La poliziotta (1974)

Pubblicato: 12 gennaio 2013 in Commedia

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Magnifico esempio di satira di costume mischiata alla commedia dolce-amara, “La poliziotta” è un film mordace e graffiante, ottimamente diretto da uno Steno in gran forma che ritorna dopo 2 anni, sotto certi aspetti, sui sentieri del poliziesco già da lui tracciati con l’ottimo “La polizia ringrazia”. Stavolta l’attenzione del regista si focalizza sulla condizione femminile nel mondo del lavoro e sceglie di raccontarla attraverso gli occhi e l’esperienza di una superba Mariangela Melato (vincitrice del David di Donatello come miglior attrice protagonista per questa interpretazione); la sua Gianna è una sorta di incontenibile Giovanna d’Arco che deve confrontarsi con un ambiente prettamente maschilista, soffocato da magagne politiche e magheggi di potere di ogni tipo che dapprima la accoglie con ironia e finta benevolenza e poi cerca in ogni modo di emarginarla quando la poveretta si impiccia troppo e denuncia situazioni illegali scomode. Il cast è davvero strepitoso e ricco di caratteristi che funzionano alla grande, andando a costituire una galleria di personaggi negativi mirabolante: si va da uno sgradevolissimo Renato Pozzetto con chioma rossiccia al capo dei vigili urbani Mario Carotenuto, dall’avvocato sfruttatore Gigi Ballista all’assessore Alberto Lionello, dal laido farmacista Renato Scarpa al senatore corrotto Armando Brancia, dal figlio del sindaco Umberto Smaila al Giuseppe Castellano affiliato ai servizi segreti. Unico personaggio che possiamo considerare “buono” è il pretore Patanè impersonificato da un sempre bravo Orazio Orlando che finirà con l’innamorarsi perdutamente della nostra eroina finendo nei guai insieme a lei. Va doverosamente precisato che questo film di Steno non va assolutamente confuso con la trilogia di film successivi della poliziotta interpretata dalla Fenech (e diretti da Michele Massimo Tarantini) , dove la componente comico-erotica è certamente preponderante rispetto alla critica sociale (seppur vestita da commedia) su cui invece insiste Vanzina Senior; ne “La poliziotta” non c’è nemmeno una scena di nudo e gli unici pallidi accenni di situazioni erotiche si verificano solo in 2 brevi scene in cui dapprima Pozzetto e poi Lionello tentano di sedurre una Melato davvero bravissima, qui in uno dei ruoli più riusciti della sua carriera.

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Gianna Abbastanzi (Mariangela Melato) conduce una vita piuttosto difficile in quel di Ravedrate, un paese (immaginario) lombardo universalmente conosciuto come la città europea del biscotto, produttore dei rinomatissimi biscotti Brembani. Insoddisfatta professionalmente (l’avvocato presso il quale lavora come segretaria la sfrutta e le palpa spesso il sedere) e sentimentalmente (il suo fidanzato Claudio è proprietario di un negozio di scarpe ed è un maschilista egoista), giunge ad una svolta della sua vita quando teme di essere rimasta incinta. Il presunto padre (Renato Pozzetto) fugge vigliaccamente di fronte alle sue responsabilità e la ragazza, dopo aver comperato un test di gravidanza ed essersi accertata che in realtà non si trova in stato interessante, decide di mollare tutto e tutti e di partire per Milano. Per puro caso nota alla stazione un manifesto che pubblicizza un concorso nei vigili urbani aperto ad ambo i sessi e decide di parteciparvi. La sua voglia di rivalsa, la sua caparbietà e la sua determinazione la portano a superare il concorso con il massimo dei voti e quindi viene accolta nel corpo con sorrisini e battutine compiacenti. Una volta indossata la divisa, Gianna (ispirandosi al mito di Giovanna D’Arco) si trasforma in una sorta di eroina e paladina dell’assoluto rispetto delle regole, dimostrandosi una macchina efficientissima ed inflessibile ed elevando contravvenzioni a chiunque, perfino al pretore Patanè (Orazio Orlando) e all’arrogante figlio del sindaco (un giovanissimo Umberto Smaila) che si crede, a giusta ragione, padrone della città. Le multe fioccano ma il capo dei vigili urbani (Mario Carotenuto), per non avere grane, continua comunque a chiudere un occhio su quelle comminate a personaggi di rilievo ma le lamentele cominciano a fioccare in quanto chi si credeva intoccabile ora si rende conto di non esserlo più. A Gianna vengono quindi conferiti incarichi degradanti e difficili per spingerla alle dimissioni (diamine, è pur sempre una donnina!) ma lei non demorde: denuncia le pessime condizioni igienico-sanitarie del mattatoio comunale e denuncia anche il suo capo per peculato (i controlli erano fatti all’acqua di rose in cambio di 10 kg di roast-beef alla settimana). Tocca anche alla rinomata famiglia Brembani fare i conti con la giustizia: Gianna scopre che il celeberrimo biscottificio di proprietà del sindaco che dà lustro al paese inquina il fiume con diserbanti, coloranti, additivi e schifezze varie utilizzate nella fabbricazione dei suoi squisiti biscotti e sporge denuncia dopo aver fatto analizzare un campione delle acque del fiume da un laboratorio esterno (quello locale aveva ovviamente definito l’acqua come batteriologicamente pura). La battaglia della nostra poliziotta contro la corruzione e i giochi di potere trova nel pretore Patanè un inaspettato alleato: l’uomo ne è segretamente innamorato e per lei è pronto a sfidare anche i poteri forti, anche a costo di rovinarsi la carriera…

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Davvero ottime le musiche di Gianni Ferrio che ricordano un po’ quelle di Oliver Nelson di “Operazione ladro”, con una spruzzatina di Henry Mancini (soprattutto le trombe e i fiati in “Anonima assassini”) e l’armonica di Toots Thielemans nelle varie variazioni di “Almost love”. Inoltre c’è anche un po’ di sano funk anni ’70 (“Step by step” e “Rhythm & sex”), un tocco di lounge (“Azucar”) e un pezzo western (“Deguello”) che sottolinea la discesa in campo di Gianna con la divisa, pronta a sfidare idealmente a duello i contravventori. Una colonna sonora fantastica che calza a pennello con un ottimo film e che ogni buon appassionato di soundtrack italiane deve avere nel suo arsenale.

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Cast principale:

Mariangela Melato

Mario Carotenuto

Orazio Orlando

Renato Pozzetto

Alberto Lionello

Gigi Ballista

Alvaro Vitali

Regia: Steno

Edizioni in dvd: Alan Young e Cecchi Gori

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. johntrent70 ha detto:

    In ricordo di Mariangela Melato, scomparsa ieri…..

  2. Carlo ha detto:

    Ogg,i noi tutti abbiamo perso un grande personaggio della nostra storia cinematografica e teatrale. Grazie Mariangela!

  3. AlfredoRiva ha detto:

    Ben fatto, johntrent70.

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