Italia a mano armata (1976)

Pubblicato: 14 ottobre 2013 in Poliziesco

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Dopo aver lanciato Maurizio Merli come commissario di ferro in “Roma violenta”, il regista Marino Girolami (sempre celato dietro il suo pseudonimo Franco Martinelli) riprende in mano la sua creatura che gli era stata momentaneamente “scippata” da Umberto Lenzi in “Napoli violenta”. Torna quindi a dirigere Merli nel ruolo del commissario Betti e conclude un’ideale trilogia che, nel finale, ripropone (ma stavolta senza ambiguità) uno scenario che nel primo capitolo veniva soltanto “ipotizzato”. Chi ha visto i 2 film (e ci metterei anche il capostipite “La polizia incrimina, la legge assolve” di Castellari, dal quale hanno tratto ispirazione) saprà certamente cosa voglio dire… E’ un finale nichilista e spiazzante che conclude in maniera inusuale (e quindi direi ottimale) le gesta del commissario Betti che così si dimostra meno indistruttibile (e quindi più aderente alla realtà) rispetto ad altri suoi colleghi del grande schermo. Probabilmente Girolami voleva già terminare così il primo film (ma non lo sapremo mai), giacchè la scena è praticamente identica: in “Roma violenta” Merli usciva da una clinica nella quale era ricoverato il povero Ray Lovelock (paralizzato su una sedia a rotelle) e qui invece esce dall’ospedale dove la medesima sorte è toccata a Raymond Pellegrin… Visto l’allegro proliferare di pellicole poliziesche che, già dal titolo, inquadravano il contesto cittadino nel quale si svolgevano (i già citati “Roma violenta” e “Napoli violenta”  cui aggiungo “Milano violenta”, “Torino violenta”“Roma a mano armata” e “Genova a mano armata”), Girolami sceglie un titolo territorialmente più vasto perchè l’azione si sviluppa in 3 città italiane (prima Torino, poi Milano e infine Genova) e quindi abbraccia idealmente quasi l’intera penisola italiana in una immaginaria spirale di criminalità. Teso e ricco di momenti serrati, non raggiunge i picchi di violenza del primo film ma va comunque giù abbastanza duro ed è un ottimo poliziesco. Consigliato.

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Il commissario Betti (Maurizio Merli) indaga a Torino sul sequestro di uno scuolabus sul quale viaggiavano una mezza dozzina di bambini. Il rapimento è stato messo in atto da 4 balordi senza scrupoli e uno di loro, Mancuso (Sergio Fiorentini), già noto alle forze dell’ordine, non resiste alla tentazione di cercare di stuprare una giovane ragazza in bici che sta casualmente transitando proprio nei pressi del luogo dove sono stati nascosti i bambini sequestrati; ciò porta ad una denuncia da parte della ragazza (che era riuscita a divincolarsi e a sfuggire all’aggressore) e conduce la polizia a scoprire il nascondiglio che si trova in una campagna nei pressi di Milano. Betti raggiunge subito il posto insieme al suo amico commissario Arpino (Raymond Pellegrin) ma è costretto a dare il via libera ai 4 balordi che minacciano di uccidere i bambini e sparano ad uno di loro (in realtà il bambino era gravemente malato e quindi già morto per cause naturali). Ma Betti non si arrende: dopo il ritrovamento del Mancuso carbonizzato in una macchina (evidentemente per ritorsione per essere stata la causa del fallimento del rapimento) riesce ad assicurare alla giustizia 2 componenti della banda mentre il terzo muore dopo essersi schiantato contro un albero al culmine di un clamoroso inseguimento. Pur non avendo prove concrete, Betti è convinto che dietro al rapimento dei bambini ci sia la mano di Jean Albertelli (John Saxon), uomo d’affari e trafficante di droga, e si mette alle sue calcagna raggiungendolo a Genova. Qui, con l’aiuto di una talpa e sua vecchia conoscenza, il borseggiatore Cacace (un Toni Ucci che tenta di parlare in napoletano in maniera francamente inascoltabile!), riesce quasi a pizzicare Albertelli ma qualcosa va storto… Un piccolo dubbio personale: possibile che non fosse disponibile nessun attore napoletano per vestire i panni di Cacace senza adattare un romano verace in quel ruolo? Toni Ucci (seppur bravo) è davvero poco credibile come napoletano! Un Vittorio Caprioli o un Enzo Cannavale sarebbero stati perfetti…

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La colonna sonora, affidata al grande Franco Micalizzi, conferma anche stavolta il suo solidissimo marchio di fabbrica adrenalinico e incendiario con il suo tipico funky accompagnato da una robusta sezione di fiati. Assolutamente esaltante. Ciò che invece non esalta affatto è ancora l’inspiegabile assenza di questo film in dvd nell’anno di grazia 2013. Speriamo che qualcuno si svegli e si decida ad editarlo, prima o poi…

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Cast principale:

Maurizio Merli

Raymond Pellegrin

John Saxon

Toni Ucci

Mirella D’Angelo

Regia: Franco Martinelli (Marino Girolami)

commenti
  1. Per me, uno dei migliori col grande Maurizio Merli.

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