La polizia accusa: il servizio segreto uccide (1975)

Pubblicato: 10 marzo 2014 in Poliziesco

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“Lei è malato di falsa democrazia, commissario…”

Dopo le prodi gesta eversive dei settori deviati delle forze dell’ordine, protagoniste in “Milano trema: la polizia vuole giustizia”, il regista Sergio Martino continua il suo percorso nel poliziesco all’italiana e insiste sulle stesse tematiche. Stavolta, però, entrano in scena addirittura i servizi segreti che puntano ad un golpe in piena regola ed utilizzano tattiche mafiose per eliminare avversari e dissidenti in una serie di omicidi travestiti da suicidi o incidenti (notevole anche il campo di addestramento militare clandestino allestito su una montagna). Il commissario di turno, così come in “Milano trema”, è anche stavolta Luc Merenda. Ad affiancarlo troviamo il grande Mel Ferrer, un nutrito gruppo di ottimi comprimari e caratteristi quali Michele Gammino, Antonio Casale e Carlo Alighiero, le bellezze muliebri di Delia Boccardo e Paola Tedesco e la straordinaria partecipazione di un inusuale Tomas Milian nei panni di un ambiguo ufficiale dei servizi segreti cui il commissario Merenda si rivolge candidamente nel tentativo di sbrogliare la matassa. Il film di Martino è sicuramente uno dei più originali e avvincenti del filone poliziesco italiano e, nonostante qualche dialogo un po’ ridondante (Merenda e Milian in elicottero che dissertano su democrazia e filosofia passando disinvoltamente da Hitler a Mao Tse-tung), merita senza alcun dubbio una visione. Il soggetto originale, scritto a 4 mani da Fabio Pittorru e Massimo Felisatti (illustre coppia di autori in giallo tra le più celebrate) tiene lo spettatore sempre desto e si rivela ricco di colpi di scena soprattutto negli ultimi 10 minuti che conducono all’amaro finale. Assolutamente da vedere (in una mia personale classifica poliziesca questa pellicola di Martino si piazzerebbe tranquillamente tra le prime 5 posizioni)…

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Il film inizia con una carrellata di omicidi e le vittime sono tutti ufficiali dell’esercito. Il primo, un maggiore, si accorge troppo tardi che i freni della sua auto sono stati manomessi e si schianta contro un albero (la scena dell’impatto è riciclata da “Milano trema”). Il secondo, un colonnello a riposo (“Mr. prezzemolino” Tom Felleghi), viene aggredito in casa per poi essere sparato alla testa con la sua pistola, simulando il suicidio. Il terzo, il generale Stocchi (ricordatevi questo nome), viene posizionato, ancora vivo, su delle rotaie e un treno ne dilania il corpo. Dopo questo terribile prologo l’azione si sposta a Roma: il commissario capo della sezione omicidi Solmi (Luc Merenda) sta indagando su un truce delitto avvenuto in una lussuosa villa. La vittima è il proprietario della stessa, un certo Chiarotti (Giancarlo Badessi), perito elettrotecnico, trovato con la scatola cranica sfondata a colpi di attizzatoio. Su una spazzola trovata in bagno il commissario Solmi nota dei lunghi capelli neri femminili, il che significa che probabilmente nella villa doveva esserci una donna… Le indagini, coordinate dal magistrato Mannino (Mel Ferrer), puntano a scoprire come il Chiarotti potesse permettersi una villa del genere e gli inquirenti, spulciando nella sua rubrica telefonica, trovano il numero di telefono di una nota entreneuse, la baronessa Grimani (Clara Colosimo). Solmi e il suo vice Caprara (Michele Gammino) vanno a farle visita e riescono a scoprire che era stata proprio la Grimani a fornire al Chiarotti i servigi di una delle sue “protette”, Giuliana detta la Tunisina (Paola Tedesco), la sera del delitto. Recatisi a casa della giovane prostituta, gli inquirenti la trovano con le vene dei polsi tagliate e il gas aperto… Tuttavia la ragazza, trasportata d’urgenza in ospedale, riesce a salvarsi e in un primo momento confessa di avere ucciso Chiarotti (anche se Solmi non è convinto perchè la ragazza non avrebbe avuto un movente e non avrebbe avuto neanche la forza fisica necessaria per sfondare il cranio di un uomo con 3 colpi di attizzatoio). Successivamente, incalzata da Solmi, la donna confessa di aver assistito casualmente al delitto ma di non conoscere l’omicida, di essere riuscita a scappare e di essere stata sopraffatta in casa sua da qualcuno che avrebbe tentato di ucciderla facendo poi credere ad un suicidio. Intanto una amica giornalista di Solmi, Maria (Delia Boccardo), gli parla per la prima volta della strana “epidemia di morte” che avrebbe colpito alcuni ufficiali dell’esercito morti misteriosamente (e qui ci ricolleghiamo ai primi 3 omicidi del prologo). Solmi però non dà peso alla cosa e intanto scopre che il Chiarotti, oltre ad essere un perito elettrotecnico, era anche un investigatore privato. Una notte un uomo (Carlo Alighiero) penetra nella villa del delitto violando i sigilli; dopo essere entrato in una stanza segreta, nascosta dietro una libreria, cerca di impadronirsi di un nastro magnetico ma viene bloccato dalla polizia che piantonava il luogo. Sul nastro è incisa una conversazione telefonica tra il generale Stocchi (l’ufficiale che finirà sotto il treno) e un fantomatico avvocato Rienzi nella quale si parla di colpo di stato, di addestramento militare e di impegni ai quali il generale ora vorrebbe sottrarsi. Solmi fa avere la bobina al magistrato Mannino ma, al momento dell’ascolto, il nastro risulta smagnetizzato. L’uomo che aveva tentato di rubarlo si qualifica come Remo Ortolani e confessa di essere un agente dei servizi segreti al corrente di alcuni ricatti che il Chiarotti ordiva ai danni di alcuni suoi clienti ma il capitano dei servizi segreti Sperlì (Tomas Milian), contattato da Solmi in veste di consulente, nega di conoscerlo. Ortolani, da poco rimesso in libertà, viene ucciso da un finto agente della polizia stradale e la Tunisina viene rapita dall’ospedale. Miracolosamente fuggita dal covo dei rapitori, viene raggiunta e uccisa ma prima riesce a telefonare al commissario Solmi e a rivelargli il nome dell’assassino di Chiarotti : costui, infatti, indossa un vistoso braccialetto sul quale è inciso il nome Massù. E questo Massù (Antonio Casale) è proprio l’autore, tra gli altri, dei famosi omicidi degli ufficiali. Braccato dalla polizia, Massù viene arrestato in un circolo di boxe e tradotto in carcere ma, durante una rivolta di detenuti, precipita misteriosamente dal tetto. Solmi si rende ormai conto di trovarsi di fronte ad una organizzazione eversiva pericolosa e disposta a tutto…

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Robusta e coinvolgente la colonna sonora di Luciano Michelini che in carriera non ha firmato tantissime soundtrack ma, laddove è stato chiamato in causa, ha sempre lasciato un’ ottima impronta. Come in questo caso. In conclusione tocca ripetermi: un film originale e imprescindibile per chi ama il poliziesco all’italiana o intende avvicinarsi al genere.

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Cast principale:

Luc Merenda

Mel Ferrer

Tomas Milian

Delia Boccardo

Paola Tedesco

Michele Gammino

Regia: Sergio Martino

Edizioni in dvd: NoShame

Formato video 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. cinemadegenere2014 ha detto:

    Filmazzo straordinario!

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