Anima persa (1977)

Pubblicato: 3 giugno 2013 in Drammatico

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Dopo il fortunatissimo esito di “Profumo di donna” Dino Risi concede un fantastico bis e porta sullo schermo un’altra trasposizione cinematografica tratta da un romanzo di Giovanni Arpino. Anche stavolta Risi punta sull’istrionismo e sulla bravura di un grandissimo Vittorio Gassman e viene ampiamente ripagato da una interpretazione monumentale. La sceneggiatura è firmata a 4 mani con Bernardino Zapponi e si vede: alcune atmosfere claustrofobiche e spettrali gonfie di inquietudine sono certamente farina del sacco del co-sceneggiatore di “Profondo rosso”… Purtroppo ci troviamo di fronte a un ennesimo capolavoro del nostro cinema clamorosamente e inspiegabilmente misconosciuto: enigmatico e malinconico, ambientato in una Venezia plumbea e crepuscolare, fa parte di quel nutritissimo lotto di pellicole ingiustamente sottovalutate o dimenticate che dovrebbero non solo essere recuperate ma anche celebrate e magnificate come realmente meriterebbero. Come già anticipato, un superbo Vittorio Gassman annichilisce letteralmente il resto del cast e si erge ad assoluto protagonista dando un’ulteriore prova della sua enorme capacità recitativa. Disperato dramma familiare calato in un’ambientazione gotica e condito da elementi thriller, il film è anche una lucida indagine sulle zone d’ombra più recondite e imperscrutabili della mente umana (schizofrenia, alienazione mentale, doppelganger). Stupendo.

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Il diciannovenne Tino (Danilo Mattei) si trasferisce a Venezia per frequentare una scuola d’arte e di pittura e viene ospitato in casa dei suoi zii Elisa (Catherine Deneuve) e Fabio (Vittorio Gassman). Lo spettacolo che si presenta agli occhi del giovane Tino, che non vede gli zii da quando era piccolissimo, è immediatamente inquietante: essi vivono in un antico palazzo dall’atmosfera piuttosto lugubre che per metà è anche abbandonato e fatiscente, coperto da polvere e antiche ragnatele. Sua zia Elisa lo accoglie con gioia ma si dimostra, fin dal loro primo incontro, una donna fragile e insicura che nasconde qualche mistero: innanzitutto non divide la camera da letto con suo marito Fabio che, preso da tanti impegni (è un ingegnere che lavora alla azienda del gas), dorme in un’altra stanza per non svegliarla quando rientra tardi dal lavoro. Inoltre, passando vicino ad una porta, la donna si mostra impaurita e raccomanda a Tino di non aprirla mai. Il giorno dopo il giovane conosce anche lo zio Fabio, un uomo di mezza età elegantissimo ed austero che incute soggezione e rispetto al solo guardarlo, dotato di una cultura al di fuori della norma (cita sovente autori come Goethe e Omero) ed estremamente autoritario. Parla fluentemente il tedesco e si dimostra dispotico e sprezzante nei confronti di tutti, soprattutto della sua consorte che non perde occasione per umiliare pubblicamente e sulla quale esercita un palese e totale controllo. Durante le lezioni di pittura Tino conosce una giovane modella della quale si invaghisce, Lucia (Anicée Alvina), ma quando cala la notte i misteri cominciano ad infittirsi: Tino comincia a udire strani rumori e alcuni passi nella stanza che si trova al di sopra della sua, uniti ad un motivo malinconico suonato al pianoforte. Il giorno dopo, mentre gli zii non sono in casa, il giovane riceve una confidenza dalla vecchia governante Annetta (Ester Carloni) che decide di mostrargli cosa c’è dietro la porta misteriosa che nessuno dovrebbe aprire. La porta conduce ad un’antica soffitta dove, rinchiuso in una stanza segreta, vive Berto, fratello di suo zio nonchè ex stimatissimo professore di scienze naturali ed esperto entomologo; l’uomo (che, di tanto in tanto, lancia urla disumane e risate agghiaccianti) può essere visto solo attraverso uno spioncino, vestito con una vestaglia rosso porpora e con la faccia dipinta e stravolta, e nessuno può entrare nella stanza ad eccezione di suo fratello che se ne prende cura amorevolmente. L’uomo è impazzito da anni e suo fratello Fabio, per non rinchiuderlo in un manicomio, ha preferito segregarlo in casa sua per tenerlo sotto controllo. Tino, sconvolto da queste rivelazioni, racconta tutto a Lucia che va anche a trovarlo a casa in un pomeriggio nel quale il ragazzo è solo in casa: i due giovani si fanno coraggio e vanno a spiare insieme in soffitta ma riescono solo ad ascoltare la folle risata dello zio che li mette in fuga. Spaventati ma non ancora paghi, i due esplorano anche l’ala abbandonata del palazzo e trovano una ulteriore stanza segreta nella quale sono custoditi in un armadio alcuni giocattoli, dei piccoli abiti femminili e alcuni quaderni di scuola elementare con su scritto il nome Beba. Sempre più incuriosito, Tino raccoglie le confidenze degli zii ma le incongruenze cominciano ad affiorare: zia Elisa gli racconta di essere rimasta vedova e di aver sposato suo zio Fabio in seconde nozze. Beba era la sua figlia di primo letto, morta annegata in un canale all’età di 10 anni per sfuggire alle “attenzioni particolari” che le riservava il fratello del marito, successivamente quindi impazzito per il senso di colpa e rinchiuso nella famosa soffitta. Zio Fabio sostiene invece che la follia del fratello non ha niente a che vedere con la morte di Beba e che la bambina sarebbe invece morta a causa di una bronchite mal curata dalla madre, gelosa delle attenzioni che la piccola aveva per lui che aveva sostituito in qualche modo la figura paterna. Tino è sempre più confuso e comincia a fare delle indagini: in primis non trova nessuna lapide con il nome di Beba nella tomba di famiglia al cimitero e in secundis, recatosi all’azienda del gas con la scusa di andare a trovare lo zio, scopre con sgomento che lo stesso non lavora più lì da ben 15 anni…

