Mark il poliziotto spara per primo (1975)

Pubblicato: 2 dicembre 2013 in Poliziesco

mark il poliziotto spara per primo

Visto il grande successo di pubblico del primo “Mark il poliziotto” il regista Stelvio Massi e la produzione battono il ferro finchè è ancora caldo e girano subito, nello stesso anno, un secondo capitolo che esce nelle sale in prossimità del Natale del 1975. Anche stavolta soggetto e sceneggiatura portano la firma del “papà” di Mark, Dardano Sacchetti (cui si affiancano lo stesso Massi, Teodoro Agrimi e l’organizzatore generale Raniero di Giovanbattista), e naturalmente Franco Gasparri, indiscussa stella dei fotoromanzi (nonché più bello e affascinante che mai), è straconfermatissimo nel ruolo del giovane commissario. Anche questo sequel riscuoterà enormi consensi e ciò porterà ad un terzo e conclusivo capitolo, che però vedrà qualche differenza nel personaggio di Mark (che infatti, al termine di questa pellicola, darà le dimissioni). L’antagonista principale del bel Mark è, come nel primo film, di nuovo il Benzi interpretato da Lee J. Cobb (che da avvocato trafficante di droga è ora diventato banchiere e presidente di un consorzio bancario) ma, parallelamente alle indagini sui loschi traffici del suddetto, Mark è sulle tracce di una organizzazione criminale dedita ai rapimenti e indaga su un misterioso killer che uccide con un fucile di precisione e si diverte a lasciare enigmi alla polizia. E’ curioso notare come Stelvio Massi utilizzi nel film l’ex campione del mondo di pugilato Nino Benvenuti (che però non è al debutto assoluto in quanto aveva già esordito al cinema nello spaghetti western di Tessari “Vivi o preferibilmente morti”); anche nel primo film della trillogia di Mark era presente un ex pugile (Juan Carlos Duran) e l’anno dopo Massi dirigerà un gangster movie (“Il conto è chiuso”) che vedrà come protagonista assoluto l’ex campione mondiale di boxe argentino Carlos Monzòn. Chissà, forse il compianto regista marchigiano aveva un debole per le facce da boxe…

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Il commissario della Criminalpol Mark Terzi (Franco Gasparri) giunge a Genova per indagare sull’omicidio di una giovane sposa (uccisa sulle scale della chiesa durante il giorno delle nozze) e sul sequestro del commendator Benzi (Lee J. Cobb), un importante banchiere. Il suo look è sempre stravagante e anticonformista: jeans a zampa d’elefante, barba di 3 giorni, capelli lunghi e un grosso cane San Bernardo sempre al seguito. Grazie ad una soffiata, Terzi riesce a liberare Benzi (che era tenuto prigioniero a bordo di una nave in demolizione) dopo aver ucciso uno dei suoi carcerieri ma non riesce a catturarne un altro che si dilegua al culmine di uno spettacolare inseguimento. Terzi riesce però ad identificare il criminale, un certo Morini (Spiros Focàs), e comincia a pedinare la sua donna (Ida Meda). Intanto il killer della sposa colpisce nuovamente: stavolta, con il suo fucile di precisione, uccide un ingegnere edile in un cantiere e comincia a lasciare messaggi ed enigmi alla polizia firmandosi “Sfinge”. L’ingegnere ucciso lavorava per un certo Borelli (Guido Celano), proprietario di un cementificio, e Terzi collega questo delitto con quello iniziale della sposa (che era proprio la nipote del Borelli). Altra coincidenza: Borelli e Benzi si conoscono e hanno spesso concluso affari insieme (Borelli aveva ottenuto alcuni importanti finanziamenti proprio grazie alla banca di Benzi). Parallelamente a questa indagine, Terzi non molla Morini e la pista dei sequestri e, dopo aver saputo che l’uomo è in casa della sua donna, tenta di prenderlo ma anche stavolta non ha fortuna: infatti, dopo aver sparato alla schiena alla poveretta, Morini fugge nuovamente. Ad aiutare Mark nella sua cattura contribuisce la sorella della vittima, Angela (Ely Galleani), che gli rivela il nome dello sporting club dove Morini si reca a fare palestra. Anche stavolta c’è il solito inseguimento ma con esito finale diverso: Morini viene ucciso da Mark all’interno di un cinema (l’Astor) nel quale si sta proiettando il poliziesco “La polizia ha le mani legate” (un simpatico in-joke). Intanto “Sfinge” si fa sempre più audace e comincia a tempestare la polizia di telefonate minatorie e messaggi minacciosi; egli vuole che Benzi si tolga la vita e paghi per tutto il male commesso, altrimenti farà saltare la città (il primo a farne le spese è un giornalista che salta in aria con la sua macchina). Seminando indizi ed enigmi sempre più articolati, “Sfinge” sfida Mark a scovare le bombe che ha piazzato in vari punti della città, in una sorta di frenetica e drammatica caccia al tesoro…

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Interessantissima la colonna sonora funky firmata da Adriano Fabi (con arrangiamenti di Gianni Mazza) che propone una fenomenale main theme (“Mark”) sui titoli di testa interpretata da Sammy Barbot. Altro tema fondamentale è quello dei titoli di coda,un easy listening rockeggiante e un po’ ruffiano cantato dai fantomatici Cashin & Doneway (“So much love”), dei quali però non so praticamente nulla. Curiosamente la main theme di “Mark il poliziotto spara per primo” fu usata, sul finire degli anni ’70, come sigla per alcuni episodi televisivi prodotti dalla P.A.C. dedicati alla commedia all’italiana (la cosiddetta Serie Rubino). Si trattava di alcuni episodi comici estratti da film a episodi ma proposti singolarmente con sigla di testa e coda (provenienti dai film P.A.C. “Amore all’italiana”, “Ridendo e scherzando”, “Tanto va la gatta al lardo”, “Belli e brutti ridono tutti” e “Ride bene chi ride ultimo”). Anche la trilogia di Mark il poliziotto venne riproposta in tv in 12 puntate (Serie Smeraldo) e venne rititolata “Un poliziotto insolito”: la sigla iniziale e finale era però la main theme del terzo capitolo (“Mark colpisce ancora”) di Stelvio Cipriani.

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Cast principale:

Franco Gasparri

Lee J. Cobb

Nino Benvenuti

Ely Galleani

Massimo Girotti

Regia: Stelvio Massi

Edizioni in dvd: Cecchi Gori

Formato video 1,85:1 anamorfico

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