… Continuavano a chiamarlo Trinità (1971)

Pubblicato: 30 dicembre 2013 in Western

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Dopo il clamoroso successo di “Lo chiamavano Trinità…” il regista Enzo Barboni è praticamente “costretto” a girare un seguito, riproponendo la coppia Bud Spencer / Terence Hill: naturalmente anche stavolta la coppia scatenata composta dai due fratelli Trinità e Bambino ne combinerà di tutti i colori, caratterizzando il vecchio west con le loro scazzottate proverbiali. Ebbene, il successo sarà ancora più clamoroso del primo capitolo: oltre ad essere campione di incassi assoluto nel 1971 è, a tutt’oggi, il film più visto nella storia del cinema italiano con quasi 15 milioni di spettatori (in attesa di essere scalzato da… Checco Zalone? Che tristezza!). Stavolta, dopo aver ammirato la sveltezza di Trinità con le pistole, notiamo anche la sua abilità con le carte da gioco (nei primi piani le mani sono “prestate” dal noto prestigiatore televisivo Tony Binarelli) e c’è spazio anche per una storia d’amore (con Yanti Somer, piccola stellina finlandese che ha attraversato trasversalmente negli anni ’70 il cinema italiano di genere). Il cast è arricchito da una baldracchesca Jessica Dublin (Perla, la madre di Trinità e Bambino), da un clamoroso Harry Carey Jr. (icona del western a stelle e strisce degli anni ’50 e ’60) e da un nutrito stuolo di caratteristi in cui spiccano Enzo Tarascio (sceriffo corrotto), Emilio Delle Piane (il perfido Parker), Benito Stefanelli (il criminale Stingary Smith), Pupo De Luca (il fratacchione capo dei missionari) e il divertente Tony Norton (al secolo Antonio Monselesan, noto agli amanti dello spaghetti western come il Veleno antagonista di George Hilton nel dittico dedicato a Tresette), che veste i panni del pericoloso baro Wild Cat Hendriks…

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I due fratelli Bambino (Bud Spencer) e Trinità (Terence Hill), sempre in fuga dalla legge, si ritrovano a casa degli anziani genitori (Jessica Dublin e Harry Carey Jr.) dopo aver rapinato, in momenti diversi, un quartetto di fuorilegge accampato in una radura e intento a cucinare una padellata di fagioli. Al cospetto dei genitori i due mettono da parte gli antichi dissapori e, soprattutto, promettono al padre moribondo di diventare fuorilegge di prim’ordine con una notevole taglia sulla testa. Si mettono dunque in viaggio progettando assalti alle diligenze e altri clamorosi crimini e, dopo aver avvistato un carro fermo per un problema ad una ruota, tentano di rapinarlo: ma, dopo, essersi resi conto di avere a che fare con una povera famiglia di contadini composta da madre, padre e due figli (di cui il più piccolo con evidenti problemi di… aerofagia) i due spietati rapinatori non solo li aiutano a cambiare la ruota del carro ma gli danno anche dei soldi. Inoltre Trinità viene notevolmente colpito dalla bellezza della figlia più grande (Yanti Somer)… Giunti nel villaggio di Tascosa, i due cercano di non dare nell’occhio e, dopo aver incontrato nuovamente la famiglia di contadini, Trinità tenta di far colpo sulla giovane ragazza raccontando che lui e il fratello sono in realtà due agenti federali sotto copertura. Ma qualcuno ascolta la conversazione e la voce comincia a spargersi nel villaggio. Dopo aver vinto una cifra considerevole a poker battendo il temibile Wild Cat Hendriks (Tony Norton) i due stupiscono la comunità con i loro atteggiamenti stravaganti: con i soldi della vincita a poker comperano due vestiti eleganti e si producono in una clamorosa abbuffata nel miglior ristorante, attirando l’attenzione del losco signorotto locale Parker (Emilio Delle Piane) che si dedica al traffico d’armi utilizzando una missione di alcuni frati come insospettabile deposito. Parker decide di corrompere i due “agenti” con 4.000 dollari e i due, dopo aver preso i soldi, decidono di cambiare aria recandosi a San Josè. Ma l’eco della loro presenza li precede e, ivi giunti, vengono avvicinati da un gruppo di peones che denunciano loro tutte le malefatte di Parker. A questo punto Trinità e Bambino decidono di impossessarsi dei proventi illeciti di Parker (circa 50.000 dollari) custoditi dai frati nella missione…

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Dopo aver tenuto a battesimo Franco Micalizzi (no, dico, Franco Micalizzi!) come autore della colona sonora del primo Trinità il regista Enzo Barboni ritenta il colpaccio e fa nuovamente un clamoroso centro proponendo per la prima volta i f.lli Guido & Maurizio De Angelis: già solo per questo tutti (e ripeto ad alta voce TUTTI!) gli appassionati di cinema di genere italiano e di colonne sonore gli dovrebbero eterna gratitudine… Lo stile è leggermente country e la main theme “Trinity stand tall” viene cantata da Gene Roman (al secolo Patrizio Sandrelli) con il coro dei 4 + 4 di Nora Orlandi ; diventerà anch’essa, naturalmente, un piccolo cult.

Again we must travel on to nowhere
even when we were kids we stayed alone…
All the things that we tried just never mattered,
they all shattered, so we packed up and we’ve gone…
Turn the tables around,
then good luck can be found,
you’ve got to be Trinity,
Trinity stand tall…
Turn the tables around,
then good luck can be found,
you’ve got to be Trinity,
Trinity stand tall…
The sun in the morning warms the cold night
what makes you go on to change your mind…
How far down that road you’ve gone a long way
from the first stay when you’ve picked up and gone…
Turn the tables around,
then good luck can be found,
you’ve got to be Trinity,
Trinity stand tall…
Turn the tables around,
then good luck can be found,
you’ve got to be Trinity,
Trinity stand tall…
Trinity, Trinity stand tall…

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Cast principale:

Terence Hill

Bud Spencer

Yanti Somer

Jessica Dublin

Harry Carey Jr.

Enzo Tarascio

Tony Norton

Regia: E. B. Clucher (Enzo Barboni)

Edizioni in dvd: Medusa

Formato video 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. johntrent70 ha detto:

    I classici ci stanno sempre bene. E poi, come da tradizione, nel periodo natalizio “Il mio vizio” propone sempre un film con Bud Spencer e Terence Hill. 🙂

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