Gli orrori del castello di Norimberga (1972)

Pubblicato: 30 marzo 2013 in Horror

gli orrori del castello di norimberga

Interessante e tardo esempio di horror gotico, è considerato tra i lavori “minori” del geniale regista sanremese Mario Bava ma, come al solito, mi trovo in disaccordo con questi banali giudizi di massa per il semplice motivo che non può mai esistere un Bava minore. A prescindere. Il film si giova delle solite policromìe baviane ma è girato con uno stile abbastanza classico che prende quindi un po’ le distanze dagli sperimentalismi cromatici dei suoi gotici precedenti (“La frusta e il corpo”, “I tre volti della paura” e “Operazione paura”), proprio in un momento in cui le frontiere dell’ horror stavano cambiando e stavano lentamente abbandonando i vecchi castelli pieni di polvere e ragnatele infestati da oscure presenze malefiche. Bava quindi ritorna su territori già ampiamente battuti e lo fa descrivendo la storia di un terribile barone sanguinario morto da 300 anni che rivive grazie ad un incantesimo e torna a seminare morte e terrore. Questo personaggio, dal look che in qualche modo sembra richiamare “La maschera di cera” del 1953, si ispira in qualche maniera anche alla figura del principe di Valacchia Vlad Tepes l’impalatore (che ispirò anche Bram Stoker per il suo Dracula). In barba al titolo, però, di Norimberga non vi è traccia alcuna: il film è girato e ambientato in Austria, precisamente a Vienna. Semmai l’unico riferimento alla città bavarese lo troviamo nella scena in cui il povero Luciano Pigozzi (il Peter Lorre italiano!) viene rinchiuso e ucciso in una vergine di Norimberga: il primo piano del suo volto bucato dagli aculei non può non farci tornare in mente la Barbara Steele de “La maschera del demonio”. Si tratta di una piccola autocitazione… e non è l’unica: nella scena dell’omicidio del dottore il telefono penzolante non può non farci pensare alla morte di Eva Bartok in “Sei donne per l’assassino”. La sceneggiatura scorre lineare e gli attori sono tutti in parte, partendo da Antonio Cantafora (non ancora trasformatosi in brutta copia di Terence Hill) e passando per Elke Sommer, Massimo Girotti e il mefistofelico Joseph Cotten. Piccola presenza anche per Nicoletta Elmi, la bambina dai capelli rossi che diventerà una presenza inquietante di molte pellicole horror/thriller italiane anni ’70 (“Reazione a catena”, sempre di Bava, “Chi l’ha vista morire?”, “Il mostro è in tavola… Barone Frankenstein”, “Le orme”, “Il medaglione insanguinato” e “Profondo rosso”). Un’altra piccola curiosità: esiste una storia a fumetti dal titolo “La pergamena maledetta”, pubblicata in 5 parti nel 1976 come appendice di una collana di romanzi dell’orrore edita dalla Edifumetto (la famosa casa editrice dei fumetti sexy anni ’70). Le analogie con la pellicola di Bava sono fin troppo evidenti: anche se è stato cambiato il nome del barone e la città è diventata Lipsia la storia ricalca il film in tutto e per tutto ed è emblematico che la ragazza protagonista si chiami Elke (proprio come l’attrice Elke Sommer)…

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Peter Kleist (Antonio cantafora) è l’ultimo discendente di un barone sanguinario morto da 300 anni, funestamente famoso per la sua crudeltà e il suo sadismo: terrorizzava i viennesi dall’alto del suo castello, praticava con scientifica perversità tutte le raffinatezze della tortura, impalava coloro che ne provocavano la collera e poi faceva esporre i corpi impalati all’esterno del castello come macabre bandiere e come monito per coloro che volevano ostacolarne il cammino. Il barone aveva trovato un’orrenda morte finendo torturato e seviziato con i suoi stessi strumenti dagli esasperati abitanti del villaggio. Peter, incuriosito dalle leggende circolanti intorno al suo antenato paterno, vuole saperne di più e si reca a Vienna dove è ospite di suo zio, il dott. Karl Hummel (Massimo Girotti). Durante una breve visita al castello Peter conosce Eva Arnold (Elke Sommer), una studentessa di architettura che sta preparando la sua tesi di laurea proprio sul castello maledetto e che conosce molto bene i tristi episodi legati al nome del barone. Tra i due nasce una simpatia e, durante una cena a casa dello zio, viene fuori il nome di Elisabeth Hölle, una strega mandata al rogo dal barone che, in punto di morte, gli aveva lanciato una maledizione scrivendo un incantesimo su una pergamena che avrebbe permesso al barone di tornare in vita per rivivere nuovamente le stesse atroci sofferenze. E’ a questo punto che Peter vuota il sacco: ha ritrovato l’antica pergamena di Elisabeth Hölle e vorrebbe rievocare lo spirito del suo avo. Convince Eva a recarsi nel castello, pronuncia le frasi di rito e si odono 2 rintocchi di campana (il barone era morto alle 2 di notte) e dei passi sinistri. Eva è terrorizzata e convince Peter a pronunciare le frasi del controincantesimo che ricacciano indietro il mostro. Tuttavia, i due ci riprovano nuovamente la notte successiva: si odono di nuovo le campane e i passi ma stavolta un improvviso colpo di vento fa volare la pergamena tra le fiamme del camino e così il barone non può più essere rispedito nel regno dei morti. Costui ha il volto orrendamente sfigurato e pieno di piaghe, vaga tra i boschi e bussa alla porta di un medico che gli applica delle medicazioni. Il ricovero in ospedale è necessario ma il barone non ci sta e uccide il dottore pugnalandolo con un bisturi. Non contento, uccide anche un contadino incontrato per caso lungo la strada mentre si reca al suo castello; ivi giunto, uccide un inserviente spezzandogli il collo e simulandone il suicidio per impiccagione e poi uccide anche l’ex guardiano Fritz (Luciano Pigozzi), da poco licenziato, sorpreso a rubare. Il giorno dopo si svolge un’asta all’interno del castello e tra gli oggetti in vendita c’è il castello stesso che viene acquistato da un uomo misterioso bloccato su una sedia a rotelle, Alfred Becker (Joseph Cotten), che intende restaurarlo per andarci a vivere e riportarlo agli antichi fasti. Terminata l’asta, Becker conosce Eva e la invita più volte al castello, affascinato dalla sua conoscenza in materia; Eva accetta l’invito e, in uno dei suoi soggiorni, viene inseguita dal barone al quale sfugge per un soffio. Terrorizzata, decide di recarsi insieme a Peter da una medium (Rada Rassimov) per cercare una soluzione…

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Come al solito le musiche del fido Stelvio Cipriani sono sempre raffinate ed eleganti e il tema principale è molto romantico, al punto da richiamare atmosfere quasi da film d’amore anzichè horror… Bella.

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Cast principale:

Antonio Cantafora

Elke Sommer

Massimo Girotti

Joseph Cotten

Rada Rassimov

Regia: Mario Bava

Edizioni in vhs: Lamberto Forni

Edizioni in dvd: Rarovideo

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. Carlo ha detto:

    Mi dispiace dirtelo ma, tranne quello che possiamo pensare noi nostalgici degli anni 70, devo constatare che il film è come
    la corazzata……….. di VILLAGGIO!!!

  2. paultemplar ha detto:

    Bava è sempre Bava, anche in un film non sul suo standard.

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