L’esorciccio (1975)

Pubblicato: 9 luglio 2012 in Commedia

l'esorciccio

Seconda prova di Ciccio Ingrassia dietro la macchina da presa (dopo il, tutto sommato, discreto risultato ottenuto con “Paolo il freddo” nel 1974), “L’esorciccio” rappresenta l’unico vero tentativo di affrancarsi definitivamente dall’eterno compagno di scena Franco Franchi (che proprio per “Paolo il freddo” era stato imposto dalla produzione nel ruolo di protagonista al posto dell’inizialmente previsto Lino Banfi), con il quale ormai i rapporti si erano definitivamente incrinati (emblematica, a tal proposito, una scena in cui Ingrassia si “vendica” del collega facendo volare dalla finestra un suo sosia). Capolavoro del trash, icona cult e stracult: le etichette per questo film si sprecano… Si tratta di una sgangherata parodia de “L’esorcista” anche se, in sostanza, mutua dall’originale soltanto due scene principali (il prologo e l’esorcismo effettuato su Barbara Nascimben). Inoltre, in virtù del bassissimo budget messo a disposizione dalla produzione, viene realizzato in economia in pochissimi giorni e con pochissimi mezzi (con molte scene girate nella villa dello stesso Ingrassia) ma il risultato finale è più che apprezzabile. Gli “effetti speciali” sono casarecci e risibili, anche perchè il film si regge unicamente (ma basta e avanza!) su una serie incredibile di gag che vedono protagonista sopratutto un irresistibile e scatenato Lino Banfi, autentico trascinatore e mattatore dell’intera pellicola. Inoltre sono da sottolineare le ottime prove della simpatica Didi Perego e di uno stuolo di fantastici caratteristi quali Tano Cimarosa, Mimmo Baldi, Dante Cleri, Jimmy il Fenomeno e Salvatore Baccaro. Nota di merito a parte per la straordinaria partecipazione di un magnifico Ubaldo Lay che dimostra grandissima ironia e una capacità di non prendersi troppo sul serio davvero fuori dal comune vestendo i panni del tenente Sheridan che lo avevano reso famoso.

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La vicenda ruota intorno ad un misterioso amuleto: chiunque ne entri in possesso è destinato ad essere posseduto dal maligno. Ed ecco che il piccolo paesino Santa Lucia di Mentana (vicino Roma) sta per essere sconvolto da incredibili avvenimenti… Durante una partitina di calcetto il dodicenne figlio del sindaco, Luigino (Romano Sebenello), ritrova sepolto nel terreno il misterioso amuleto. Gli effetti della possessione non si fanno attendere: Luigino diventa un infoiato maniaco sessuale! Il giorno dopo una nota vedova del paese piomba in casa del sindaco Pasqualino Abate (Lino Banfi) per chiedere un matrimonio riparatore in quanto il piccolo Luigino avrebbe disonorato la sua unica figlia ventunenne… Ma lo sbigottito sindaco crede si tratti di una sordida macchinazione ordita dal suo avversario politico Turi Randazzo (Tano Cimarosa) atta a screditarlo dinanzi agli elettori proprio nel periodo della campagna elettorale. Anche la cameriera di casa Abate (Franca Haas) viene fatta oggetto di abusi sessuali da parte del piccolo Luigino ma Pasqualino, ancora una volta, non crede alle accuse rivolte contro suo figlio immaginando sempre dietro tutto ciò la longa manus del Randazzo. Il ritrovamento di alcune mutande femminili nascoste nel letto di Luigino insinua però in Pasqualino un atroce sospetto e poiché la scienza ufficiale non riesce a dare spiegazioni all’incredibile appetito sessuale sviluppato improvvisamente dal ragazzino si decide di tentare la carta dell’occulto. Ed è proprio il medico di famiglia Dr. Schnautzer (Gigi Bonos) che consiglia alla famiglia Abate di rivolgersi all’esorciccio (Ciccio Ingrassia), una sorta di mago guaritore ed esorcista. Giunto in casa Abate insieme al fido aiutante Satanetto (Mimmo Baldi) per scacciare il demonio, l’esorciccio si ritrova dinanzi ad una scena incredibile: nel giardino della villa il piccolo Luigino sta violentemente picchiando tutti con una forza sovrumana ma, proprio mentre sta per avventarsi su di lui, l’amuleto cade per terra e la possessione diabolica svanisce immediatamente. Ovviamente tutti i meriti della miracolosa e improvvisa “guarigione” del piccolo vanno al prode Esorciccio, ma intanto nessuno si avvede che la ventenne sorella di Luigino Barbara (Barbara Nascimben) ha raccolto l’amuleto… I nefandi effetti non tardano a manifestarsi e la sera dopo infatti accade l’incredibile. Durante la sua festa di fidanzamento con il nipote di un monsignore (Renato Malavasi) Barbara irrompe nel salone in giarrettiere e tacchi a spillo: trasformatasi in una insaziabile ninfomane, improvvisa uno strip mozzafiato e causa svenimenti e malori assortiti tra gli ospiti sconvolti… A questo punto l’unica soluzione è richiamare l’esorciccio che effettuerà un esorcismo in piena regola (con tanto di rituale) che provocherà lievitazioni del letto, urla e strepiti dell’invasata fino a quando l’amuleto indossato dalla ragazza non cadrà a terra facendo cessare la possessione. Anche stavolta dunque l’esorciccio ha involontariamente compiuto il suo dovere. Ma intanto la moglie di Pasqualino (Didi Perego) raccoglie l’amuleto e quindi verrà a sua volta posseduta… E poi toccherà a Pasqualino…

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Come accennato in precedenza, le similitudini con il film originale di Friedkin sono nel prologo (ambientato in Iran anzichè in Iraq) e nella scena madre dell’esorcismo effettuato sulla ragazza legata al letto: se Padre Merrin e Padre Karras benedivano con acqua santa l’invasata Regan pronunciando la frase “Il potere di Cristo ti espelle!” l’esorciccio invece ricorre all’olio, al peperoncino e alla corona d’aglio indossata al posto della stola affermando “E’ l’aglio di Ciccio che ti espelle! E’ il peperone di Satanetto che ti espelle!” oppure “Aglio, oglio e peperoncino: esci fuori da questo lettino!”… Inoltre, così come nell’originale il demonio cercava di esasperare i sensi di colpa di Padre Karras apparendogli con il volto della madre che lo rimproverava di averla fatta morire in solitudine in un ospizio, allo stesso modo stavolta assume le mostruose sembianze della baffuta mamma di Satanetto (l’immenso Salvatore Baccaro). Ad accompagnare musicalmente il tutto ci pensa il grande Franco Godi con due memorabili canzoncine: quella dei titoli di testa cantata da Ingrassia e lo scatenatissimo “Sciamuninn rock” dell’invasato Lino Banfi. Siamo davvero oltre il cult…

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Cast principale:

Ciccio Ingrassia

Lino Banfi

Didi Perego

Ubaldo Lay

Tano Cimarosa

Romano Sebenello

Regia: Ciccio Ingrassia

Edizioni in dvd: Medusa

Formato video 1,78:1 anamorfico

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