Il bianco, il giallo, il nero (1974)

Pubblicato: 15 aprile 2012 in Western

il bianco il giallo il nero

“Per un pugno di dollari, per un miserabile pugno di dollari che non sono neanche tuoi devi già ripartire! Almeno lo facessi per qualche dollaro in più… e invece vamos a matar, compañeros: sempre in giro con il buono, il brutto e il cattivo tempo! Giù la testa, caro: sei alla resa dei conti, ormai. Chi sono io per te? Nessuno, ecco. Il mio nome è Nessuno. Tu devi metterti faccia a faccia con le tue responsabilità. Per queste creature ti danno solo un dollaro a testa, sei il mercenario peggio pagato di tutto il Texas. Cangaceiro! E noi siamo il mucchio selvaggio! Ma tu non vali nemmeno un dollaro bucato e prima o poi finirai come quel bounty killer del Minnesota: Clay era il suo nome, ma poi lo chiamarono il Magnifico… però ricordatelo: c’era una volta il West che dicevi tu, oggi anche gli angeli mangiano i fagioli. Ma sì, corri, uomo, corri, altrimenti ci arrabbiamo sul serio! E se Dio perdona io no… perciò datti da fare, hai capito? E tu smettila di fare il bestione! Vergognati, vergognati di fare vivere i tuoi bambini come dei barboni: LEONE, questo devi diventare se vuoi fare la rivoluzione nel mondo del West!”

“Ma che c’entriamo noi con la rivoluzione?”

“L’avete sentito? Tanto di Ringo o di Django sono sempre io che me la piango!”

Questo è il memorabile dialogo tra lo sceriffo Jack il Nero (Black Jack) e sua moglie che apre questo spassoso spaghetti-western diretto da Sergio Corbucci: la moglie rompiscatole e arrabbiata cita in ordine sparso almeno una ventina di titoli del genere western (e non solo) con evidenti omaggi a Sergio Leone (omaggiato espressamente anche nel titolo che richiama fin troppo “Il buono, il brutto, il cattivo”), alla coppia Spencer/Hill e alla filmografia dello stesso Corbucci che con il western ci sapeva fare alla grande e si diverte un mondo ad autocitarsi a tutto spiano (per esempio stavolta è Milian a finire sepolto nella sabbia fino alle spalle come Franco Nero in “Vamos a matar companeros”). Sembra quasi che questo lungo elenco di titoli incastrati tra loro e sciorinati senza soluzione di continuità sia una sorta di summa e/o testamento ideale del genere, ormai incanalato inesorabilmente verso la parodia dopo il fragoroso successo dei due Trinità e destinato a morire di lì a pochissimi anni…

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Il ladruncolo italo-svizzero Blanc de Blanc (Giuliano Gemma), dopo aver rapinato lo sceriffo Black Jack (Ely Wallach) delle paghe di tutti gli sceriffi della contea che egli aveva in custodia, si intrufola clandestinamente su un treno sul quale viaggia un sacro pony che l’imperatore del Giappone aveva inviato in dono a una colonia di emigrati nipponici del west. Il giovane servo Sakura (Tomas Milian), aspirante samurai, è incaricato della sua custodia ma nulla può allorquando dei falsi indiani, assoldati dal manigoldo banchiere Butler (Jacques Berthier), assaltano il treno e rapiscono il sacro cavallino. Lo scopo del banchiere è quello di provocare una ritorsione contro i pellirosse che si opponevano alla costruzione di una ferrovia sul loro territorio. Viene fissato perfino un riscatto di un milione di dollari, che, custoditi in una cassa, vengono affidati per la consegna da Butler stesso allo sceriffo Black Jack. Per sicurezza la cassa prevede 3 serrature (una bianca, una gialla e una nera) ma soltanto una delle tre è quella giusta: le altre due sono collegate a delle cariche di dinamite (e soltanto Black Jack è al corrente del segreto). Naturalmente Butler è più che mai deciso ad impedire il ritrovamento del pony e quindi sguinzaglia sulle tracce di Black Jack alcuni sgherri capeggiati dal balordo ex maggiore sudista Donovan (Manuel de Blas), già radiato dall’esercito per crimini violenti contro i pellirosse; essi però troveranno pane per i loro denti, giacchè l’anomalo trio composto da Black Jack, Sakura e Blanc de Blanc, pur spinto da motivazioni diverse (il primo per puro idealismo, il secondo per salvare il pony, il terzo per impossessarsi del malloppo) ha unito le forze…

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Giuliano Gemma (il bianco Blanc de Blanc, appunto) è perfetto nel ruolo della simpatica canaglia abile con le mani, la parlantina e la pistola, Ely Wallach indossa con disinvoltura i panni dell’integerrimo sceriffo al servizio della legge (il nero Black Jack) ma forse gigioneggia un po’ troppo (supportato da un ottimo doppiaggio) mentre Tomas Milian (il giallo Sakura) si doppia da solo e dimostra ancora una volta le sue straordinarie capacità trasformistiche esibendo un meraviglioso look da pseudo-samurai con parrucca e codino (che riprenderà pressochè identico 7 anni dopo in “Delitto al ristorante cinese”). Simpatiche, come al solito, le musiche dei versatilissimi De Angelis Brothers, sempre rigorosamente buoni per tutte le stagioni e per tutti i generi del cinema italiano. Godibilissimo.

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Cast principale:

Giuliano Gemma

Tomas Milian

Ely Wallach

Manuel de Blas

Regia: Sergio Corbucci

Edizioni in dvd: DVD Storm

Formato video 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. Fabio Ranieri ha detto:

    la seconda canzone dove si può ascoltare?

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