Un’anguilla da 300 milioni (1971)

Pubblicato: 20 gennaio 2014 in Thriller

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“Il Bissa poteva fregarmi… Ma voi…”

E’ davvero difficile inquadrare in un solo genere questa particolarissima pellicola del 1971 di Salvatore Samperi (che probabilmente con questo film firma, a giudizio di chi scrive, addirittura la sua opera migliore). Siamo infatti di fronte ad un bizzarro e atipico cocktail che mescola la commedia, il thriller e il poliziesco: inizialmente il contesto sembra tipicamente da commedia (la scelta di Lino Toffolo come protagonista è emblematica) ma poi vediamo snodarsi una sorta di intrigo giallo con indagine poliziesca davvero avvincente e ben congegnato. Una ottima contaminazione di più generi che rende questo film un prodotto davvero singolare: un ulteriore piccolo e misconosciuto gioiello che ci ha regalato il cinema popolare italiano negli anni ’70. Il merito principale è sicuramente della ottima sceneggiatura, scritta dallo stesso Samperi e da Aldo Lado (qui anche aiuto regista), e della felicissima scelta degli interpreti: se Lino Toffolo non sorprende perché interpreta il solito ruolo a lui congeniale del simpatico e ingenuo bonaccione che si esprime per lo più in dialetto veneto lascia invece stupefatti Mario Adorf nel ruolo di un guardiapesca tontolone ma non troppo… Poi c’è quel vecchio marpione di Gabriele Ferzetti con il suo canagliesco e seducente savoir-fare, una conturbante Senta Berger in versione vedova inconsolabile che ringrazia chi la consola spesso e volentieri e, soprattutto, una bravissima Ottavia Piccolo, tanto bella (il suo topless da splendida 22enne è da mozzare il fiato!) quanto agghiacciante è il personaggio da lei interpretato…

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L’azione si svolge in quel di Caorle (Venezia). Un pescatore di frodo, il Bissa (Lino Toffolo), riesce ad arrotondare la sua misera pensione di ex partigiano (ammontante a 6.000 lire) pescando anguille. Scaltro come una faina, si lascia saltuariamente aiutare in questa attività da un giovane compaesano, Lino (Rodolfo Baldini), e riesce puntualmente a gabbare da almeno 10 anni il guardiapesca del comune (Mario Adorf) nonostante i suoi reiterati appostamenti. Vive in una capanna isolata nei pressi di una palude e conduce una vita piuttosto tranquilla tra una bevuta al bar, una partita a tresette e una battuta di pesca, movimentata soltanto dagli incontri erotici clandestini che è solito avere con l’ “inconsolabile” vedova (e contessa) Spodani (Senta Berger), una donna molto bella a cui quotidianamente piace congiungersi carnalmente con il suo amante all’interno del cimitero e proprio nella cappella ove giace il marito… A movimentare definitivamente la vita del Bissa ci pensa un suo vecchio amico improvvisamente sbucato dal nulla dopo quasi 30 anni: Vasco (Gabriele Ferzetti). In ricordo della loro vecchia amicizia (i due erano stati entrambi partigiani), Vasco chiede al Bissa di ospitare per una decina di giorni nella sua capanna la figlia sedicenne (Ottavia Piccolo) che gli dà mille pensieri e che dovrebbe essere dimessa da una clinica in seguito ad una cura di disintossicazione dalla droga; egli teme che le indagini della polizia, che avrebbero già portato all’arresto di alcune persone facenti parte del giro delle amicizie della ragazza, possano toccare anche la giovane e quindi gli chiede di tenerla lontana da occhi indiscreti fino a quando le acque non si saranno calmate. Bissa accetta di buon grado e rassicura Vasco che penseranno a tutto lui e il fidato Lino; la notte seguente Vasco gli consegna la ragazza raccomandandosi di tenerla nascosta a tutti. Al mattino dopo il risveglio è piuttosto movimentato: la ragazza urla e chiede aiuto ma la capanna è talmente isolata che nessuno può sentirla… Bissa e Lino le spiegano che deve stare lì solo per qualche giorno fino a quando non verrà Vasco a riprenderla e a quel punto Tina (questo è il suo nome) racconta loro di essere stata rapita a Milano il giorno prima e di non conoscere nessun Vasco. Ovviamente Bissa non le crede: per lui il Vasco non farebbe mai niente di simile! Inoltre la convivenza non è delle più semplici: Tina è viziata e indisponente e pretende vestiti nuovi, accessori per il trucco e dischi da ascoltare. Bissa e Lino la accontentano in tutto per non avere problemi e un paio di giorni dopo, mentre è in paese per fare altri acquisti per la ragazza, Bissa riconosce al telegiornale l’automobile del Vasco che è stata recuperata in un torrente dopo un incidente stradale nei dintorni di Bologna. Inoltre vede una foto di Tina sul giornale: la ragazza è stata realmente rapita! Solo a questo punto Bissa realizza che il rapitore è proprio Vasco e che si è servito di lui per nascondere la ragazza in un posto sicuro… Ma ora Vasco è morto, quindi bisogna subito correre alla polizia e raccontare tutto! Tina, però, comincia ad insinuare inesorabilmente il tarlo della paura nei 2 ingenui pescatori: è più facile che la polizia creda alla loro innocenza o che li ritenga complici nel rapimento? In fin dei conti Bissa e Lino la stanno tenendo prigioniera contro la sua volontà… Perché invece non sfruttare questa situazione? Perché non chiedere ugualmente un riscatto e con quei soldi darsi alla fuga tutti e 3 insieme? Per fare ancor più breccia nei cuori dei 2 paesanotti la scaltra ragazza di città racconta di odiare il padre, lo stimatissimo Ing. Tellini, e rivela altri scottanti retroscena: egli non sarebbe in realtà il suo vero padre, avrebbe convinto la madre ad intestargli tutte le proprietà ed avrebbe finanche tentato di usarle violenza all’età di 14 anni. A questo punto i 2 pescatori non hanno scelta: o si improvvisano rapitori e seguono il piano della diabolica Tina oppure Tina li denuncia lo stesso e finiscono in galera senza una lira… Il rapimento della ragazza milanese di buona famiglia comincia ad avere sempre più risalto sulla stampa nazionale all’indomani della richiesta del riscatto: 300 milioni di lire! Ma come si può beffare la polizia e prendere il riscatto senza farsi arrestare? A questo punto entra in campo la proverbiale furbizia del Bissa: mentre Lino, con una telefonata anonima, dà istruzioni alla polizia di depositare i soldi a mezzanotte in laguna sotto un cartello delimitante la zona della riserva di pesca, Bissa fa in modo che giunga all’orecchio del guardiapesca la voce che andrà a pesca di anguille proprio quella notte… Naturalmente il guardiapesca non vuole lasciarsi sfuggire la ghiotta occasione di coglierlo finalmente sul fatto e così avviene: dopo essersi nascosto sotto la sua barca capovolta ed aver ritirato il sacco con il riscatto, Bissa si lascia cadere nelle mani del guardiapesca ed è proprio di lui che si serve per eludere la Polizia. I due, infatti, vengono prontamente fermati da una squadra di agenti che presidia la zona ma vengono, ovviamente, lasciati andare. Una volta lontani dalla zona a rischio, Bissa costringe sotto la minaccia di una pistola il povero e sbigottito guardiapesca a buttarsi in acqua e si allontana nel buio con la sua barca… Il finale della storia sarà amarissimo, sorprendente e beffardo…

