I corpi presentano tracce di violenza carnale (1973)

Pubblicato: 23 aprile 2012 in Giallo

i corpi presentano tracce di violenza carnale

Se “Reazione a catena” di Mario Bava deve essere giustamente considerato un capostipite dello slasher (con alcuni delitti chiaramente copiati poi nella saga di “Venerdì 13”) questo ottimo giallo di Martino gli fa certamente degna compagnia; e azzardo che se il film di Bava traccia la scia principale del genere il film di Martino la codifica definitivamente (con la figura del killer incappucciato che agisce quasi flemmaticamente ma altrettanto inesorabilmente) aggiungendovi un uso semplicemente magistrale della suspence. I delitti si susseguono a ripetizione (il body count finale si ferma a 9 omicidi) ma i tempi che li precedono sono saggiamente dilatati, con lunghe preparazioni che angosciano lo spettatore fino alla strepitosa e lunghissima sequenza che si svolge nella villa isolata. Martino padroneggia alla grande i tempi del giallo e del thriller (in questo ambito questo è già il suo quinto lavoro), strizza l’occhio ad Argento  per le motivazioni del killer che affondano le loro antiche radici in un trauma infantile (e anche per la scelta della protagonista femminile, la Suzy Kendall de “L’uccello dalle piume di cristallo”) e attanaglia il pubblico con alcune scene al cardiopalmo (su tutte quella del seghetto e quella della chiave caduta dalla toppa sul giornale) in un memorabile crescendo.

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La storia si svolge sullo sfondo di una magnifica Perugia, città d’arte ricca di storia e cultura, all’interno della sua prestigiosa Università per stranieri. Qui si snodano le vicissitudini di un gruppo di studentesse che viene improvvisamente sconvolto dall’uccisione di una di loro, Flo’ Nicholson (Patrizia Adiutori), appartatasi col fidanzato in una macchina; qualche giorno dopo analoga sorte tocca ad un’altra ragazza, Carol (Cristina Airoldi). L’assassino infierisce con feroce sadismo sulle ragazze mutilandole con un coltello e ovviamente la polizia brancola nel buio. Tutta la comunità universitaria e non solo è sconvolta da questi delitti e dalla minaccia di questo turpe maniaco e quindi, per trovare maggiore concentrazione e anche per allontanarsi momentaneamente dall’ambiente, quattro studentesse (amiche delle due vittime) decidono di andare a studiare all’interno di una villa di proprietà di una di loro. La villa è splendida e si trova in cima ad una rupe da cui si domina l’intera campagna umbra ma è anche molto isolata… ed è proprio qui che le giovani Daniela (Tina Aumont), Katia (Angela Covello), Ursula (Carla Brait) e Jane (Suzy Kendall) riceveranno presto una sgradita visita…

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Lo spettatore più attento non si farà certo sfuggire il “piccolo” dettaglio legato alla violenza carnale compiuta dall’assassino che è presente nel titolo ma totalmente assente nel film: in realtà si tratta di un’ imposizione del produttore Carlo Ponti che pensò bene di stravolgere il titolo originale che faceva appunto riferimento al fatto che le vittime NON avessero subito alcuna violenza sessuale (il titolo doveva essere “I corpi non presentano tracce di violenza carnale”) togliendo il “NON” per dare maggiore carica morbosa al film e solleticare così la fantasia pruriginosa del pubblico. Forse non si è reso conto che, così facendo, ha mortificato e smontato il carico di inquietudine di cui era intriso il titolo originario… Per una volta devo dire che a questo punto preferisco il titolo internazionale con cui è conosciuta all’estero questa pellicola; breve, incisivo, sicuramente più “onesto”, coglie nel segno e racchiude l’intera essenza della pellicola: “TORSO”. Buonissime le musiche dei fratelloni De Angelis, solita garanzia di qualità. Imperdibile.

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Cast principale:

Suzy Kendall

Tina Aumont

Angela Covello

Carla Brait

Cristina Airoldi

Patrizia Adiutori

John Richardson

Luc Merenda

Regia: Sergio Martino

Edizioni in dvd:

Alan Young: formato video 1,66:1 anamorfico

Filmax (Spagna): formato video 1,66:1 letterbox

X-Rated (Germania): formato video 1,66:1 letterbox

Edizioni in blu ray:

Blue Underground (USA): formato video 1.66:1 anamorfico

commenti
  1. silvianovabellatrix ha detto:

    Ricordo che l’incongruenza del titolo colpì anche me e te ne chiesi la ragione….:) Davvero assurdamente morbosa l’ Italia degli anni ’70. E sensibile a richiami erotico-esotici-trasgressivi : ricorderai benissimo le gesta delle belle studentesse straniere disinibite ed emancipate nel giardino della villa…questi tocchi non potevano mancare anche in un giallo ad alta tensione 😉

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