Estratto dagli archivi segreti della polizia di una capitale europea (1972)

Pubblicato: 13 gennaio 2014 in Horror

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Delirante e bizzarro horror dal titolo lunghissimo e  ingannevole che potrebbe far pensare ad un poliziesco spionistico e che nella prima mezz’ora sembra un thriller, “Estratto dagli archivi segreti della polizia di una capitale europea” è una sorta di horror gotico moderno adattato ai gusti degli anni ’70. Il film è in “comproprietà” tra Riccardo Freda (che si firma col suo storico pseudonimo Robert Hampton) e Filippo Walter Ratti (autore l’anno prima dell’interessante horror “La notte dei dannati”), chiamato a sostituire lo stesso Freda che era praticamente scappato via dal set per dissidi con la produzione dopo pochi giorni di riprese. La sceneggiatura originale porta la firma di Mario Bianchi ma venne in seguito pesantemente rimaneggiata e rivista per poter inserire forzosamente il girato di Freda, che comunque ha sempre ripudiato il film. Va detto che anche Ratti non è che si sia strappato troppo i capelli per firmarlo e quindi, alla fine, la paternità ufficiale è rimasta in toto a Robert Hampton (ovvero Freda). Il risultato finale è un incredibile guazzabuglio di situazioni strane che, a volte, sfociano anche nel ridicolo involontario ma ha un indiscutibile fascino ed è pieno di scene splatter (opera del grande Carlo Rambaldi) che, per l’epoca, erano abbastanza feroci e shockanti. Almeno 4 momenti sono assolutamente memorabili: 1) il benzinaio fantasma. 2) la mattanza “psichedelica” all’interno della villa. 3) la voce fuori campo di un cronista del telegiornale che parla di massacro alla “Sharon Tate” (e qui non siamo propriamente alla fiera del buon gusto) e sospetta che dietro la strage ci possano essere degli hippies perchè sul luogo è stata ritrovata una chitarra (questo forse li batte tutti!). 4) lo spiegone finale del dottore Paul Muller che lascia semplicemente esterrefatti… Va però detto che le sole presenze del sempre grande Luigi Pistilli, di Luciana Paluzzi e della a noi tanto cara Camille Keaton (“Cosa avete fatto a Solange?” è nel cuore di tutti i cinefili amanti del cinema di genere italiano anni ’70) valgono almeno una visione: l’atmosfera generale è seducente e ci aggiungo anche che la magnifica sequenza della Keaton che, con candelabro in mano, si inoltra nei bui sotterranei scendendo una lunga scalinata con le tende mosse dal vento (e introducendo il pubblico alla svolta horror della storia) è davvero magistrale… E poi, nella nostra ideale stanza chiusa, pellicole così particolari ci stanno sempre bene! Purtroppo chi cerca un’edizione italiana in dvd resterà deluso: anche se il film è passato spesso sulle tv satellitari italiane bisogna necessariamente ripiegare sull’ottimo dvd americano uscito nel 2008 che, fortunatamente, presenta la traccia audio italiana. Buon divertimento!

