I padroni della città (1976)

Pubblicato: 16 giugno 2013 in Noir

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Dopo aver trattato nei suoi noir tematiche legate alla criminalità di alto livello (“Milano calibro 9”, “La mala ordina”, “Il boss”, “Il poliziotto è marcio” e “La città sconvolta: caccia spietata ai rapitori”) e dopo un paio di personalissimi divertissement (“Colpo in canna” e “Gli amici di Nick Hezard”) il mai troppo lodato Fernando Di Leo decide di affrontare il microcosmo della criminalità più “povera”, ovvero quella fatta di espedienti, piccoli racket, estorsioni, scippi e quant’altro. E’ una delinquenza nella quale piccoli boss di quartiere si dividono il territorio e vanno avanti nelle loro losche attività, un avamposto di squallore e piccole grandi miserie nel quale si erge protagonista assoluto lo sconosciuto attore tedesco Harry Baer, fortemente voluto da Di Leo; il giovane non convince fino in fondo nei panni del piccolo bulletto e coatto romano che se ne va in giro a bordo di una dune buggy ma viene salvato dall’ottimo doppiaggio di Michele Gammino che fornisce alla causa un contributo eccezionale, dando al personaggio sfumature decisamente notevoli. Un po’ monocorde è anche l’altro co-protagonista ma, visto che si tratta di Al Cliver, questa è decisamente una non-notizia. Il registro della storia anche stavolta è più improntato sulla commedia (con un ottimo Vittorio Caprioli che gigioneggia in canottiera e foulard al collo e sciorina battute e perle di saggezza in dialetto napoletano) e si ricollega decisamente al precedente “Nick Hezard”: infatti anche qui va in scena un “orologio” (anche se su scala decisamente ridotta) ai danni del boss di turno (un Jack Palance che ricorda molto il Norman Shelly del coevo “Squadra antiscippo”) che prima viene beffato e poi tenta di rifarsi. Erroneamente etichettato come poliziesco (in realtà nel film non c’è la minima ombra di un poliziotto), “I padroni della città” è un riuscitissimo cocktail di noir e commedia che scorre via per 90 minuti in modo estremamente piacevole, girato con pochissimi mezzi rispetto ad altri film precedenti di Di Leo e si vede (nel prologo iniziale Jack Palance spara al ralenty sei colpi di pistola al povero Fulvio Mingozzi che cade in terra senza avere sul corpo nemmeno la traccia di un colpo in arrivo!), ma sempre con quel piglio autoriale che contraddistingue tutti i lavori del regista pugliese prodotti in quei magici anni…

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Tony (Harry Baer) è un giovane picchiatore che si occupa del recupero crediti per conto del laido Luigi Cerchio (Edmund Purdom), un piccolo usuraio che gestisce anche un circolo di biliardo e una bisca clandestina. Tony si dimostra in gamba, riesce quasi sempre a farsi pagare (ricorrendo anche alle maniere forti) e vorrebbe godere di maggiore considerazione all’interno della cricca di Luigi, dove invece è mal visto soprattutto dallo spavaldo Peppe (Enzo Pulcrano) che lo provoca in continuazione. Una sera, nella bisca di Luigi, il giovane Ric (Al Cliver) perde a carte e, accortosi che al tavolo si stava barando, tenta di reagire ma viene picchiato e sbattuto fuori. Il ragazzo però minaccia una ritorsione avvisando di essere uno degli uomini dello sfregiato Manzari (Jack Palance), un pericoloso boss. Detto fatto: Manzari si presenta nella bisca insieme ad alcuni sgherri e, con fare minaccioso, intimorisce gli astanti, si fa consegnare tutto ciò che c’è in cassa (3 milioni di lire) e stacca un assegno per lo stesso importo sfidando i presenti ad andarlo a cambiare nel suo ufficio il giorno dopo. Dopo aver impartito questa lezione, Manzari ne ha anche per Ric: lo fa picchiare dai suoi scagnozzi e lo caccia dalla sua banda, ritenendolo inadeguato per essersi fatto fregare in un posto così squallido. Tony lo soccorre e gli offre ospitalità in casa sua. Il giorno dopo nel covo di Luigi Cerchio c’è fermento: la figuraccia rimediata la sera prima brucia moltissimo ma Luigi non ha certamente il coraggio di andare dallo sfregiato a riprendersi i soldi… Tony, in uno slancio di superbia, si offre volontario e Luigi gli consegna l’assegno. Messo da parte il suo atteggiamento sprezzante e la sua boria, Tony si rende conto di averla fatta grossa ma Ric gli propone di tirare un bidone (un “orologio”) a Manzari. Costui copre le sue attività illecite dietro la facciata di un ufficio che si occupa di import-export e quindi il giorno dopo bussano alla sua porta Tony e un attore, entrambi travestiti da finanzieri: i due fanno finta di dover effettuare una verifica fiscale su tutti i conti della società. Mentre l’attore, spacciandosi per capitano della finanza, si mostra inflessibile e rigoroso e comincia a spulciare tra le carte, Tony fa capire ad uno dei luogotenenti di Manzari che non disdegnerebbe una mazzetta per coprire eventuali irregolarità. Avvisato precipitosamente al telefono, Manzari fa consegnare 10 milioni di lire ai due che quindi lasciano l’edificio. Il giorno dopo Luigi viene informato della bravata di Tony che gli riconsegna i suoi 3 milioni, comincia ad aver paura della vendetta dello sfregiato e lascia prontamente la città. Lo stesso consiglio viene rivolto a Tony e a Ric dall’ amico Vincenzo Napoli (Vittorio Caprioli), ex borseggiatore e ladruncolo ormai anziano (nonché assiduo frequentatore della bisca di Luigi) che dispensa sovente lezioni di morale ai criminali in erba. Ma i due ragazzi hanno in serbo per Manzari ancora qualcos’altro…

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Come sempre molto incisive le musiche del fidatissimo Luis Enriquez Bacalov che scandiscono il tempo con l’inconfondibile marchio di fabbrica del semplice ma efficacissimo ticchettìo ossessivo. Inoltre la starlette teutonica Gisela Hahn si lancia anche nell’interpretazione di un brano musicale (“I love you just the same” di Silvano Spadaccino) in una scena girata nello stesso night club (lo Scarabocchio) dove già ballava Nelly Bordon (al secolo Barbara Bouchet) in “Milano calibro 9″. Consigliato.

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Cast principale:

Jack Palance

Harry Baer

Al Cliver

Vittorio Caprioli

Gisela Hahn

Edmund Purdom

Regia: Fernando Di Leo

Edizioni in dvd: Rarovideo

Formato video 1,85:1 letterbox

Edizioni in blu ray: Rarovideo

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. mauro ha detto:

    visto sabato mattina all’alba! cofanetto blu ray usa – coincidenza… vittorio caprioli giganteggia – a presto giulio!

  2. johntrent70 ha detto:

    Il cofanetto in blu ray “Di Leo Crime Collection” è imprescindibile. 🙂

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