Il mammasantissima (1979)

Pubblicato: 3 febbraio 2014 in Noir

il mammasantissima

“O guappo è nu mestiere. E s’adda sapè fa.”

Dopo l’intenso esordio come attore in “Sgarro alla camorra” di Ettore Maria Fizzarotti del 1973, Mario Merola, che intanto si era meritato sul campo il titolo di Re indiscusso della sceneggiata napoletana e di interprete per antonomasia della canzone classica partenopea, ritorna al cinema dopo 5 anni ed inizia un intenso e fortunato connubio artistico con il regista Alfonso Brescia. Il film chiave è “L’ultimo guappo” e, sempre con la regia di Brescia, il nostro interpreta altre 11 pellicole in 4 anni (tra il 1978 e il 1982): in pratica 3 film all’anno! Era un periodo in cui il cinema popolare italiano, ancora nel pieno del suo fulgore, si rinnovava continuamente inventando nuovi sottogeneri ed è proprio con l’avvento di Merola sullo schermo che Brescia inaugurerà un nuovo filone, quello della cinesceneggiata: si tratta di un cinema a connotazione prettamente locale e dunque non facilmente esportabile al di fuori dei confini napoletani ma che nella regione Campania riscuoterà uno strepitoso successo. Prima però di arrivare a celeberrime trasposizioni cinematografiche quali “Zappatore” (1980), “Carcerato” (1981) o il sommo “Lacrime napulitane” (1981), diretto dal geniale Ciro Ippolito che aveva intuito per primo le potenzialità di Merola scrivendone i soggetti dei primi film e partecipandone alla produzione, il Marione nazionale si confronta con il genere poliziesco (giungendo finanche a recitare accanto ad una sfavillante icona come Maurizio Merli per la regia del Maestro Umberto Lenzi , uno dei registi di punta dell’intero filone). Sotto l’egida di Brescia nasce invece un mix molto particolare tra il “poliziottesco” classico e il melò alla napoletana (che poi prenderà il netto sopravvento nelle produzioni successive): in questa produzione spicca senz’altro “Il Mammasantissima”, film nel quale Merola incarna alla perfezione il personaggio del guappo e dell’uomo d’onore che lo hanno reso celebre nel mondo. In bilico tra poliziesco, cinesceneggiata, drammatico e commedia, “Il mammasantissima” è anche ricco di spunti comici grazie ad una serie di siparietti che vedono protagonisti il giovane Gennarino (Marco Girondino), il classico scugnizzo che si trova più a suo agio nei dedali dei vicoli anziché nelle aule scolastiche, e Lucio Montanaro che interpreta il ruolo del classico cafone ingenuo e sprovveduto che arriva a Napoli per la prima volta e cade nel raggiro del gioco delle 3 carte arrivando a perdere finanche i pantaloni e finendo in questura dinanzi ad un esterrefatto commissario (Nunzio Gallo, per l’occasione doppiato addirittura da Glauco Onorato!)… Nonostante la connotazione, tutto sommato, positiva del personaggio la figura del mammasantissima resta comunque malavitosa e il film ha una sua morale di fondo che si estrinseca nel finale con lo scugnizzo Gennarino che, saggiamente, preferisce tornare sui banchi di scuola anzichè intraprendere una carriera del genere che è destinata a concludersi ineluttabilmente con la galera o con una morte violenta. La locandina, poi, è semplicemente magnifica, con un uomo inginocchiato di “zappatoriana” memoria che bacia la mano destra del nostro in segno di rispetto: altro che il Padrino!

ilmammasantissima1

ilmammasantissima2

Don Vincenzo Tramontano Mario Merola) è un contrabbandiere di sigarette che gestisce una grossa fetta del mercato napoletano. Egli è in contrasto con un suo concorrente, un losco siciliano che si fa chiamare “l’Avvocato” (il sempre perfido Elio Zamuto), ma sa farsi rispettare a suon di sganassoni (e non può non suscitare una certa ilarità l’espressione monolitica di Merola allorquando, nel suo inappuntabile doppio petto gessato, gonfia di botte i fetentoni di turno come farebbe il miglior Bud Spencer). Stimato e rispettato da tutti, Don Vincenzo si fa paladino dei deboli e degli oppressi dimostrando il suo cuore d’oro in più occasioni, ad esempio recuperando la Corona della Madonna della Chiesa di Piazza del Gesù rubata dagli zingari o dando una severa lezione al titolare di un banco dei pegni, Salvatore Bufalo (Biagio Pelligra), spietato usuraio che, tra gli altri, taglieggia una coppia di giovani sposini: in seguito alla loro richiesta di aiuto lo strozzino viene umiliato da Don Vincenzo in piazza, davanti a tutti. Ma, come succede sempre in questi casi, il nostro eroe deve subire uno sgarbo perchè si è fatto troppi nemici: il primo ad entrare in scena è “l’Avvocato” che tenta di soffiargli un carico di sigarette ma il tentativo naufraga grazie alla soffiata del piccolo Gennarino (Marco Girondino) che riesce ad allertare in tempo gli scafisti di Don Vincenzo. Chi invece ci va giù più pesante è Salvatore Bufalo che rapisce e stupra la giovane figlia di Don Vincenzo, Maria (Fabiola Toledo, qui al suo esordio cinematografico), che di lì a poco avrebbe dovuto convolare a giuste nozze. La giovane, in seguito allo shock subito e a un’emorragia interna, muore al culmine di una drammaticissima scena (i prodromi della cinesceneggiata cominciano già ad intravedersi) condita dalle strazianti lacrime della madre (Malisa Longo) e dall’espressione di impotenza del dottore (il regista Alfonso Brescia che si ritaglia un piccolo cameo)… La vendetta di Don Vincenzo non si farà attendere e sarà memorabile: avete mai visto Pulcinella con la pistola in pugno?

ilmammasantissima3

ilmammasantissima4

ilmammasantissimatitoli

Cast principale:

Mario Merola

Elio Zamuto

Biagio Pelligra

Malisa Longo

Fabiola Toledo

Lucio Montanaro

Edizioni in dvd: Cecchi Gori

Formato video 1,85:1 anamorfico

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...