Gatti rossi in un labirinto di vetro (1975)

Pubblicato: 18 febbraio 2013 in Giallo

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Ultimo giallo diretto da Umberto Lenzi prima di imboccare la fortunatissima strada dei polizieschi, “Gatti rossi in un labirinto di vetro” è un interessante co-produzione italo-spagnola interamente ambientata a Barcellona. Lenzi si incazza a morte quando qualcuno gli fa notare che i suoi gialli hanno elementi in comune con quelli celebratissimi diretti da Dario Argento ma mente sapendo di mentire; anche lui “argenteggia” e non poco, anche se bisogna riconoscergli un maggior impegno e rigore logico nella costruzione dell’intreccio rispetto al regista romano. In particolare “Gatti rossi…” ha un ottimo ritmo rispetto ad altri suoi gialli precedenti (penso soprattutto a “Orgasmo” e “Spasmo”, anch’essi comunque bellissimi) e quindi, probabilmente, è proprio quello più “argentiano” di tutti. Si parte innanzitutto dall’animale nel titolo, caratteristica peculiare della trilogia zoonomica di Argento; altre analogie le riscontriamo nel trauma infantile che scatena la follia omicida, nel particolare rivelatore della mano utilizzata dall’assassino per colpire (mancina oppure no, come in “L’uccello dalle piume di cristallo”), in una fotografia scattata per caso che immortala involontariamente il killer ed è causa dell’assassinio del fotografo (come ne “Il gatto a nove code”) e nel finale rassicurante con il protagonista che si imbarca su un aereo e si allontana dal teatro dei suoi incubi (ancora “L’uccello dalle piume di cristallo”). Lenzi, inoltre, cita anche altri 2 thriller non argentiani in altre 2 scene importanti: la prima è quella dell’omicidio di una ragazza in un luna park all’interno del tunnel dell’orrore; questa scena richiama in maniera pressochè identica l’incipit di “Ragazza tutta nuda assassinata nel parco” di Alfonso Brescia, anch’esso ambientato in Spagna (lì eravamo a Madrid e non a Barcellona ma, evidentemente, negli anni ’70 i luna park spagnoli erano posti pericolosissimi!). La seconda è quella in cui l’assassino fa credere alla vittima intrappolata di potersi mettere in salvo agevolandola nel recupero della chiave che si trova nella toppa esterna di una porta per poi aspettarla al varco (come ne “I corpi presentano tracce di violenza carnale”). Comunque, tralasciando le citazioni sparse qua e là, il film è davvero gradevole e si guarda con piacere e non è una scopiazzatura di alcunché. Del curioso titolo possiamo dare questa interpretazione: i gatti rossi simboleggiano i protagonisti della storia perchè ad un certo punto, in seguito ad un acquazzone, indossano degli impermeabili rossi e si trovano all’interno di un vortice di omicidi (un labirinto), mentre il vetro può essere riferito al macabro dettaglio che si scopre nel finale (l’occhio di vetro dell’assassino).

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Una comitiva americana proveniente da Burlington si trova in vacanza a Barcellona. Del gruppo fanno parte, tra gli altri, Paulette (Martine Brochard), segretaria e amante del pubblicitario Mark Burton (John Richardson), Lisa (Mirta Miller) e Naiba (Ines Pellegrini), lesbiche e amanti unite anche da un rapporto professionale (sono rispettivamente fotografa e modella), i coniugi Alvarado (Daniele Vargas e Silvia Solar) e il reverendo Bronson (George Rigaud). Mentre i nostri turisti si trovano in giro sulla rambla, la giovane figlia di un fioraio viene pugnalata a morte e le viene strappato l’occhio sinistro e, a sorpresa, fa la sua comparsa anche Mark che, con la scusa di un congresso, vuole in realtà trascorrere qualche giorno accanto a Paulette dopo aver lasciato a Parigi sua moglie Alma (Marta May), con la quale è in rottura. Il commissario di polizia Tudela (Andrés Mejuto), alla sua ultima settimana di lavoro prima della pensione, è chiamato a risolvere il caso ma, mentre è ancora all’inizio delle indagini, avviene un secondo delitto con le medesime modalità: stavolta viene uccisa una persona facente parte proprio della comitiva, ovvero la figlia dei coniugi Randall, che trova la morte in un luna park, all’interno del tunnel dell’orrore. Anche lei viene pugnalata ripetutamente e le viene strappato l’occhio sinistro. I sospetti si addensano sulla guida Martinez (Raf Baldassarre), che aveva l’abitudine di fare scherzi spaventosi alle ragazze della comitiva e che, dopo le accuse della giovane Jenny (Veronica Miriel), viene arrestato. Alcuni dei gitanti ricordano un delitto analogo avvenuto tempo fa in quel di Burlington (una giovane ragazza uccisa e con l’occhio sinistro deorbitato) e viene fatto recapitare a Mark un messaggio di sua moglie Alma che si trova anch’essa a Barcellona e lo invita a raggiungerlo in una stanza dell’Hotel Presidente. Mark vi si reca ma trova la stanza vuota e un pugnale insanguinato…

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I temi musicali scritti da Bruno Nicolai (un autentico specialista delle soundtrack horror e thriller) sono sempre un valore aggiunto: affascinanti e suadenti, costituiscono un ottimo tappeto sonoro che accompagna a dovere i momenti topici della pellicola.

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Cast principale:

John Richardson

Martine Brochard

Ines Pellegrini

Marta May

Andrés Mejuto

Daniele Vargas

Edizioni in vhs: Lamberto Forni

Edizioni in dvd: Next

Formato video 2,35:1 letterbox

commenti
  1. AlfredoRiva ha detto:

    Che dire, un bel thriller settantiano e paraargentiano, con delle belle musiche di Bruno Nicolai. Per quanto riguarda “Orgasmo” e “Cosí dolce, così perversa” aspetto di leggere qualcosa in Cinema De-Genere.

  2. Gianluca P. ha detto:

    La musica iniziale di Nicolai è stupenda (anche l’ambientazione, dentro il castello stregato e con i turitsi che si muovono all’impazzata sotto la pioggia), il movente è un po’ tirato via però mi piace tantissimo il titolo e il riferimento alle mantelline dei turisti… il titolo e la colonna sonora significano MOLTO in un film giallo, per cui anche se le recitazioni qui sono abbastanza noiose sono costretto a inserire questo film tra i gialli all’italiana migliori di sempre (non tra i primi tra ma tra i primi 10 sicuramente).

  3. Francesco ha detto:

    Bravissimo Lenzi a sparpagliare indizzi veri e fasulli x tutto il film x rendere sospettabili un po tutti i protagonisti fino all ultima sequenza in cui si svela tutto.tutti i protagonisti restano sospesi un po come lo spettatore.Da ricordare che Martin Brochard è l indimenticabile direttrice del bordello “Madame Colette” di Paprika di Tinto Brass!!!! Oltre che brava protagonista se nn sbaglio di Milano Trema… di S. Martino

  4. johntrent70 ha detto:

    Non sbagli mai. Martine Brochard, indimenticabile Maria Ex in “Milano trema”… 😉 oltre che presente in tanti altri film di genere a noi tanto cari…

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