Gli occhi freddi della paura (1971)

Pubblicato: 18 novembre 2013 in Thriller

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Thriller di ambientazione londinese (e dal titolo fantastico), angosciante e claustrofobico diretto con esperienza e mestiere dall’eclettico Enzo G. Castellari. La storia si svolge quasi completamente all’interno di una casa e praticamente con soli 4 personaggi (2 ex galeotti e una coppia presa in ostaggio) e la tensione cresce di minuto in minuto fino a quando non si palesano le vere intenzioni dei 2 malviventi che vogliono portare a termine una antica vendetta…La forza del film sta tutta nei verbosi dialoghi che coinvolgono i 4 protagonisti principali e nella suspense che monta sempre di più, attanagliando lo spettatore e sfociando in un finale violento che, invece, è quasi completamente muto. Frank Wolff è una spanna sopra tutti e Giovanna Ralli è davvero uno splendore (con parrucca e senza), mentre Gianni Garko e Julian Mateos svolgono il compitino senza infamia e senza lode, al pari di un Fernando Rey che invece sembra un po’ svogliato. Davvero molto belle alcune scene tesissime con ripetuti e insistiti primi piani sugli occhi dei protagonisti (una scelta stilistica che mi ha ricordato molto Lucio Fulci). Curiosità: nei primi 5 minuti c’è un breve cameo di Karin Schubert che viene aggredita in casa da un maniaco che le taglia con un coltello a serramanico reggiseno e mutandine per poi gettarla sul letto e abusare di lei. Mentre si consuma il fatale amplesso Karin colpisce il tanghero a morte, pugnalandolo alla schiena con un coltello che era nascosto sotto il letto. Subito dopo si accendono le luci e parte un applauso: la scena non era reale ma si trattava di uno spettacolo dal vivo in un club esclusivo. Questa cosa mi ha sempre divertito molto…

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Il giovane e rampante avvocato Peter Badel (Gianni Garko) aggancia in un night una giovane italiana, Anna (Giovanna Ralli). Dopo i convenevoli di rito, Peter invita la donna a casa sua per un drink: il ragazzo è scapolo e vive ancora col padre (Fernando Rey), uno stimatissimo giudice, in una grande villa isolata. Sapendo di avere via libera perchè il padre si tratterrà in tribunale fino a tardi (il giorno dopo sarà impegnato nella prima udienza di un importante processo), Peter allerta telefonicamente il maggiordomo di preparargli l’alcova ma, giunto a casa, ha una sgradevole sorpresa: il poveretto è stato ucciso da un giovane criminale (Julian Mateos) che si è introdotto nella villa. Peter crede che si tratti di una aggressione a scopo di rapina ma in realtà il delinquente attende qualcuno e minaccia Anna e Peter con una pistola. Frattanto il giudice Badel, che ben conosce le abitudini del figlio di portarsi a casa spogliarelliste e/o donnine allegre, chiede la cortesia ad un agente di polizia (Frank Wolff) di recapitargli a mano una lettera con la quale lo ammonisce ad allontanare la donna di turno prima del suo ritorno. Quando vede l’agente bussare alla sua porta Peter tira un sospiro di sollievo ma in realtà sotto la divisa da poliziotto si nasconde proprio il complice del suo aggressore (i due erano stati compagni di cella). Entrato in casa, il nuovo ospite minaccia anch’egli Peter e Anna con una pistola e mette in chiaro le sue intenzioni: racconta di essere stato in prigione 15 anni per una grossa truffa, di essere stato l’unico a pagare con la galera e che il pubblico ministero che lo ha portato alla condanna nel 1955 è proprio colui che poi è diventato lo stimatissimo e inappuntabile giudice Badel. Egli è sicuro che Badel, all’epoca dei fatti, abbia occultato delle prove a carico di altri imputati eccellenti (persone influenti e protette dall’alto), poi prosciolti dalle accuse, per ottenere una sentenza esemplare e avere così un avanzamento rapido di carriera. Lo scopo della sua visita è quindi quello di trovare le prove a carico degli altri imputati (insabbiate da Badel) e di vendicarsi del giudice, uccidendolo (ha collegato una bomba al plastico alla maniglia della porta della stanza del tribunale in cui Badel sta lavorando). Stranamente, nell’archivio del giudice manca proprio il faldone contenente le copie delle sentenze del 1955…

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Purtroppo la visione di questo film è piuttosto ardua: non ricordo passaggi televisivi dalla notte dei tempi e non ci sono dvd con audio italiano. Il tappeto sonoro è costituito dalla musica atonale e sperimentale di Ennio Morricone che spicca con la sua tromba solista nel Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza. Tra il 1966 e il 1976 il Gruppo ha inciso 5 album, dai quali alcuni estratti sono poi diventati colonne sonore di Morricone (penso a “Un tranquillo posto di campagna”, “Giornata nera per l’ariete” e, per l’appunto, “Gli occhi freddi della paura”). E’ musica estremamente particolare e d’atmosfera, ricca di virtuosismi tecnici (la suddetta tromba di Morricone ma anche il pianoforte e le percussioni di Mario Bertoncini) e suoni non propriamente convenzionali (ottoni e archi fusi insieme a suoni distorti causati da lamette sulle corde del pianoforte o chitarre suonate con un archetto da violino!). Un’esperienza sonora raffinata solo per pochi eletti che tocca vette di assoluta genialità…

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Cast principale:

Giovanna Ralli

Gianni Garko

Frank Wolff

Fernando Rey

Julian Mateos

Karin Schubert

Regia: Enzo G. Castellari

Edizioni in Super 8: Avo Film (5 bobine da 120 mt.)

Edizioni in dvd: Salvation (UK), audio inglese

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. Luigi Sala ha detto:

    Molto Bello!!!

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