Perchè quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer? (1972)

Pubblicato: 30 settembre 2012 in Giallo

perchè quelle strane gocce...

Buon giallo derivativo diretto da Giuliano Carnimeo (con il solito pseudonimo di Anthony Ascott) che utilizza l’ormai collaudata coppia Edwige Fenech-George Hilton così tanto cara a Sergio Martino (li ricordiamo ne “Lo strano vizio della Signora Wardh” e in “Tutti i colori del buio”). A differenza delle altre pellicole stavolta l’attore uruguaiano interpreta un personaggio tutto sommato inconsistente mentre la Jennifer interpretata dalla splendida attrice franco-algerina ha molti punti di contatto con i suoi traumatizzati personaggi dei due gialli precedenti di Sergio Martino: quando veniamo a scoprire che è perseguitata dal suo ex marito con il quale si drogava e praticava il sesso di gruppo non possiamo non pensare alla Signora Wardh che aveva alle spalle un passato tormentato con un amante sadomasochista che la sottoponeva a violenze psico-fisiche e che continuava a perseguitarla e alla Jane Harrison che prendeva parte a sabba e messe nere che si concludevano in orge mirabolanti. Inoltre, in tutte e tre le pellicole, la nostra Edwige viene presa di mira da misteriosi persecutori e/o assassini. Giallo derivativo, ho detto: beh, oltre ai due gialli di Martino citati poc’anzi, ho notato una evidente analogia anche nel movente dell’assassino che, sotto certi aspetti, richiama quello del bellissimo “Cosa avete fatto a Solange?” di Massimo Dallamano (la corruzione di una giovane ragazza e la conseguente vendetta). Ma forse ho detto anche troppo…

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In un avveniristico palazzo di Genova una giovane prostituta (Evi Farinelli) viene uccisa in ascensore, pugnalata e sgozzata. Giampiero Albertini è il commissario che coordina le indagini ma brancola nel buio in quanto il palazzo è pieno di uffici e di frequentatori occasionali che vanno e vengono in continuazione. Nello stesso stabile abita Jennifer (Edwige Fenech), che divide il suo appartamento con Marilyn (Paola Quattrini), fa la fotomodella e cerca di mettersi alle spalle un matrimonio fallito che porta con sé strascichi fisici e psicologici di un certo rilievo: lei e il marito facevano abituale uso di droghe ed erano entrati in una sorta di circolo segreto che praticava incontri sessuali di gruppo. Inoltre l’ex coniuge, non essendosi rassegnato alla fine del loro rapporto, sbuca di tanto in tanto a perseguitarla. In questo contesto Jennifer conosce un giovane architetto, Andrea (George Hilton), per il quale prova una certa simpatia e attrazione che sfocia in una vera e propria relazione. Intanto, sempre nello stesso palazzo, viene uccisa una giovane di colore (Carla Brait) che faceva la spogliarellista. I sospetti della polizia convergono su Andrea che conosceva la vittima ed era stato notato nel night club in cui la ragazza si esibiva. Ma Andrea sparisce e anche Jennifer finisce nelle mire dell’assassino…

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Carnimeo, che ha sempre avuto una ottima inclinazione per la commedia e ha utilizzato l’umorismo anche nei suoi western (i vari Sartana, Alleluja, Tresette e Camposanto), inserisce anche in questo contesto giallo alcuni siparietti comici che vedono protagonisti soprattutto il commissario Giampiero Albertini e l’agente Franco Agostini (che ha una faccia da sbirro decisamente poco credibile e che spesso e volentieri si dimostra imbranato e pasticcione). Insomma, qualche sprazzo di originalità si nota e, anzi, possiamo affermare con assoluta certezza che la sequenza dell’omicidio nell’ascensore verrà scopiazzata 8 anni dopo in maniera quasi identica da un certo Brian De Palma in “Vestito per uccidere”… Come al solito sono molto belle anche le musiche del Maestro Bruno Nicolai, autentica garanzia di qualità.

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Cast principale:

Edwige Fenech

George Hilton

Giampiero Albertini

Paola Quattrini

Annabella Incontrera

Carla Brait

Regia: Anthony Ascott (Giuliano Carnimeo)

Edizioni in vhs: Shendene

Edizioni in dvd: Alan Young

Formato video 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. Admiral Benbow ha detto:

    A me il film piace molto, come del resto tutti i titoli “parenti” che hai citato. La colonna sonora l’ho appena acquistata. Ma De Palma da quanti registi e film ha scopiazzato?

  2. AlfredoRiva ha detto:

    Finalmente oggi, grazie al Web e a tutto ciò che l’informatica ha portato in questi anni, possiamo renderci conto di cosa sono stati gli anni ’70. Pensare che questi film sono stati per anni sottovalutati se non addirittura ignorati o denigrati… e invece se osserviamo lo stato attuale del cinema italiano mi viene da dire (citazione settantiana): Mio Dio, Come Siamo Caduti In Basso!

    Certo, “Perchè Quelle Strane Gocce…” non sarà un capolavoro come “Profondo Rosso” ma anche a me è piaciuto parecchio. Nei Seventies, naturalmente, non era roba che passava in televisione (forse verso la fine del decennio con l’avvento delle TV Private qualcosa s’è visto) dovevi andarci al cinema ed essere un appassionato, immagino. Io ero un ragazzino e purtroppo non ho avuto il piacere di vedere questi film sul grande schermo (oltretutto erano per lo più proibiti ai minori). Comunque vi assicuro che mi sto rifacendo…

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