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4 ragazzi poco più che ventenni stanno trascorrendo insieme le vacanze. L’unica ragazza del gruppetto, Jane (Camille Keaton), nonostante sia fidanzata, flirta con Bill (Tony Isbert), giovane e ricco figlio di papà che esce allo scoperto regalandole una costosissima collana di perle. Inizialmente la collana era destinata a sua madre (Irina Demick) ma, dopo averla sorpresa in casa con un suo giovane amante, Bill aveva deciso di sottrargliela, non ritenendola più degna di possederla. Dopo essere andati in barca a vela e in campeggio i 4 stanno viaggiando di notte a bordo di una Dune Buggy ma restano senza benzina e vengono sorpresi da un temporale nel bel mezzo di una campagna desolata. Fortunatamente trovano una stazione di servizio aperta ma il benzinaio (Josè Calvo) si mostra diffidente e, dopo averli trattati alla stregua di ladruncoli e teppistelli, dà loro una quantità minima di benzina che però finisce dopo poco tempo. Rimasti quindi nuovamente a secco e bagnati fradici, i ragazzi chiedono ospitalità presso l’unica casa incontrata sul loro cammino: si tratta di una enorme villa isolata dall’aspetto piuttosto tetro ma tant’è… Il padrone di casa, Lord Alexander (Luigi Pistilli) si mostra molto gentile e mette a disposizione dei giovani l’ala della villa riservata alla servitù (che si trova in permesso). Anche sua moglie, Lady Alexander (Luciana Paluzzi), sembra cortese e garbata e si mostra molto premurosa soprattutto con Jane… Durante la notte Jane si sente inquieta e, spinta da una strana curiosità, si avventura in giro. Dopo aver attraversato lunghi e oscuri corridoi facendosi luce con un candelabro, scende una lunghissima scalinata e si ritrova all’interno di un salone affollato da una decina di persone. Lì vi sono Lord Alexander e sua moglie con degli ospiti e ciò che sta accadendo non sembra promettere nulla di buono: i due padroni di casa sono dei satanisti convinti e stanno celebrando una messa nera insieme ai loro accoliti… Jane sviene e, dopo essere stata distesa su un altare, sta per essere pugnalata e offerta in sacrificio. A salvarla irrompono i suoi 3 amici, impensieriti dalla sua assenza, che interrompono bruscamente la cerimonia e riescono miracolosamente a sottrarla ad una triste fine, scatenando una clamorosa follia collettiva che parte proprio dall’accoltellamento a Lady Alexander: a quel punto tutti gli adepti cominciano ad urlare e ad uccidersi tra loro in un tripudio di pistolettate, accoltellamenti e teste affettate in due e/o mozzate con una spada. I ragazzi scappano a gambe levate e, lungo la strada, scoprono che la stazione di servizio dove avevano fatto rifornimento è abbandonata e distrutta (in seguito si scoprirà che il benzinaio era già morto 15 anni prima). Bill porta i suoi amici a casa ma sua madre non gli offre ospitalità perchè impegnata con un altro suo giovane amante e, praticamente, li caccia via per non avere seccatori in giro per casa; dà quindi a Bill dei soldi per pagarsi un albergo ma Bill opta invece per la vecchia casa di campagna di suo padre. Ancora sconvolti per l’accaduto, i 4 apprendono da un notiziario televisivo che Scotland Yard sta indagando sul massacro della villa e che il corpo di Lady Alexander è l’unico che manca all’appello. Già, perchè lo spirito di Lady Alexander non ha digerito il fuori programma e ora è sulle tracce dei giovani per vendicarsi…

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Le musiche del Maestro Stelvio Cipriani sono sempre calzanti e ricche di atmosfera; inoltre, perfettamente in linea con il clima di delirio generale della pellicola, vale la pena citare la canzone dei titoli di testa e coda “La vita”, cantata da Ernesto Brancucci (sempre su musica di Cipriani) con un testo quanto mai macabro e pessimista scritto da Riccardo Freda. Ascoltare per credere…

Più breve del trepido battere d’ali
di un insetto morente: questa è la vita…
Più labile di un fiore di neve
sotto il sole cocente: questa è la vita…
Un fiume di lacrime amare
e di inutili ansie e di gioie smarrite
e mai, e mai ritrovate,
sabbia che sfugge tra le dita
invano serrate: questa è la vita…
Un uomo ride felice, la bocca già piena di terra:
danza una donna brulicante di vermi…
Un sogno crudele: questa è la vita…
Tu allunghi una mano nel buio
nella vana ricerca di una mano fraterna
e ferrea una stretta ti trascina
nel nulla, nel nulla, nel nulla…

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Cast principale:

Camille Keaton

Luigi Pistilli

Luciana Paluzzi

Irina Demick

Paul Muller

Regia: Robert Hampton (Riccardo Freda)

Edizioni in dvd: Dark Sky (USA)

Formato video 1,85.1 anamorfico

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