Ultimo mondo cannibale (1977)

Pubblicato: 3 dicembre 2012 in Drammatico

ultimo mondo cannibale

Per ogni regista cinematografico esiste il film della svolta, quello che imprime una connotazione precisa e definitiva ad un’ intera carriera e, in un certo senso, diventa anche un marchio di fabbrica. Con questa pellicola Ruggero Deodato inaugura definitivamente il genere “cannibal movie” (un’ invenzione totalmente italiana) anche se i prodromi del genere erano già presenti in “Il paese del sesso selvaggio” di Umberto Lenzi del 1972. E’ nota la polemica tra i due registi sulla paternità di questo mini-filone: noi possiamo soltanto obiettivamente constatare che il film di Lenzi è certamente più avventuroso e il cannibalismo ha un ruolo piuttosto marginale, mentre invece nel film di Deodato la componente avventurosa si sposa completamente con l’orrore di quella cannibalica che diviene parte centrale e fondamentale della storia. Inoltre il ritmo è sempre tesissimo, i dialoghi sono ridotti al minimo e allo spettatore non viene concessa quasi mai tregua: per ottenere un ancor più efficace effetto shock un cartello iniziale avverte che la storia si ispira ad avvenimenti realmente accaduti (ma è una bufala) e vengono anche mostrate scene realistiche di animali uccisi (ad esempio un coccodrillo scuoiato). Senza dimenticare, per dirne un’altra, la micidiale sequenza di un’ indigena che partorisce sul greto di un fiume, si strappa a morsi il cordone ombelicale e poi getta il neonato in pasto ai coccodrilli! Le scene splatter sono notevoli e da pugno nello stomaco e va fatto certamente un plauso ai tecnici curatori degli effetti speciali. Curiosamente Deodato riutilizza 2 attori già presenti nel film di Lenzi (Ivan rassimov e Me Me Lay) e, grazie al successo internazionale della pellicola, si guadagnerà l’appellativo di “Monsieur Cannibal” che poi confermerà definitivamente in quel capolavoro di cruda e truce violenza che è “Cannibal holocaust”. Dal canto suo Lenzi non resterà a guardare e, spinto dal successo dei film di Deodato, riprenderà in mano l’argomento e dirà la sua in maniera importante con due tostissime pellicole come “Mangiati vivi!” e “Cannibal ferox”. Curiosamente le scene dell’uccisione e dello squartamento di Me Me Lay presenti in “Ultimo mondo cannibale” saranno riproposte proprio in “Mangiati vivi!”, in barba alle polemiche. Insomma, non pensiamoci più e facciamoci una bella mangiata!

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Il piccolo aereo di Charlie (Sheik Razar Shikur) sta sorvolando la giungla di Mindanao. A bordo ci sono anche l’ infermiera Swan (Judy Rosly), l’ antropologo Rolf (Ivan Rassimov) e il ricercatore petrolifero Robert Harper (Massimo Foschi). Lo scopo del viaggio è quello di raggiungere un campo base già allestito per una ricerca petrolifera. Una volta atterrati nella giungla i quattro si rendono conto che l’ accampamento è deserto, la radio è fuori uso e non vi è traccia alcuna degli uomini della spedizione. A questo punto si insinua il sospetto (che si rivelerà ovviamente fondato) che gli uomini siano stati rapiti e quasi sicuramente uccisi dalla tribù dei Manabu, selvaggi che praticano atti di cannibalismo. I quattro trascorrono la notte all’interno dell’ aereo ma Swan, uscita presumibilmente per espletare un bisogno, viene uccisa e mangiata dai cannibali. Il giorno dopo i tre uomini si mettono in cerca della ragazza ma Charlie cade vittima di una trappola mortale. Rimasti soli, Robert e Rolf si perdono nella giungla e, per ritornare al campo base, costruiscono una zattera per risalire il fiume. Purtroppo la zattera si schianta sulle rocce e Rolf viene inghiottito dalle rapide, mentre Robert riesce miracolosamente a portarsi in salvo nuotando disperatamente. Tuttavia per lui il peggio deve ancora venire: catturato dai Manabu, viene imprigionato e costretto ad assistere a riti tribali, stupri e violenze oltre a subire umiliazioni e derisioni di ogni genere (una su tutte quella degli indigeni che gli strizzano il pisello!). Una selvaggia sensuale e attraente (Me Me Lay) si mostra umanamente interessata a Robert ed egli, nel momento in cui riesce a liberarsi e a fuggire, decide di portarla con sé: a questo punto il terrore la farà da padrone, con i cannibali ferocemente irritati dall’ affronto della fuga che si getteranno all’ inseguimento dei due…

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Massimo Foschi si rende protagonista di un’ interpretazione straordinaria e coraggiosa (per oltre metà film è sempre nudo, anche con i genitali in bella vista) e dimostra di essere uno degli attori più bravi e sottovalutati del nostro cinema. Me Me Lay invece va ricordata per essere l’unica “selvaggia” della storia del cinema che ha beneficiato dei servigi di un chirurgo plastico per gonfiarsi le tette… Le musiche di Ubaldo Continiello sono minimali ma estremamente efficaci e sono sapientemente centellinate: spesso, infatti, l’orrore e l’inquietudine derivano maggiormente dall’ insidioso silenzio della giungla e dai rumori degli animali… Il tema principale lo si ascolta praticamente solo alla fine.

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Cast principale:

Massimo Foschi

Ivan Rassimov

Me Me Lay

Judy Rosly

Sheik Razar Shikur

Edizioni in dvd: Minerva

Formato video 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. bionda84 ha detto:

    E poi questo è il prodromo di quel piccolo capolavoro che sarà “Cannibal Holocaust”. Credici o no, quando è uscito il DVD di quest’ultimo, io me lo sono comprato. E ora fa bella mostra di sè sulle nostre mensoline, che ogni volta che viene qualcuno a trovarci e comincia a curiosare mi devo anche giustificare…

  2. johntrent70 ha detto:

    Esatto. Perchè non dovrei crederci (ottima edizione, tra l’altro)? Immagino le facce dei tuoi ospiti occasionali che sbirciano tra i titoli dei tuoi dvd e lo vedono esposto… 😀

    • bionda84 ha detto:

      Fanno le faccette un po’ disgustate. Poi di fianco (Siccome sono ossessiva li ordino per genere e per ordine alfabetico) vedono “Frontiers”, “Inferno”, “Martyrs” e Profondo Rosso” e allora vanno a curiosare da un’altra parte 😀

  3. johntrent70 ha detto:

    😀 Ahahahahah, ma che vadano a curiosare nella filmografia di Julia Roberts…

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