il volto di Argento urlante); il secondo precede l’omicidio di Sara (si vede chiaramente che la figura ripresa di schiena che si aggira nell’accademia con un enorme mantello e che ad un certo punto si gira anche alla sua sinistra è proprio Argento, già riconoscibile dal taglio dei capelli); il terzo è nella scena diurna in cui Susy parla di streghe con il prof. Milius (mentre i due conversano la cinepresa si sposta verso una vetrata che riflette il volto dei due di profilo e si vede una terza figura seduta proprio accanto a Rudolf Schundler col volto rivolto verso i vetri). E, per rimanere fedele a se stesso e mantenere un trade d’union con i gialli precedenti, la soluzione del mistero è legata ad un particolare decisivo che inizialmente era sfuggito al protagonista della storia…

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In una terribile notte funestata da un incredibile temporale giunge all’aeroporto di Friburgo la giovane americana Susy Banner (Jessica Harper); la ragazza è giunta in Germania per perfezionare i suoi studi di danza nella celebre accademia che si trova in città. Riesce faticosamente a trovare un taxi e, una volta giunta dinanzi all’accademia, vede una ragazza terrorizzata che esce correndo dal portone d’ingresso e fugge nella notte per poi scomparire nella pioggia battente. Inutili sono i tentativi di Susy di farsi aprire la porta, una voce femminile chiude la comunicazione dopo averle risposto di non conoscerla. Pat (Eva Axen), la ragazza in fuga, trova ospitalità presso casa di un’amica, Sonia (Susanna Javicoli), e comincia ad accennarle qualcosa di spaventoso inerente all’accademia ma non ne ha il tempo; entrambe le giovani vengono brutalmente uccise da una misteriosa entità che penetra in casa sfondando una finestra: Pat viene ripetutamente pugnalata e finisce impiccata dopo aver sfondato un lucernario mentre Sonia, che era corsa giù nell’androne del palazzo chiedendo aiuto, finisce orribilmente trafitta dai vetri del lucernario infranto. Il giorno dopo Susy entra in accademia e fa la conoscenza della severissima insegnante Miss Tanner (un’inquietante Alida Valli) e della vicedirettrice Madame Blanc (Joan Bennett) nonchè delle sue nuove compagne di studio che però la accolgono con freddezza e diffidenza; tra loro soltanto Sara (Stefania Casini) si mostra gentile e cordiale e infatti le due ragazze diventano quasi subito ottime amiche. L’atmosfera che si respira all’interno dell’accademia è decisamente malsana e Susy comincia ad avvertire strani malesseri e un senso di debolezza che la costringe ad un forzato riposo; inoltre una misteriosa invasione di larve provenienti da cibi avariati che erano stati conservati in soffitta costringe tutte le allieve ad accamparsi momentaneamente con delle brande in una enorme palestra. Ed è qui che, nel silenzio della notte, cominciano ad udirsi strani rantoli sommessi e sospiri affannosi: l’accademia nasconde un orribile segreto…

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E ora le musiche… Se con “Profondo rosso” i Goblin avevano dato già prova della loro enorme bravura contribuendo in maniera decisiva alla riuscita del film stavolta i 4 giovani musicisti non solo si confermano e dimostrano di non essere una meteora ma anzi, se possibile, si superano letteralmente dando vita ad una colonna sonora assolutamente incredibile e avveniristica che diventa ancora di più un corpo unico e indissolubile con le immagini. Il tema principale è un semplice arpeggio che si trasforma in un diabolico carillon, penetrante e incisivo, ma tutta la colonna sonora è un florilegio di rumori inquietanti e sinistri misti a sospiri e voci artefatte (su tutte spiccano quelle decisamente alterate di un allucinato Claudio Simonetti e le urla di Massimo Morante), percussioni vibranti, suoni distorti (il basso), chitarre e strumenti a corda dal suono quasi irreale (il buzuki) avvolti in effetti sonori di ogni tipo (il vento che spira imperioso in “Witch”, bicchieri di plastica che gracchiano sui microfoni e altre diavolerie che fanno letteralmente accapponare la pelle). Con questo lavoro la fantasia creativa dei Goblin ha davvero raggiunto lo zenit: una colonna sonora che era 20 anni avanti, da applausi a scena aperta. Come il film.

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Cast principale:

Jessica Harper

Stefania Casini

Flavio Bucci

Alida Valli

Joan Bennett

Barbara Magnolfi

Regia: Dario Argento

Edizioni in vhs: Vivivideo e CDE

Edizioni in dvd:

Anchor Bay (USA), CDE/Fox e Eagle

Edizioni in blu-ray: CDE

Formato video 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. Admiral Benbow ha detto:

    non avrei mai avuto il coraggio di pubblicare un post su Suspiria sul mio blog, la materia è talmente tanta che se ne rimane schiacciati! Meno male che ci hai pensato tu John. Capolavorissimo di Argento, tecnicamente il suo film più riuscito, anche se, affettivamente, il mio preferito rimane Inferno. Tutto perfetto, anzi così perfetto che fa ancora più effetto considerando la sciatteria a cui si è ridotto adesso Dario. L’edizione deluxe doppio dvd del film (ancora non mi sono procurato il BR) contiene tantissimi extra interessanti su ogni come, dove e perché sul film. Eterno, anche alla miliardesima visione.

  2. johntrent70 ha detto:

    Di cose da dire ce ne sarebbero state ancora tantissime ma ho cercato, come mia consuetudine, di sintetizzare tutto al massimo. Un titolo come “Suspiria” non poteva mancare in una rassegna di cinema italiano (e non solo anni ’70) e quindi mi sono ugualmente cimentato nell’impresa.
    Ti sconsiglio il blu ray: ha un’immagine troppo solarizzata che compromette notevolmente e a tratti stravolge la stupenda fotografia di Tovoli. Non è certamernte un’edizione definitiva, tutt’altro! Molto meglio il doppio dvd Eagle (purchè non sia l’edizione nella custodia di metallo tin box che presenta anch’essa il master del blu ray).
    Ah, anch’io preferisco “Inferno” tra gli horror di Argento… 🙂

  3. FABIO ha detto:

    PER ME è IL FILM PIù TERRIFICANTE DI DARIO ARGENTO, NE HO VISTI TANTI
    MA QUESTO è SPAVENTOSO EPOI è UNO SPETTACOLO DI COLORI PERCHè HANNO USATO
    UNA PELLICOLA AMERICANA KODAK ANNI 50 ECCO PERCHè I ROSSI I BLU IVERDI
    AME PIACE TANTO PER ESEMPIO IL COLORE VERDE ACCESO QUANDO STEFANIA CASINI
    PARLA CON SUSY CHE DORME INSOMMA UN CAPOLAVORO DI REGIA E DI COLORI
    IL MIGLIOR FILM HORROR DI SEMPRE

    SALUTI FABIO

  4. johntrent70 ha detto:

    La fotografia di questo film è eccezionale, con quei giochi di luci e colori intensissimi. Concordo inoltre, oltre che sull’aspetto tecnico, anche sull’aspetto della suggestione e delle sensazioni che il film trasmette: personalmente è l’unico film che non rivedrei MAI di notte e da solo in casa.

  5. Antonio ha detto:

    Incredibile film! Visto recentemente al cinema per il quarantennale restaurato in 4K, spettacolare.
    Complimenti per la tua passione e competenza,

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