4 mosche di velluto grigio (1971)

Pubblicato: 5 agosto 2012 in Giallo

4 mosche di velluto grigio

Con questo terzo lavoro si completa, dopo l’esordio di “L’uccello dalle piume di cristallo” e il bis de “Il gatto a nove code”, la trilogia zoonomica dell’ormai nuovo profeta del giallo tricolore Dario Argento. Il suo stile è sempre più maturo e l’idea di base di un misterioso killer che gioca ossessivamente come il gatto col topo con il protagonista è affascinante. I primi 10 minuti sono pura poesia e strategia della tensione ma sono notevoli anche l’idea dell’indizio para-scientifico che smaschererà l’assassino (dopo i cromosomi del film precedente ora abbiamo le retine impressionate) e i primi abbozzi di paranormale (il sogno premonitore della decapitazione) che poi deflagreranno clamorosamente in “Profondo rosso”. E forse vi sono anche accenni di autobiografia: Argento ha sempre avuto una grande passione per la musica rock e il giovane musicista al centro della storia gli somiglia alquanto…

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Il batterista di un complesso rock, Roberto Tobias (Michael Brandon), si accorge che, da qualche giorno, c’è un uomo misterioso (Calisto Calisti) che lo pedina. Una sera, al termine di una sessione di prove di registrazione, nota ancora la presenza del losco individuo; innervosito, lo segue all’interno di un teatro abbandonato e lo affronta. L’uomo respinge le accuse, lo minaccia con un coltello a serramanico e ne nasce una breve colluttazione al termine della quale perde l’equilibrio precipitando sotto il palco dopo essere stato involontariamente colpito al costato da Roberto che cercava di disarmarlo; Roberto si  ritrova quindi con il coltello insanguinato tra le mani a fissare il corpo del tizio, ormai esanime. I due, però, non sono soli all’interno del teatro: c’è anche qualcun’altro che, nascosto dietro una maschera, ha fotografato tutta la scena dall’alto e con un’ottima visuale e comincia a perseguitare Roberto. Dapprima gli fa recapitare a casa la carta d’identità del defunto e poi penetra di notte nel suo appartamento, gli lascia sul comodino un fazzoletto con le iniziali del morto e quasi lo strangola dopo averlo minacciato. Inoltre una sera, durante una festa a casa sua, Roberto trova una delle sue foto compromettenti infilata in mezzo ad alcuni dischi. Angosciato e frustrato, si confida con la moglie Nina (Mimsy Farmer) e con il fidato amico Diomede, detto Dio (Bud Spencer), una sorta di barbone “vecchio saggio” che vive in una baracca nei pressi del fiume. Ciò che rende angosciante la situazione è la constatazione che il misterioso persecutore non chieda soldi in cambio del suo silenzio ma si limiti a tormentare Roberto in quanto sa che egli non si rivolgerà mai alla polizia (altrimenti dovrebbe confessare il delitto del teatro). Incoraggiato da Diomede, Roberto decide quindi di rivolgersi ad un investigatore privato, l’eccentrico Arrosio (Jean-Pierre Marielle)…

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Rimasto invisibile in tv per tantissimi anni a causa di problemi di diritti (l’ultimo passaggio televisivo risaliva al 1991 su Rete4) e per questo motivo anche mai distribuito in vhs o dvd in Italia, il film è finalmente uscito in dvd sul nostro territorio nazionale nell’aprile del 2012; va anche detto che negli ultimi 3 anni si sprecano, ormai, le edizioni disponibili all’estero (Usa, Danimarca e Germania) con audio italiano (anche in blu-ray!). Insomma, dopo un oblio quasi ventennale ora invece abbondano le edizioni digitali e quindi di questa pellicola (prima davvero introvabile) ci si può fare un’ autentica scorpacciata… Visto il contesto della storia la colonna sonora di Morricone è, giocoforza, decisamente rockettara e quindi in netta controtendenza con le colonne sonore scritte per i due film precedenti del regista romano. Argento aveva contattato per la soundtrack i Deep Purple (chissà cosa ne sarebbe venuto fuori) ma fu costretto a rinunciare in quanto il cast era prevalentemente straniero, la montatrice era francese (Françoise Bonnot, premio Oscar per il montaggio con “Z – L’orgia del potere” di Costa-Gravas nel 1970) e il film rischiava di non essere più considerato come italiano, perdendo così una serie di finanziamenti. Va detto, tuttavia, che Morricone non delude affatto (anche se Argento avrebbe gradito una soundtrack più heavy) e, come al solito, affianca alle partiture più squisitamente rock il dolcissimo tema “Come un madrigale” che, nel finalone, impreziosisce la memorabile scena dell’incidente al ralenty e regala l’ennesima perla. Un’ ultima curiosità: il killer che si nasconde dietro l’inquietante maschera nella scena del teatro è Luigi Cozzi…

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Cast principale:

Michael Brandon

Mimsy Farmer

Bud Spencer

Jean-Pierre Marielle

Francine Racette

Stefano Satta Flores

Regia: Dario Argento

Edizioni in dvd: Mya (USA) e 01

Edizioni in blu-ray: Koch Media (Germania)

Formato video 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. Il mio preferito di Dario Argento. Veramente bello.

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