L’etrusco uccide ancora (1972)

Pubblicato: 10 dicembre 2012 in Giallo

l'etrusco uccide ancora

Nei primi anni ’70 il giallo/thriller era ormai diventato un genere di successo frequentatissimo da molti registi che, seppur non propriamente specializzati in questo ambito, vi si cimentavano comunque con coraggio e anche con buoni risultati. Non fa eccezione a questa regola nemmeno il buon Armando crispino che, nel 1972, dirige questa ottima pellicola dalla suggestiva ambientazione: una necropoli etrusca sita in quel di Spoleto che, da oggetto di studi archeologici, si trasforma in teatro di orrendi delitti. Fin dal titolo il regista vuole incutere nello spettatore il dubbio che gli omicidi vengano commessi da qualche misteriosa entità (nella fattispecie da Tuchulcha, il dio etrusco della morte) e, per tutto il film, gioca su questa ambiguità anche se il pubblico più smaliziato non impiega molto a capire che in realtà la mano omicida è quella di un essere umano. Visto il buon risultato ottenuto, Crispino ritornerà 3 anni dopo sul giallo travestito da horror soprannaturale con l’altrettanto buonissimo “Macchie solari”. A rendere unico il film contribuiscono, come già anticipato, le magnifiche locations della città umbra con il suo sito archeologico in primis ma anche con i suoi strettissimi vicoli e vicoletti che sembra nascondano misteri ad ogni angolo, l’indubbio talento visionario del regista e alcune piccole intuizioni geniali che forniranno spunto, in seguito, ad altri lavori giustamente pluriosannati (anche dal sottoscritto): voglio citare soltanto l’idea del registratore che l’assassino aziona per terrrorizzare e, in un certo senso, “avvisare” le proprie vittime (in questo caso la musica utilizzata è un estratto della Messa da Requiem di Giuseppe Verdi) e le scarpe femminili all’origine del trauma che si porta dietro il killer… Avete colto le ispirazioni?

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Jason Porter (Alex Cord) è uno stimato archeologo con alle spalle un passato un po’ burrascoso fatto di alcool e violenze alla ex fidanzata Myra (Samantha Eggar) che, proprio per questo motivo, lo ha lasciato per intrecciare una relazione con l’anziano maestro di musica e direttore d’orchestra Nikos Samarakis (John Marley). Il caso vuole che i personaggi in questione si incontrino di nuovo dopo qualche anno in occasione del Festival dei Due Mondi di Spoleto: Porter ha da poco scoperto una tomba etrusca e, grazie ad una sonda introdotta nel terreno, è riuscito a fotografare le pareti sulle quali è raffigurato il dio etrusco della morte Tuchulcha che uccide una coppia a colpi di bastone. Purtroppo qualcuno pensa bene di utilizzare la sua sonda per uccidere brutalmente due giovani fidanzatini che si erano appartati in una delle grotte limitrofe alla tomba per cercare un po’ di intimità e poi dispone i corpi in modo rituale sì da riprodurre fedelmente l’immagine rappresentata nell’affresco. Alla ragazza vengono inoltre messe ai piedi un paio di scarpe rosse che risulteranno rubate al corpo di ballo che accompagna Samarakis. Il commissario di polizia Giuranna (Enzo Tarascio) sospetta di Stephen (Horst Frank), il coreografo, ma costui ha un alibi di ferro. Intanto il misterioso “etrusco” torna a colpire: stavolta aggredisce a colpi di sonda il figlio di Samarakis, Igor (Carlo De Mejo), e la sua fidanzata Giselle all’interno di una scuderia. Il ragazzo riesce a salvarsi ma non è in grado di fornire indicazioni utili per la cattura dell’assassino e dunque i sospetti della polizia cominciano a convergere su Jason, che viene fermato. Ma i delitti continuano…

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Come già detto, il film funziona e alla grande; tuttavia ho trovato decisamente insopportabile e inespressivo al massimo il protagonista Alex Cord che, qualunque cosa accada, si porta dietro per tutta la durata della pellicola sempre la stessa monocorde espressione, cupa e imbronciata (neanche il pur ottimo doppiaggio italiano riesce a salvarlo). Forse andavano sfruttati un po’ di più Enzo Tarascio nel ruolo del commissario e soprattutto Enzo Cerusico che si limita ad un paio di comparsate iniziali nei panni di uno degli assistenti dell’archeologo per poi sparire nel nulla. Lo so, sto cercando il pelo nell’uovo e, già che mi trovo, sottolineo anche l’incredibile somiglianza fisica tra l’attore John Marley (che interpreta un direttore d’orchestra pazzoide e paranoico) e il direttore d’orchestra Leonard Bernstein: sarà una cosa casuale? Al momento non è ancora disponibile in Italia nessun dvd mentre all’estero (Germania e ora anche USA) circola una edizione dal video ottimo ma senza audio italiano. Inutile dire che si tratta dell’ennesima assenza gravissima che grava sul mercato italiano… Ah, ma quanto sono belle le musiche di Riz Ortolani?

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Cast principale:

Alex Cord

Samantha Eggar

John Marley

Enzo Tarascio

Enzo Cerusico

Horst Frank

Carlo De Mejo

Edizioni in dvd: Universum Film (Germania), audio tedesco

Formato video 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. Gianluca P. ha detto:

    sicuramente uno dei gialli più belli di sempre, con una delle colonne sonore più belle di sempre (Riz Ortolani)… anche qui un trauma giovanile, con l’ottima trovata delle scarpe a spillo rosse (poi riprese da Dario Argento 10 anni più tardi per il suo “Tenebre”), che si ricollegano al trauma dell’assassino (fantastica la prospettiva in cui vengono lanciate verso di lui nel flashback). Come in tanti altri gialli però la sequenza degli omicidi inizia piuttosto casualmente, non c’è un disegno preciso come per esempio nel Gatto di Bido o nelle 4 mosche di Argento, l’assassino agisce si in preda a un raptus che però comincia solo con la scoperta degli affreschi nelle tombe, a meno di non considerare quella scoperta come un tentativo per procurarsi un alibi, ma alquanto improbabile direi, dato che ovviamente nessuno avrebbe creduto a un Tuchulcha tornato in vita. Sicuramente un MUST per gli amanti del giallo all’italiana, da non perdere assolutamente.

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