La coda dello scorpione (1971)

Pubblicato: 29 ottobre 2012 in Giallo

la coda dello scorpione

Subito dopo il magnifico “Lo strano vizio della Signora Wardh” Sergio Martino continua a battere i sentieri del giallo e dirige questo splendido film. Solitamente si dice che squadra vincente non si cambia ed infatti Martino ripropone buona parte del cast precedente, eccezion fatta per Edwige Fenech che, al momento delle riprese, era incinta (a sostituirla abbiamo una buonissima Anita Strindberg). Forse l’assenza della Fenech e del suo phisique du role spingono il regista romano a relegare in secondo piano la componente erotico-morbosa per concentrarsi maggiormente sull’intreccio giallo (gli sceneggiatori Ernesto Gastaldi e Sauro Scavolini ci saranno andati a nozze!) e direi che non è un male. I colpi di scena si susseguono e i delitti sono molto più curati e sanguinosi: ce n’è uno clamoroso con un coccio di bottiglia conficcato in un occhio in primo piano che anticipa di 10 anni echi splatter fulciani che verranno e c’è anche una citazione dell’argentiano “L’uccello dalle piume di cristallo” nella scena in cui l’assassino crea con un coltello un buco in una porta di legno con la vittima che assiste inerte e terrorizzata. Oltre alla Strindberg completano il cast femminile la bellissima Evelyn Stewart (al secolo Ida Galli) e l’intrigante Janine Reynaud; ho trovato interessante la scelta stilistica di far credere allo spettatore che la Stewart sia la protagonista della storia (nei primi 30 minuti il film ruota tutto intorno a lei) per poi farla uccidere dal killer e aprire quindi, da quel momento in poi, un nuovo scenario. Stranamente questa pellicola risulta tra le meno celebrate sia del genere giallo che dell’intera filmografia di Martino per motivi che francamente mi sfuggono; qualcuno è arrivato addirittura a definirlo un Martino minore (chissà, forse è un nostalgico all’ultimo stadio della coppia Fenech-Hilton) mentre invece io lo ritengo un onestissimo prodotto che non ha niente da invidiare ad altri titoli, anzi. Per me è sicuramente uno dei migliori film del genere che un appassionato non può e non deve lasciarsi assolutamente sfuggire.

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Lisa Baumer (Evelyn Stewart) è una bella donna che ha l’abitudine di tradire spesso e volentieri il marito Kurt che, per motivi di lavoro, viaggia spesso tra la Grecia e il Giappone. In uno dei suoi viaggi il buon maritino ci rimette le penne in quanto il suo aereo esplode e, a questo punto, la signora Baumer scopre di essere l’unica beneficiaria di una polizza vita stipulata dal marito per la ragguardevole cifra di un milione di dollari. Per questo motivo la compagnia di assicurazione decide di mettere sulle tracce della donna un investigatore, Peter Lynch (George Hilton), con il compito di scoprire se la vedova è coinvolta o meno nella morte del marito. Intanto la signora Baumer dapprima si trova a fronteggiare a Londra il ricatto di un suo ex amante tossicodipendente che minaccia di portare alla polizia una sua vecchia lettera nella quale ella si dichiarava decisa ad uccidere suo marito per essere finalmente libera (ma il tizio viene ucciso e la lettera sparisce) e poi, recatasi ad Atene per incassare i soldi dell’assicurazione, viene contattata da una misteriosa donna, Lara Florakis (Janine Reynaud), che le fa una rivelazione sconvolgente: era l’amante ufficiale di Kurt e sostiene che egli non solo volesse divorziare ma che avesse anche intenzione di cambiare il suo testamento e nominare lei come beneficiario della polizza vita al posto della moglie. Per questi motivi Lara accusa Lisa di aver ucciso Kurt per far sì che non potesse materialmente effettuare queste variazioni e le chiede metà della cifra in cambio del suo silenzio con la polizia; ne segue una violenta colluttazione che però si conclude in un nulla di fatto grazie all’intervento decisivo di Peter che aiuta Lisa a fuggire. Decisissima ad abbandonare la Grecia in tutta fretta, Lisa riscuote i soldi in contanti ma viene sgozzata nella sua camera d’albergo e il malloppo viene trafugato. Le indagini sono coordinate dal commissario Stavros (Luigi Pistilli) e dall’agente dell’Interpol Stanley (Alberto De Mendoza) che concentrano i loro sospetti su Peter. Invitato a non lasciare la Grecia, Peter si consola tra le braccia di una bellissima fotoreporter di origini francesi (Anita Strindberg) che segue anch’essa lo sviluppo del caso. Ma intanto il killer non si ferma e uccide anche Lara…

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Co-produzione italo-spagnola (da qui la presenza nel cast di un poco incisivo Alberto De Mendoza) girata tra Londra e Atene, mostra sprazzi e panoramiche sul Mar Egeo di incommensurabile bellezza: la scena finale sullo yacht e sulla scogliera mozza il fiato per la meraviglia delle locations (bellissime anche le scene subacquee). Finalino per le musiche, affidate all’ottimo Bruno Nicolai, sempre tese quanto basta e in grado di creare la giusta atmosfera. Da vedere.

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Cast principale:

George Hilton

Anita Strindberg

Evelyn Stewart

Alberto De Mendoza

Luigi Pistilli

Janine Reynaud

Regia: Sergio Martino

Edizioni in dvd: Alan Young e X-Rated (Germania)

Formato video 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. paultemplar ha detto:

    Non male. E poi nel cast attrici che considero cult, come la Strindberg,Ida Galli e la Reynaud

  2. Non si tratta de “4 mosche di velluto grigio”, e nemmeno di “Lo strano vizio della signora Ward”, ma è un filmetto niente male, e con una sua tensione narrativa più che apprezzabile.

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