Tutti i colori del buio (1972)

Pubblicato: 21 gennaio 2013 in Thriller

tutti i colori del buio

Dopo aver intrapreso con eccelsi risultati la strada del giallo erotico-morboso con “Lo strano vizio della Signora Wardh” Sergio Martino insiste con l’alta tensione ma stavolta decide di cambiare registro e dirige un ottimo thriller con elementi demoniaci (l’influenza del Polansky di “Rosemary’s baby” è evidente). Ritorna la Fenech dopo il breve interregno della Strindberg nel precedente “La coda dello scorpione” e si ricompone quindi l’ottima e rodata accoppiata con George Hilton. Anche stavolta la povera Edwige è al centro di misteriosi complotti e oscure manovre ordite ai suoi danni e anche stavolta la poverina si aggira per quasi tutto il film con lo sguardo da cerbiatta smarrita: insomma, il canovaccio “martiniano” è sempre funzionante e si rivela ancora una volta vincente. I titoli di testa che introducono la vicenda sono splendidi: descrivono in poco meno di due minuti un’intera giornata con l’immagine fissa di un bosco silenzioso affacciato su un lago, il tutto senza musiche. La luce, dapprima intensa, diviene via via sempre più inesorabilmente scura fino a sprofondare nelle tenebre: tutti i colori del buio, appunto, in tutte le loro sfumature. Se questo non è genio autentico allora ditemelo voi…

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Il film inizia con la scena folgorante di un incubo: vocine infantili cantilenanti in perfetto Morricone-style (“L’uccello dalle piume di cristallo” su tutti), una culla, una donna incinta nuda e con le gambe divaricate che si imbratta la pancia con le mani insanguinate, una ragazza che urla mentre viene pugnalata (Dominique Boschero), gli occhi azzurrissimi di un uomo misterioso (Ivan Rassimov), una bambolina rappresentata da una vecchia (Vera Drudi) dai denti marci, un auto che si schianta contro un albero e l’inizio del trauma della protagonista. Si tratta della povera Jane (Edwige Fenech), che all’età di 5 anni ha assistito all’omicidio della madre e da poco ha perso il bimbo che aveva in grembo in seguito ad un incidente stradale. Per questi motivi la donna è piuttosto provata sia nel fisico che nella mente e il suo compagno Richard (George Hilton), rappresentante di una ditta farmaceutica, si prende cura di lei a modo suo sottoponendola ad una massiccia cura di vitamine. Sempre più sull’orlo di una crisi di nervi, Jane accetta il consiglio di sua sorella Barbara (Susan Scott) che lavora come segretaria presso un noto psicanalista, il Dott. Burton (George Rigaud), e decide di sottoporsi ad un suo consulto. Intanto l’uomo misterioso dai penetranti occhi azzurri che popola gli incubi di Jane comincia a perseguitarla anche nella realtà (la poveretta comincia ad incontrarlo nei luoghi più disparati, dalla sala d’aspetto del Dott. Burton alla metropolitana). Sconvolta e impaurita, confida le sue angosce al compagno che però continua a minimizzare e pertanto trova un leggero sollievo soltanto sfogandosi con una misteriosa ragazza, Mary (Marina Malfatti), che da poco è venuta ad abitare nel suo palazzo. Una volta entrate in confidenza, Mary introduce Jane in una sorta di setta satanica e la fa partecipare ad un sabba (un misterioso rito orgiastico con tanto di membri pallidi e smorti, maestro di cerimonia, volpe sgozzata e sangue a volontà). Da questo momento in poi il dramma di Jane diventerà sempre più terrificante: Mary voleva liberarsi e uscire dalla setta e l’unico modo che aveva per farlo era introdurre un nuovo adepto che prendesse il suo posto. Non sapeva però che avrebbe dovuto pagare con la morte, così come era toccato anni prima alla madre di Jane…

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Dopo la svolta satanica della parte centrale il film imbocca nella seconda parte nuovamente la strada del giallo e del thriller per poi concludersi con un bellissimo doppio finale onirico. Girato con affascinante eleganza, ritengo questo film uno di quelli stilisticamente più curati di Martino (merito anche della bellissima ambientazione londinese). Le musiche, affidate a Bruno Nicolai, sono quanto mai calzanti ma al tempo stesso incredibilmente derivative e fin troppo simili a quelle del Morricone dei primi due gialli di Dario Argento: un  peccato veniale, in ogni caso…

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Cast principale:

Edwige Fenech

George Hilton

Marina Malfatti

Ivan Rassimov

Susan Scott

Dominique Boschero

Regia: Sergio Martino

Edizioni in vhs: Shendene

Edizioni in dvd: Alan Young e Media Blasters (USA)

Formato video 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. johntrent70 ha detto:

    Non mi occupo di hard-core estremo, le mie visioni disturbanti e amorali non si spingono così oltre… 😀

  2. Carlo ha detto:

    Bravo John……….! Parliamo un pò di un altro ottimo thriller! Mio caro assassino

  3. johntrent70 ha detto:

    Già fatto! Eccoti il link:
    https://ilmiovizioeunastanzachiusa.wordpress.com/2011/10/08/mio-caro-assassino-1972/
    Se cerchi qualche altro titolo ti consiglio di utilizzare la funzione “cerca su questo sito” che trovi sulla sinistra sotto gli articoli più cliccati (può darsi che io lo abbia già “trattato”… 🙂 ) oppure butta un occhio al riepilogo generale:
    https://ilmiovizioeunastanzachiusa.wordpress.com/diario-di-un-vizio-riepilogo/
    Buone letture. 🙂

  4. cinemadegenere2014 ha detto:

    Splendido film! Anche io stimo moltissimo Sergio Martino. Ho recensito qualcuno dei suoi film sul mio blog, mi farebbe piacere se li leggessi. Complimenti ancora sia per l’articolo, sia per il blog. Ho trovato film interessantissimi.

  5. johntrent70 ha detto:

    Grazie. Verrò a farti visita.

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