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Purtroppo di questo film non vi sono tracce di alcun tipo sul versante home-video (né in vhs né in dvd) ed è un vero peccato perchè andrebbe senz’altro riscoperto. Per vederlo bisogna soltanto sperare in qualche sporadico passaggio televisivo in orari  vampireschi… Se non ricordo male non passa in tv da anni, quindi buona fortuna… Buone anche le musiche di Fiorenzo Carpi, arrangiate da Bruno Nicolai (scusate se è poco!). Da vedere!

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Cast principale:

Lino Toffolo

Ottavia Piccolo

Mario Adorf

Gabriele Ferzetti

Rodolfo Baldini

Senta Berger

Regia: Salvatore Samperi

commenti
  1. F.C.N. ha detto:

    Oddio, questo non lo conosco. Mi hai incuriosito molto!

  2. Attila ha detto:

    Sulle TV locali del Nord Est (ad orari improponibili), qualche volta lo fanno passare… solo che la pellicola, in quei casi, è davvero messa male.

    Cordialità

    Attila

  3. johntrent70 ha detto:

    Eh, che gusto ci sarebbe a scrivere di cose che tutti o quasi conoscono già? 🙂
    Attila, ciò che dici mi intriga: ciò significa che, anche se le tv locali non sono più fucina inesauribile di scoperte (come negli anni ’70 e i primi anni ’80), ogni tanto qualche chicca la regalano ancora…

  4. Alfredo Riva ha detto:

    Questo propio non l’avevo mai sentito… Complimenti per la raritá, adesso lo cerco subito.

  5. Attila ha detto:

    Se non ricordo male, mi pareva di averlo visto la scorsa primavera su una delle reti di Telenuovo (ma potrebbe essere benissimo anche su di una di Televenezia: con l’insonnia tutto si trasforma “nella fotocopia di una fotocopia”… cit.)

    Rinnovo le cordialità

    Attila

  6. Luigi Sala ha detto:

    http://vimeo.com/60250195 Trovato! Bel Film!

  7. Paul Templar ha detto:

    Stimo pochissimo Samperi.L’unico suo film che mi sia piaciuto è Nenè;però mi hai incuriosito 🙂

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