Una ragione per vivere e una per morire (1972)

Pubblicato: 7 luglio 2013 in Western

una ragione per vivere e una per morire

Avvincente e tesissimo spaghetti western diretto dallo specialista Tonino Valerii che ricalca nel plot l’idea di base di “Quella sporca dozzina” (dal quale prende anche uno degli attori, Telly Savalas): un gruppo di 7 uomini viene salvato dalla forca un attimo prima che gli si spalanchi la botola sotto i piedi e viene ingaggiato per una missione suicida; se riusciranno nell’impresa saranno considerati liberi. Se l’idea di base non è originalissima va detto che Valerii, insieme allo specialista Ernesto Gastaldi, scrive a 4 mani una sceneggiatura di ferro che incolla letteralmente lo spettatore alla sedia e va avanti senza pause con continui ed emozionanti colpi di scena. Il cast è di tutto rispetto: si comincia con James Coburn, (il “Sean Sean” del fortunatissimo “Giù la testa” di Sergio Leone), si continua con un ottimo Bud Spencer (che fornisce senza alcun dubbio una delle sue migliori interpretazioni in carriera) e con Telly Savalas (doppiato da Renzo Palmer!), cattivissimo maggiore sudista con non troppo velate tendenze omosessuali nei confronti di un ufficiale (Fabrizio Moresco). Tra i fetentoni scampati alla forca spicca per simpatia il grande Ugo Fangareggi che viene arrestato mentre si stava ingozzando allegramente in un emporio durante l’ora di chiusura aspettando che il suo complice Bud Spencer lo avvisasse del ritorno del proprietario mediante un fischio (peccato che il buon Bud non sapesse fischiare!)… Un film stupendo e stranamente poco celebrato.

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La vicenda è ambientata nel 1862 durante la guerra di secessione americana, con la proclamazione della legge marziale anche per reati minori. Proprio a causa di uno di questi reati (presunto furto in una chiesa) il ladrone Elì Sampson (Bud Spencer) viene arrestato da una brigata nordista insieme ad un uomo misterioso (James Coburn) che credono suo complice. I due vengono condotti in un forte nordista ma si scopre ben presto che il bel tenebroso è addirittura un ex colonnello dell’esercito nordista, Penbroke, espulso con l’accusa di tradimento per aver consegnato ai sudisti Fort Holman senza opporre resistenza. Penbroke, uomo tutto d’un pezzo e assai poco incline alla resa, parla con il maggiore Ballard (José Suarez) e si offre di andare alla riconquista del forte con l’aiuto di 7 uomini condannati a morte: poco prima che gli stessi vengano impiccati sul patibolo Penbroke promette loro la grazia se lo aiuteranno in questa missione disperata. Naturalmente accettano tutti e tra loro c’è anche Elì. Una volta messisi in marcia, Penbroke si rende conto di dover dare al suo manipolo di manigoldi scampati alla forca una ragione concreta per spingerli ad aiutarlo e quindi millanta la presenza all’interno di Fort Holman di un ingente quantitativo d’oro sottratto ad una banca sudista e ben occultato. Ingolositi da questa prospettiva tutti sposano la sua causa ma, in realtà, ciò che lo spinge alla riconquista del forte che lui stesso aveva abbandonato in precedenza è il desiderio di vendetta nei confronti del maggiore sudista Ward (Telly Savalas): costui aveva in ostaggio proprio il figlio del colonnello e aveva promesso di liberarlo nel momento in cui Penbroke si fosse arreso ma, una volta ottenuto il forte, aveva invece fatto fucilare il ragazzo e aveva quindi macchiato per sempre Penbroke dell’accusa di tradimento. Fort Holman si trova in un punto strategico in quanto è posto su una collina dalla quale domina una vallata e presidia una strada sotterranea che attraversa una montagna; oltre alla porta principale l’unico altro punto di accesso è dato da un ponte sospeso che da un lato sbuca su di un pulpito continuamente sorvegliato da sentinelle e dall’altro dà su una galleria che conduce all’interno del forte. Grazie all’aiuto fondamentale di Elì, che riesce ad infiltrarsi nel forte dopo aver rubato una divisa sudista, i nostri eroi riescono ad arrampicarsi fino al pulpito ma non sanno che il ponte è minato e basta azionare una leva per farlo saltare…

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Magniloquente e, a tratti, epica la colonna sonora di uno strepitoso Riz Ortolani che dimostra il suo personalissimo stile accompagnando molte scene con un tamburo da parata incredibilmente incisivo e predominante. Curiosamente nel trailer originale d’epoca (che spoilera incredibilmente molte scene chiave) viene utilizzato in sottofondo il tema principale de “I giorni dell’ira”, tratto dalla colonna sonora originale del film omonimo (anch’esso diretto da Valerii) e sempre, ovviamente, scritto da Ortolani.

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Cast principale:

James Coburn

Bud Spencer

Telly Savalas

Reinhard Kolldehoff

Benito Stefanelli

Ugo Fangareggi

Fabrizio Moresco

Regia: Tonino Valerii

Edizioni in dvd: Medusa

Formato video 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. Veramente molto bello questo film che, come giustamente dici tu, trae più di uno spunto da western precedenti e più famosi (ho notato qualche similitudine con la scena finale de “Il Mucchio selvaggio” ad esempio…), ma si esprime davvero al meglio sia in termini di sceneggiatura, che di regia e di recitazione.

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