Emanuelle in America (1976)

Pubblicato: 16 luglio 2012 in Erotico

emanuelle in america

Terzo capitolo (il secondo diretto da Aristide Massaccesi/Joe D’Amato) delle mirabolanti avventure di Emanuelle nera, la fotoreporter più intrepida e disinibita degli anni ’70, probabilmente il migliore della serie. Rispetto al precedente “Emanuelle nera orient reportage” Massaccesi prende decisamente in mano le redini del personaggio e gli conferisce definitivamente, se possibile, ancor più spregiudicatezza e intraprendenza; sempre a caccia di sensazionali reportage fotografici in giro per il mondo (solo in questa pellicola girerà tra New York, Venezia, i Caraibi, il Sudamerica e l’Africa), la nostra eroina stavolta si troverà ad affrontare situazioni davvero complicate rischiando perfino la vita venendo a contatto col famigerato mondo degli snuff movies… Massaccesi imprime al film (e di conseguenza all’intera serie) una svolta importante contaminando il genere erotico-avventuroso con situazioni al limite dell’orrorifico e della pornografia: Marina Hedman Lotar in Frajese (qui al suo esordio hard core), Cristina Minutelli e Maria Renata Franco (protagonista di una scena zoofila con un cavallo) sono le starlettes che accettano di girare scene di sesso esplicito destinate al mercato estero (Francia e Olanda). Questa volta quindi non parliamo di inserti hard posticci interpretati da controfigure ma di vere e proprie situazioni porno girate con attori protagonisti del film, in un momento storico in cui l’hard non era ancora approdato in Italia (eravamo nel 1976 e la versione italiana d’epoca circolata nelle sale era espunta di tutte queste scene, anche se alcune leggende narrano di proiezioni clandestine all’ultimo spettacolo con le scene “incriminate” da aggiungere ai rulli); anche in questo Massaccesi è stato un pioniere e gli vanno riconosciuti i giusti meriti: il suo era davvero un cinema che non si poneva limiti e questo film è in grado di accontentare in un colpo solo tutti i palati degli amanti dei generi più disparati… Cosa si pretende di più?

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Emanuelle (Laura Gemser) non si crea alcun problema quando si tratta di realizzare i suoi scoop fotografici e rischia sempre di più in missioni anche pericolose. Dapprima si fa reclutare nell’harem del boss Eric Van Deren (Lars Bloch) e poi, ospitata nella sua enorme villa con piscina, trova il tempo di sedurre uno dei suoi gorilla, di amoreggiare con alcune  “concubine” in piscina e in sauna e di immortalare le prove di un traffico d’armi nascondendo una mini macchina fotografica all’interno di un bracciale d’oro. Poi si infila nella macchina di uno degli ospiti della villa, un duca veneziano (Gabriele Tinti), e con lui scopre le bellezze della città lagunare per poi finire nel suo letto; dopo aver fatto conoscenza con sua moglie Laura (Paola Senatore) concluderà degnamente il suo soggiorno veneziano fotografando la mega orgia che si sviluppa durante una festa mondana tenuta dal duca nel suo sfavilante palazzo. Volata su un’isola dei Caraibi, scopre un bordello per donne facoltose che pagano laute cifre per sollazzarsi con stalloni e uomini di colore ben dotati; mentre è intenta a fare le sue foto (con la sua piccola macchina fotografica mimetizzata stavolta nel ciondolo della collana) Emanuelle viene incuriosita dal filmino muto in Super 8 che si sta proiettando in una camera in cui una coppia sta consumando un rapporto sessuale. Le immagini proiettate sono sconvolgenti, shockanti e disturbanti e decide di scoprire qualcosa di più…

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All’epoca dell’uscita il film suscitò molto scalpore per la summenzionata scena del filmino snuff in cui si vedono dei militari che sottopongono delle donne a torture indicibili: falli metallici con delle lame, ganci di ferro conficcati nei seni, olio bollente fatto ingurgitare a forza con un imbuto, stupri con museruole che squarciano il volto e altre piacevolezze… Naturalmente si tratta di mera finzione e di effetti speciali realizzati con enorme perizia da quell’autentico mago che risponde al nome di Giannetto De Rossi che, con la sua abilità in questo campo, sarà in futuro tra i principali artefici delle fortune horror di un certo Lucio Fulci. Le scene incriminate, per dare una parvenza di “vissuto” e di “sporco”, furono girate con una camera a mano e poi esposte a vari processi di sovraeposizione e graffiamento. Il risultato finale è talmente realistico e sgradevole al punto che qualcuno pensò si trattasse di riprese di torture autentiche: la produzione fu finanche citata in tribunale da un’attrice shockata dalla visione del film… Le musiche dell’ormai fido massaccesiano Nico Fidenco sono assolutamente fantastiche e sono un enorme valore aggiunto: il tema principale, autentico tripudio di sensualità interpretato dal gruppo romano degli Armonium, avrebbe meritato un Oscar…

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Cast principale:

Laura Gemser

Gabriele Tinti

Paola Senatore

Lars Bloch

Lorraine De Selle

Marina Lotar Frajese

Regia: Joe D’Amato

Edizioni in vhs: Number One

Edizioni in dvd:

Blue Underground (USA) e Stormovie

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. Admiral Benbow ha detto:

    a proposito delle musiche di Fidenco, ho appena acquistato le colonne sonore dei primi 4 episodi della serie, ristampate dalla Beat. Immense!
    Film davvero divertente, anche se io preferisco il primo Black Emanuelle, secondo me il migliore dell’intero filone (di Albertini e non di D’Amato). Mentre la Gemser si rifiutava categoricamente di girare scene esplicitamente hard, Joe dichiarò che, a tal proposito, la Frajese fu contentissima….
    Supende come al solito le ambientazioni esotiche e non, una vera agenzia di viaggi cinematografica.

    • johntrent70 ha detto:

      Le musiche di Fidenco per la serie di Emanuelle nera sono sublimi, tra le migliori in assoluto del cinema di genere italiano.
      Trattandosi comunque di pellicole low budget mi sono sempre chiesto come facessero a girare praticamente tutto il mondo con questa serie di film….. :O

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