Quel gran pezzo della Ubalda tutta nuda e tutta calda (1972)

Pubblicato: 13 aprile 2013 in Commedia

quel gran pezzo della ubalda

Ecco un titolo ormai divenuto leggenda che non è azzardato definire un autentico pezzo di storia italiana nonchè fulgido esempio di commedia erotica (l’immagine agreste della Fenech che corre al ralenty nei campi facendo ballonzolare i seni nudi è icona immortale di un intero genere). Rifacendosi in qualche maniera al decameron pasoliniano e alle novelle boccaccesche (con allegre storielle di mogli e mariti fedifraghi che si cornificano a vicenda a più non posso), questo film di Mariano Laurenti si differenzia dalla pletora di pellicole derivative del cosiddetto filone “decamerotico” nate tra il 1971 e il 1974 per l’assenza della suddivisione in episodi (la storia è un corpo unico di 87 minuti così come il coevo “La bella Antonia prima monica e poi dimonia”, sempre di Laurenti) e ha il grosso merito di aver definitivamente lanciato Edwige Fenech nell’olimpo delle starlette della commedia all’italiana. Laurenti sceglie lei e Karin Schubert (già utilizzata in “Satiricosissimo” e “I due maghi del pallone”) come licenziose protagoniste femminili e bisogna dire che mai scelta fu più felice: le due fanciulle mostrano sovente le loro nudità ma mai integralmente full frontal, evitando dunque di scadere nella volgarità gratuita e in quel pizzico di morbosità che caratterizzava le altre opere decamerotiche. I duetti tra Pippo Franco e Umberto D’Orsi (doppiato da Pino Locchi!) sono esilaranti e si ritaglia un piccolo ruolo anche Gabriella Giorgelli, che in futuro diventerà un’autentica habitué della commedia boccaccesca (qui è la ragazza che cede nel fienile alle lusinghe del fratacchione manesco Pino Ferrara che la libera dal peccato a modo suo). Il film ha avuto all’epoca un enorme successo che, 24 anni dopo, si è tentato di bissare con il deludentissimo remake “Chiavi in mano”. Ma perchè?!

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Olimpio De’ Pannocchieschi (Pippo Franco), dopo aver trascorso sei mesi in guerra, sta ritornando a casa dalla sua amata moglie Fiamma (Karin Schubert). Prima di lasciarla si era premurato di munirla di cintura di castità per preservarne l’onore in sua assenza (la chiave l’aveva portata con sé in guerra, legata al collo) ma evidentemente i mastri ferrai erano bravi anche nel tardo medioevo a fabbricare duplicati di qualsivoglia chiave, giacché la disinvolta Fiamma ha l’abitudine di giacere sovente con amanti occasionali (i vari Folco, Uguccione, Serafino etc.) nascosti in vari luoghi della casa (cassapanche, botti e perfino sotto il letto). Bramante di rituffarsi tra le braccia della consorte per riassaporare il piacere dei suoi doveri coniugali, Olimpio deve fare i conti con la ritrosìa della moglie che non gli si concede in virtù di un fantomatico voto fatto a San Fruttuoso: se l’uomo fosse tornato sano e salvo dalla guerra Fiamma gli si sarebbe concessa carnalmente solo dopo 15 giorni. Incassato il rifiuto, Olimpio tenta intanto di risolvere una vecchia grana legata ai confini che legano la proprietà delle sue terre a quelle del mugnaio Oderisi (Umberto D’Orsi), suo acerrimo nemico. Giunto al mulino per discutere, Olimpio viene letteralmente folgorato dalla bellezza di madonna Ubalda (Edwige Fenech) che, da circa un mese, è convolata a giuste nozze proprio con il mugnaio. Anche costei non disdegna di tradire il marito spesso e volentieri e allora anche Olimpio tenta di insidiarla. Il primo tentativo non va a buon fine: travestitosi da pittore (e fingendosi anche omosessuale per non destare gelosie), millanta di dover immortalare nuda madonna Ubalda in un ritratto commissionato dal duca Guazzone di Viterbo ma viene scoperto dall’Oderisi e si becca un sacco di botte. C’è da dire però che anche mastro Oderisi non è insensibile al fascino di madonna Fiamma e tenta anch’egli di cornificare il rivale. Ne seguirà una girandola di risate nella quale ne faranno le spese proprio i due mariti, in un finale tragicomico…

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Molto simpatici risultano sia il tema principale che l’intera colonna sonora in generale del Maestro Bruno Nicolai, storicamente sporadico frequentatore delle commedie ma sempre bravo a cogliere nel segno con i suoi tappeti sonori (come dimostra questo suo lavoro).

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Cast principale:

Edwige Fenech

Pippo Franco

Karin Schubert

Umberto D’Orsi

Gabriella Giorgelli

Regia: Mariano Laurenti

Edizioni in dvd: Alan Young

Formato video 2,35.1 anamorfico

commenti
  1. Carlo ha detto:

    In questo noiosissimo film spicca , come sempre, il grande sexappeal della Fenech, senza il quale
    questa pellicola, che già è da serie B, sarebbe sprofondata…….forse in eccellenza!

  2. johntrent70 ha detto:

    Ovviamente sono in disaccordo. Non so come ci si possa annoiare con questo film ma… de gustibus.

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