Il sorriso del grande tentatore (1974)

Pubblicato: 4 novembre 2013 in Drammatico

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Il cinema di Damiano Damiani non è mai stato banale e si è incentrato soprattutto su temi di denuncia sociale e impegno civile. Questa sua pellicola esce decisamente fuori dagli schemi ed è estremamente particolare e affascinante nell’affrontare tematiche spiritualiste e delicate: non solo la chiesa cattolica non viene risparmiata da affondi pesanti ma si affrontano anche situazioni piuttosto scabrose come i rapporti tra chiesa e nazismo e l’incesto. Forse è un po’ troppo ambiziosa e la carne al fuoco è davvero tanta (e probabilmente è per questo che non tutti gli interrogativi trovano risposte, sfociando in un finale aperto che ne aumenta il fascino)… Inoltre la confezione è estremamente elegante e la fredda fotografia di Mario Vulpiani esalta in maniera decisiva le tristi pareti grigie dell’istituto religioso nel quale si svolge tutta la storia. Tra i protagonisti spiccano una algida Glenda Jackson nei panni di Suor Geraldine e una bellissima e tormentata Lisa Harrow che regala anche un clamoroso e inaspettato nudo integrale full frontal. Tra gli uomini la solita nota di merito va ad un altero e ambiguo Adolfo Celi e ad un angosciato Gabriele Lavia (il cui interessante personaggio si vede, purtroppo, troppo poco) mentre Claudio Cassinelli, qui al suo primo ruolo da protagonista, sembra un po’ troppo “legato” ed è poco incisivo (nonostante il solito, ottimo, doppiaggio del grande Sergio Graziani). Piccolo cameo anche per Ely Galleani nel finale. Da vedere.

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Roma. Lo scrittore agnostico Rodolfo Solina (Claudio Cassinelli), specializzato in studi storici, viene avvicinato da monsignor Badenski (Arnoldo Foà), un prete polacco. Dopo averlo riempito di complimenti, Badenski propone a Solina di aiutarlo nella stesura di un suo memoriale: egli era stato attivo in Germania durante la seconda guerra mondiale e, per mettere fine alle presunte calunnie sul suo conto (si dice che avesse appoggiato i nazisti), vorrebbe presentare ai suoi superiori un manoscritto contenente la sua verità che possa servire anche come linea difensiva. Badenski alloggia nell’istituto S. Maria Ausiliatrice, un convitto religioso, e convince Solina a stabilirsi lì pagandogli la retta anticipata di un mese. Ed è così che Solina comincia ad entrare in contatto con il piccolo, misterioso e affascinante microcosmo che si è creato all’interno di quelle mura. Innanzitutto viene colpito dalla bellezza dell’amministratrice Emilia Contreras (Lisa Harrow), una donna di origini boliviane che si mostra estremamente rigida e inflessibile nell’eseguire gli ordini della madre superiora suor Geraldine (Glenda Jackson), direttrice e fondatrice del convitto. Poi stringe amicizia con un altro ospite, il giovane principe Ottavio Ranieri d’Aragona (Gabriele Lavia) che comincia a fargli confidenze sui vari personaggi che dimorano abitualmente nell’istituto. Gli rivela che la Contreras, che era sposata con un ufficiale della polizia boliviana che torturava i ribelli, dopo essersi invaghita di un giovane appartenente al fronte rivoluzionario clandestino, aveva fatto cadere il marito in un’imboscata che gli era costata la vita proprio ad opera del suo amante; condannata a morte, era poi riuscita a scappare in Italia trovando rifugio nel convitto. Poi c’è il vescovo cubano Marquez (Francisco Rabal) che non ha mai fatto mistero di appoggiare apertamente il regime di Castro. Poi c’è padre Monaldi (Nazzareno Natale), un ex prete operaio che aveva causato in fabbrica tumulti e scioperi che erano anche costati la vita ad alcuni operai. Poi c’è il professor Villa (Enrico Ribulsi), un teologo che si è sempre distinto per le sue posizioni eretiche. Insomma tutti questi personaggi “scomodi” hanno trovato ospitalità nel convitto di suor Geraldine, protetti dalla chiesa e nascosti al mondo… Perchè? Anche il principe Ottavio ha il suo terribile segreto: ama incestuosamente sua sorella e, dopo essere stato scoperto dai genitori, è stato relegato nel convitto sotto la tutela del confessore gesuita padre Borelli (Adolfo Celi); inoltre gli è stato vietato di telefonare a casa e di avere contatti con l’esterno proprio per tenerlo separato dalla sorella, spedita in collegio a Boston. Dopo tutte queste rivelazioni Rodolfo cerca di aiutare Ottavio ad avere informazioni e telefona a casa sua spacciandosi per l’antiquario di famiglia, venendo così a sapere che la sorella è tornata a Roma. Tuttavia, Ottavio apprende la notizia non da Rodolfo ma bensì da suor Geraldine durante una delle riunioni segrete tenute dalla madre superiora alle quali sono sempre presenti padre Badenski, la Contreras, il vescovo Marquez, il prof. Villa, padre Monaldi e padre Borelli: in queste riunioni si svolgono praticamente delle vere e proprie confessioni di gruppo nelle quali vengono messi pubblicamente a nudo i peccati e le debolezze di ognuno, sadicamente evidenziati dalla diabolica suor Geraldine che infligge anche le relative punizioni (tipo il digiuno). Sconvolto dal sapere che la sorella è a Roma e angosciato dal non poterla rivedere, Ottavio si suicida. Suor Geraldine, che vive nel culto di S. Teresa d’Avila, spinta da un senso di colpa, si impone il cilicio per espiare. Intanto Rodolfo, tra un capitolo e l’altro del memoriale di padre Badenski, continua ad aggirarsi curioso tra le mura del convitto tentando di carpirne gli oscuri segreti e, spiando la Contreras attraverso un buco nella parete (le loro due stanze sono confinanti), la scopre a masturbarsi e ad avere un’attenzione quasi morbosa nei confronti di un piccolo gattino che tiene sempre chiuso in camera. Un giorno questo gattino scompare nel nulla: la Contreras è disperata ed è convinta che sia stato ucciso per punirla dei suoi atti di autoerotismo. A questo punto, per ripicca nei confronti di suor Geraldine, si concede carnalmente a Rodolfo… I due si innamorano ed Emilia decide di abbandonare il convitto per andare a convivere con Rodolfo. Anche altri personaggi (il vescovo Marquez, padre Monaldi e padre Badenski) decidono di andar via. Ma fuori da quelle mura non avranno più lo schermo protettivo della chiesa…

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Angosciante ed evocativa è la colonna sonora scritta dal sommo Ennio Morricone che ritorna a battere i sentieri del precedente “Chi l’ha vista morire?”, con i cori ripetuti all’infinito diretti da Paolo Lucci che creano inquietanti atmosfere da film horror. Stavolta Morricone sceglie dei cori gregoriani su testi scritti in latino (da sua moglie!) e coglie nel segno: 3 anni dopo quel furbone di Jerry Goldmsith farà più o meno la stessa cosa e si porterà a casa l’Oscar per la colonna sonora di “The omen – Il presagio”. Resta un mistero ancora irrisolto l’assenza in dvd di questo interessantissimo e misconosciuto film, recuperabile soltanto in qualche occasionale passaggio televisivo in orari notturni impossibili.

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Cast principale:

Claudio Cassinelli

Glenda Jackson

Lisa Harrow

Arnoldo Foà

Adolfo Celi

Gabriele Lavia

Francisco Rabal

Regia: Damiano Damiani

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