Anna quel particolare piacere (1973)

Pubblicato: 29 settembre 2013 in Noir

anna quel particolare piacere

Ardita e riuscita commistione di vari generi (al soggetto hanno collaborato Sauro Scavolini e Luciano Martino e alla sceneggiatura finale hanno messo le mani anche Francesco Milizia ed Ernesto Gastaldi), “Anna quel particolare piacere” è sicuramente uno dei film cult per eccellenza interpretati da Edwige Fenech. La sua difficile inquadratura in un solo genere lo rende inconsueto ed estremamente originale, una sorta di particolare ibrido che spazia dal melodramma nero al gangster movie puro, lambendo trasversalmente anche il poliziesco e il lacrima-movie. La Fenech si conferma attrice di spessore nei panni della fragile e fin troppo provata Anna (in barba a chi vuole ricordarla solo per le sue nudità che, comunque, anche stavolta non mancano) e Corrado Pani dà vita ad un personaggio malavitoso odioso, terribile e indimenticabile; Richard Conte è ancora una volta presente nei panni di un boss milanese (con la sua pettinatura che riesce sempre a sconvolgermi) mentre John Richardson è il dottore dal cuore d’oro ed è forse il personaggio più triste dell’intera vicenda. Giuliano Carnimeo dirige ottimamente con un gran senso del ritmo e si conferma un ottimo regista, cosa ampiamente dimostrata in tutti i generi e sottogeneri da lui frequentati in carriera. Un film in grado di accontentare diversi palati e che naturalmente consiglio, nonostante la furbata del titolo che sembra quasi far intendere che si tratti di una sorta di porno soft; probabilmente il grande successo di alcuni film sexy interpretati dalla Fenech come “Quel gran pezzo della Ubalda tutta nuda e tutta calda” e “Giovannona Coscialunga disonorata con onore” avrà convinto i produttori a proporre un titolo più ammiccante per solleticare una fetta di pubblico più vasta…

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Pronti via e si comincia, nell’alba milanese, con un agguato ai danni di Guido (Corrado Pani), un bieco spacciatore senza scrupoli nonchè carognone senza pari. Gli sparano da un auto in corsa ma riesce miracolosamente a rimanere illeso mentre invece viene colpito ad una spalla lo sgherro che era con lui (Antonio Casale). L’agguato si inquadra in una serie di regolamenti di conti tra la banda di Sogliani (Richard Conte), cui è affiliato Guido, e quella dello sclerotico Zucco (Ettore Manni). Il buon Zucco, messo al corrente dai suoi killer che Guido è riuscito a scampare alla morte, non ha nemmeno il tempo di riorganizzarsi che già si ritrova con il suo rifugio dato alle fiamme: a farne le spese sono proprio i suoi 2 killer (che rimangono intrappolati all’interno e finiscono bruciati vivi) mentre lui si dà alla macchia in Svizzera. Guido viene spedito momentaneamente in provincia, a Bergamo, in una sorta di esilio temporaneo in attesa che si calmino le acque ed è lì che conosce la bella Anna (Edwige Fenech), cassiera in un bar (il primo fatale incontro tra i due è scandito dalle note di “Pazza idea” di Patty Pravo diffuse da una radio). Anna risulta inesorabilmente attratta dal fascino maledetto di Guido e comincia a frequentarlo, scoprendo ben presto a sue spese che il nostro non è certamente una persona per bene, visto che ha anche l’abitudine di alzare le mani su di lei spesso e volentieri (la giovane riceverà sonore sberle e schiaffoni ad ogni minimo tentativo di contraddirlo). Guido, a volte, si dimostra anche dolce ma poi è capace di trasformarsi repentinamente in una persona orrenda, spietata e aggressiva; la prende con la violenza e la utilizza come insospettabile corriere della droga. Anna, perdutamente innamorata e al contempo fragile e indifesa, non ha la forza di opporsi e subisce passivamente ogni sorta di angheria ma siamo solo all’inizio: Guido rientra a Milano, la porta con sé e la spinge finanche a prostituirsi con alcuni frequentatori facoltosi della bisca di Sogliani per ingraziarselo ulteriormente. Umiliata e mortificata senza scampo, Anna scopre di essere incinta ma Guido vorrebbe che abortisse. La donna, però, è più che mai decisa a tenere il bambino e solo a questo punto trova la forza di fuggire a Roma ,trovando il conforto dell’amica Loredana (Laura Bonaparte) che le offre un lavoro come cassiera in una libreria, mentre contemporaneamente Guido viene arrestato per traffico di stupefacenti: verrà condannato a 6 anni di reclusione. Sono trascorsi 5 anni, Anna ha avuto un maschietto (di nome Paolo) e in una drammatica sera è costretta a portarlo in ospedale per una crisi respiratoria: sembra che la situazione precipiti ma fortunatamente uno scrupoloso dottore, Lorenzo (John Richardson), riesce a salvarlo e si innamora di Anna. Tra i due inizia una liaison e Lorenzo è davvero innamoratissimo; naturalmente il buon uomo non sa nulla del vorticoso passato di Anna ma il suo drammatico vissuto ritorna a presentarle il conto allorchè Guido esce in anticipo dal carcere per un’ amnistia ed è deciso più che mai a riportarla di nuovo a Milano con lui per farle riprendere la vecchia vita…

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Colonna sonora interessante di Luciano Michelini che alterna temi romantici (con voce solista della solita Edda Dell’Orso) ad altri più easy listening e funky. Probabilmente Michelini è, a torto, tra i compositori italiani di colonne sonore più sottovalutati e meno acclamati. Ma non dal sottoscritto, naturalmente…

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Cast principale:

Edwige Fenech

Corrado Pani

Richard Conte

John Richardson

Laura Bonaparte

Corrado Gaipa

Ettore Manni

Regia: Giuliano Carnimeo

Edizioni in dvd: Alan Young

Formato video 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. Emanuele ha detto:

    ottimo film con una fenech davvero brava in un ruolo drammatico! Peccato non ne abbia fatti di più cosi…

  2. Beh, non si può certo rimanere indifferenti a questa pellicola, sebbene non sia granchè originale come soggetto e contenuti. Commistione di generi, hai detto bene, sapientemente amalgamati con l’aiuto del carisma di due attori molto peculiari ed efficaci. Bel prodotto “settantiano” con Edwige al top.

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