Emanuelle e gli ultimi cannibali (1977)

Pubblicato: 25 febbraio 2013 in Erotico

emanuelle e gli ultimi cannibali

Quando si dice cavalcare l’onda di un successo… Terminate a maggio del ’77  le riprese di “Emanuelle perchè violenza alle donne?” il frenetico Joe D’Amato non si lascia scappare l’opportunità di sfruttare l’ottimo successo di pubblico del film di Deodato “Ultimo mondo cannibale”, uscito nelle sale nel febbraio dello stesso anno. Con il suo solito eclettismo D’amato/Massaccesi pensa però di girare un film drammatico-avventuroso che in qualche maniera riproponesse la drammaticità e l’orrore del cannibalismo ma in abbinamento all’erotismo più spinto che stava proponendo in quel periodo con i suoi film della serie dedicata ad Emanuelle nera. Detto fatto, ad agosto del ’77 viene girato “Emanuelle e gli ultimi cannibali”, quinto capitolo della serie con protagonista la solita Laura Gemser. Stavolta la contaminazione di elementi erotici ai limiti dell’hard (che qui però non sono espliciti come avvenuto negli ultimi due film) con situazioni orrorifiche non è occasionale ma bensì totale fin dalle prime scene (il seno mangiato dell’infermiera) ed esplode definitivamente nella parte finale con lo stupro collettivo della povera Monica Zanchi e l’uccisione di Annamaria Clementi, Susan Scott e Donald O’ Brien, mangiati dai cannibali con abbondante uso di dettagli gore ed effetti speciali splatter (emblematica soprattutto la scena della Scott con primi piani strettissimi e insistiti sulla sua zona pubica alternati all’apertura della sua pancia con successiva estrazione degli organi interni)… Indubbiamente non ci troviamo di fronte ad un film per palati fini (d’altronde le tematiche trattate possono anche giustificare questo mio personale accostamento “gastronomico”) ma gli amanti dell’erotismo hanno di che divertirsi: i nudi full frontal della Gemser e della Zanchi sono un bel vedere e soprattutto abbiamo una Susan Scott come al solito bellissima ma stavolta assolutamente spudorata e coinvolta in scene hot (perfino con un mandingo) mai viste prima! Anche gli aficionados dell’horror e dell’avventura trovano pane per i loro denti, in una contaminazione di generi unica che solo il genio di Joe D’Amato ha saputo realizzare. Un piccolo bonario appunto al buon Aristide lo voglio muovere soltanto relativamente ad alcune scene girate nella foresta: a volte, negli stacchi di montaggio di una stessa scena, è davvero troppo evidente il contrasto tra l’illuminazione notturna alternata a quella diurna, cosa che non mi aspettavo da un ottimo direttore della fotografia come lui. Posso solo giustificare questo piccolo scivolone tecnico con la necessità di girare in fretta e far uscire il film il più presto possibile: “Emanuelle e gli ultimi cannibali” esce infatti al cinema nell’ottobre del 1977, appena un mese dopo “Emanuelle perchè violenza alle donne?” e a distanza di 8 mesi dal capostipite di Deodato (del quale ricalca in modo spudorato perfino buona parte del titolo).

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Emanuelle (Laura Gemser) si trova all’interno di un manicomio femminile per uno dei suoi soliti reportage fotografici (stavolta la macchina fotografica è occultata in una bambola). Un giorno assiste all’aggressione violentissima di un’infermiera da parte di una giovane e bella ragazza (Maria Gabriella Mezzetti) che era stata ritrovata in stato confusionale mentre vagava da sola ai confini dell’Amazzonia: la ragazza strappa a morsi un seno all’infermiera e presenta, al di sopra della zona pubica, un tatuaggio che richiama in modo molto chiaro uno dei simboli propri di una tribù di cannibali che si ritiene estinta da mezzo secolo. A questo punto si avanza l’ipotesi che la ragazza sia stata allevata in cattività proprio da questa tribù ed Emanuelle convince il direttore del suo giornale ad organizzare un reportage in Amazzonia proprio per andare alla ricerca di questi ultimi cannibali. Ad accompagnarla nella sua missione c’è l’espertissimo antropologo Mark Lester (Gabriele Tinti) con il quale, ovviamente, la nostra Emanuelle finisce a letto quasi subito. Giunti in Amazzonia, i due vengono ricevuti da Wilkes (Geoffrey Copleston), amico di Lester, che li invita a raggiungere la missione di padre Morales accompagnati da due indigeni, da Suor Angela (Annamaria Clementi) e dalla sua giovane e bella figlia Isabelle (Monica Zanchi). Una volta giunti alla missione, i nostri eroi hanno la sgradita sorpresa di trovarla completamente distrutta; non vi è traccia di essere umano, la radio trasmittente è fuori uso e sono evidenti le tracce di collutazione, segno che si è trattato di un vero e proprio attacco. Inoltre fanno la conoscenza dei coniugi McKenzie (Susan Scott e Donald O’ Brien), una coppia di avventurieri che si spacciano per semplici cacciatori ma che in realtà vanno in cerca di un relitto aereo dal quale recuperare dei diamanti. Con il calare delle tenebre i cannibali cominciano a farsi vivi…

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Come al solito la colonna sonora del fidatissimo Nico Fidenco, con suoni tribali e ritmi percussivi incessanti, non delude mai ed è una ulteriore riprova dell’ottimo connubio artistico intercorso negli anni tra il compositore e il regista. Parte della colonna sonora (con il tema principale “Make love on the wing” riarrangiato) verrà poi riutilizzata da Fidenco per la soundtrack di “Zombi holocaust” di Girolami.

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Cast principale:

Laura Gemser

Gabriele Tinti

Donald O’ Brien

Susan Scott

Monica Zanchi

Annamaria Clementi

Regia: Joe D’Amato (Aristide Massaccesi)

Edizioni in vhs: Shendene

Edizioni in dvd: Lamberto Forni

Formato video 1,85:1 letterbox

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