Ecco noi per esempio… (1977)

Pubblicato: 23 luglio 2012 in Commedia

ecco noi per esempio

Pellicola unica e per molti versi irripetibile, “Ecco noi per esempio…” trova la sua peculiarità innanzitutto nell’incontro sullo schermo di due fantastiche personalità come quelle di Renato Pozzetto e Adriano Celentano: il primo ha sempre uno sguardo perso e stralunato da bamboccione poeta e idealista mentre il secondo è una sorta di paparazzo d’assalto rapido e scaltro come una faina, pratico e senza tanti scrupoli. Inutile dire che si tratta di una miscela esplosiva sapientemente dosata dal grandissimo Sergio Corbucci che, prendendo a pretesto alcune situazioni tipicamente anni ’70 (contestazioni studentesche, terrorismo, violenza nelle strade, femminismo esasperato e sequestri di persona), cuce intorno ai due personaggi una storia divertente ma dal retrogusto amaro ricca di situazioni e spunti interessantissimi. Commedia e serietà si mescolano in un cocktail dai sapori ben miscelati, anche se qualche piccola caduta di stile e qualche scena un po’ troppo spinta (il nudo frontale integrale, seppur da infarto, di Barbara Bach e l’utilizzo quasi in primo piano di uno speculum vaginale da parte di alcune femministe militanti) porteranno il film a guadagnarsi il divieto ai minori di 14 anni. In ogni caso si tratta comunque di peccati veniali che non intaccano la bontà del risultato finale. Purtroppo non saprà fare altrettanto Enrico Oldoini 7 anni dopo allorquando riunirà nuovamente la fenomenale coppia Celentano/Pozzetto nel poco riuscito e privo di mordente “Lui è peggio di me”, campione d’incassi nel 1984 ma inferiore di parecchie spanne rispetto al film di Corbucci. Evidentemente certe alchimie sono irripetibili sul serio…

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In una Milano inquieta di metà anni ’70 si incrociano i destini di Palmambrogio Guanziroli (Renato Pozzetto), idealista poeta del Varesotto giunto nella tentacolare metropoli lombarda per contattare qualche editore disposto a pubblicare il suo poema in versi “La coltivazione del riso”, e di Antonmatteo Colombo detto Click (Adriano Celentano), spiantato fotografo d’assalto sempre in cerca del reportage fotografico che possa dare una svolta alla sua vita. Il loro primo incontro è scandito da improvvisi tumulti avvenuti alla stazione tra polizia e studenti manifestanti: mentre Click scatta foto Palmambrogio viene travolto dalle sassaiole e dalle cariche della polizia e perde il suo borsello. E’ Click stesso a ritrovarlo e, nella confusione generale, invita il legittimo proprietario ad andarselo a riprendere alla pensione Violetta, dove egli alloggia. Giunto alla pensione e rientrato in possesso del suo borsello, Palmambrogio scopre che Click gli ha rubato le 200.000 lire che erano all’interno dello stesso e decide quindi di aspettarlo; Click ritorna a tarda notte in compagnia di Ludovica (una conturbante Barbara Bach), una misteriosa e affascinante donna (che in futuro scopriremo essere sposata e anche sfacciata ninfomane con l’abitudine di dedicarsi a frequenti avventure occasionali con sconosciuti). Per “sdebitarsi” del furto lo scaltro fotografo lascia Ludovica in compagnia del derubato e lei non impiega certamente molto tempo per concedersi a lui carnalmente: ecco che quindi tra Click e Palmambrogio nasce una nuova amicizia. Per aiutare Palmambrogio ad avere una spinta decisiva per la pubblicazione delle sue poesie Click lo introduce nel jet-set mondano e gli presenta l’eccentrica e bizzarra Beatrix (Giuliana Calandra), amica intima del più grande poeta contemporaneo Melano Melani (George Wilson): l’idea è quella di convincere il Melani, con l’intercessione di Beatrix, a scrivere una prefazione che darebbe lustro e prestigio al componimento di Palmambrogio. Ma ciò non avverrà perchè Beatrix verrà ritrovata uccisa all’indomani di un festino svoltosi a casa sua… Il buon Palmambrogio, che era tra gli invitati, verrà anche sospettato del delitto ma, una volta appurata la sua innocenza, deciderà di muoversi in proprio per venire in contatto col grande Melani…

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Le scene girate all’interno del negozio di dischi di proprietà di Ugo Bologna in cui lavora la moglie di Celentano (Capucine) mandano un nostalgico settantiano come il sottoscritto letteralmente in sollucchero: è assolutamente fantastico ammirare le copertine dei 33 giri dell’epoca in bella mostra nelle vetrine o tra gli scaffali (tra le tante ho potuto riconoscere “Suspiria” dei Goblin, “Ramaya” di Afric Simone, la OST di “Rocky”, “La torre di Babele” di Edoardo Bennato e “Ma baker” dei Boney M)… Curiosità: il film non ha una vera e propria colonna sonora originale, infatti nei titoli di testa si accenna ad una “collaborazione alle scelte musicali” fatta da Vince Tempera e dal produttore discografico e collaboratore di Celentano Danny Besquet. Ascoltiamo quindi alcune hit del periodo come “Don’t let me be misunderstood” dei Santa Esmeralda, “Try to satisfy me” della Prince Albert Orchestra, “Linda bella Linda” dei Daniel Sentacruz Ensemble e “Sienteme” di Alan Sorrenti, altri brani scritti dagli stessi Tempera (“Sniff snuff”) e Besquet (“Kiss me goodbye” per Adriano Celentano e “Hymn for Africa” per i Daniel Jackson Explosion) più altri ancora come “Vivere” di Enzo Jannacci (scritta da Franco Bixio), “There’s no matter” di Linda Lee (scritta dal trio Bixio-Frizzi-Tempera), “Cindy” di Peter, Sue & Marc,  un riarrangiamento strumentale di “Sophisticated lady” di Duke Ellington e perfino un successo degli anni ’40 come “Il primo pensiero d’amore” di Alberto Rabagliati.

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Cast principale:

Adriano Celentano

Renato Pozzetto

Barbara Bach

Giuliana Calandra

George Wilson

Capucine

Imma Piro

Regia: Sergio Corbucci

Edizioni in dvd: Rai Trade

Formato video 1,85:1 letterbox

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