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Due brevi paroline anche sulle musiche affidate al compositore Francis Lai, già premio Oscar per la colonna sonora di “Love story”, che dà anch’egli il suo contributo scrivendo una colonna sonora romantica e intrigante che affascina sin dai titoli di testa e cala perfettamente lo spettatore nella morbosa e intrigante atmosfera del film. Notevole.

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Cast principale:

Vittorio Gassman

Catherine Deneuve

Danilo Mattei

Anicée Alvina

Ester Carloni

Regia: Dino Risi

Edizioni in dvd: 01

Formato video 1,78:1 anamorfico

commenti
  1. F.C.N. ha detto:

    L’ho visto di recente, verò, lavoro superbo. Affascinante poi il continuo rivelare verità che vengono successivamente smentite e sostituite da nuove rivelazioni.

  2. BUBBA ha detto:

    Grande film visto molte volte..l’atmosfera che si respirava in città in quegli anni è perfettamente riprodotta..
    Mi piacerebbe sapere quali altri film menzionati in questo sito sono stati ambientati a Venezia..

  3. johntrent70 ha detto:

    Fino ad oggi (19/09/2013) i film ambientati a Venezia qui recensiti sono:
    La vittima designata (1971): https://ilmiovizioeunastanzachiusa.wordpress.com/2011/12/10/la-vittima-designata-1971/
    Chi l’ha vista morire? (1972): https://ilmiovizioeunastanzachiusa.wordpress.com/2012/03/18/chi-lha-vista-morire-1972/
    Yuppi du (1975): https://ilmiovizioeunastanzachiusa.wordpress.com/2013/09/09/yuppi-du-1975/
    Poi ci sono altri film nei quali Venezia appare trasversalmente come location non principale:
    Emanuelle nera orient reportage (1976): https://ilmiovizioeunastanzachiusa.wordpress.com/2011/09/24/emanuelle-nera-orient-reportage-1976/
    Emanuelle in America (1976): https://ilmiovizioeunastanzachiusa.wordpress.com/2012/07/16/emanuelle-in-america-1976/
    Dove vai in vacanza? (1978) – in particolare il terzo episodio diretto da Alberto Sordi: https://ilmiovizioeunastanzachiusa.wordpress.com/2011/08/13/dove-vai-in-vacanza-1978/

  4. Luigi Sala ha detto:

    Segnalo un altro Bellissimo Film Ambientato a Venezia : A Venezia un dicembre rosso sangue (Nicolas Roeg – 1973) con un Superlativo Donald Sutherland

  5. johntrent70 ha detto:

    A Venezia un dicembre rosso shocking… bellissimo! Lo conosco bene ma, pur essendo ambientato in Italia e con molti attori italiani (il commissario Renato Scarpa, Massimo Serato, Leopoldo Trieste) non è un film italiano e non può essere schedato in questo blog… 🙂

  6. GialloMusica ha detto:

    Venezia a parer mio capitale del thriller/giallo. Basti pensare a Lado, Bido etc etc
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    GialloMusica – “Ora so che cerchi di sfuggirmi…ma il tuo vizio è una stanza chiusa dal di dentro e solo io ne ho la chiave” (from The Strange Vice Of Mrs. Wardh).
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    If you love soundtracks, crime, jazz, vintage, old, thriller and music about GIALLO ITALIAN movies take a look here…
    Music, film, posters, books, webzines, blog…
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