La fine dell’innocenza (1976)

Pubblicato: 28 aprile 2014 in Erotico

la fine dell'innocenza

“La giovinezza è un dono prezioso che non bisogna sprecare…”

Dopo il giallo, il thriller poliziesco e l’horror Massimo Dallamano ritorna al cinema erotico dopo aver già firmato quel capolavoro del genere che è “Venere in pelliccia” (o “Le malizie di Venere” che dir si voglia). Il suo è un ritorno in grande stile, giacchè “La fine dell’innocenza” è un interessantissimo tuffo in situazioni spintissime di matrice “lolitesco-esotica”; infatti l’ambientazione nel lontano oriente di Hong Kong è la cornice originalissima scelta da Dallamano per mettere in scena una serie di nudi sfrontatissimi e clamorosi che soddisfano certamente i desideri vouyeristici del pubblico (e, diciamolo, anche i suoi). Praticamente tutte le attrici coinvolte, anche quelle secondarie, mostrano allegramente le loro pudenda in quello che a volte sembra un autentico festival del vello pubico… In questo contesto svetta su tutti la protagonista del film, ovvero la deliziosa e giovanissima attrice francese Annie Belle (che, naturalmente, è la prima a non sottrarsi all’esposizione delle sue grazie intime); dalla seconda metà degli anni ’70 fino alla fine degli anni ’80 la bella transalpina sarà una delle starlette più apprezzate nel cinema di genere italiano. Nel cast spicca anche la presenza di Ciro Ippolito… Ebbene sì, proprio lui! Parliamo del famoso regista-produttore di “Alien 2 sulla terra”, dei 2 film con gli Squallor (“Arrapaho” e “Uccelli d’Italia”), nonché co-sceneggiatore e regista delle cinesceneggiate con Mario Merola e Carmelo Zappulla. Qui invece è semplicemente attore e marito di Felicity Devonshire (sexy meteora inglese). Va ricordata anche la presenza di una insolita Ines Pellegrini in versione buddhista e con la testa completamente rasata! Naturalmente nessuno si aspetti una sceneggiatura particolarmente ricca e articolata: al regista interessa soltanto mostrare la caduta morale, fisica e psicologica della giovane protagonista, senza sforzarsi troppo. E ci riesce benissimo, creando anche qualche situazione sgradevole (la violenza carnale, la casa da gioco) bilanciata, di tanto in tanto, da qualche siparietto spiritoso che tenta di stemperare il tutto (il cameo iniziale che vede il ciclista Enrico Beruschi che strabuzza gli occhi mentre spia Annie che si spoglia in macchina, la scena lesbo sul canotto con i commenti della coppia di vecchietti). Ogni tanto echi di “Emanuelle” riecheggiano di qua e di là (lì c’era la Thailandia, qui Hong Kong) ma va bene così… Anche la locandina ammicca al punto giusto e fa capire subito a cosa lo spettatore andrà incontro; personalmente vi ho sempre visto una qualche affinità con la storica pubblicità della crema solare Coppertone (anche se lì la bambina era più piccola) ma sarà un problema mio…

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L’anziano Michael (Charles Fawcett) è in partenza per un viaggio d’affari che lo porterà ad Hong Kong e decide di portare con sé la giovane figlia adolescente Annie (Annie Belle) per trascorrere un po’ di tempo con lei. Dopo averla prelevata dal collegio esclusivo in cui la ragazza sta finendo gli studi, i due prendono l’aereo e fanno la conoscenza di Linda (Felicity Devonshire). Linda è una donna molto ricca e influente e, una volta giunti a destinazione e dopo i vari convenevoli di rito, presenta a Michael e Annie suo marito Angelo (Ciro Ippolito) e li invita nella sua esclusiva villa. Michael, non gradendo la compagnia e l’invadenza della coppia, adduce il pretesto di dover partire il giorno dopo per Macao e li liquida, trascinando in albergo quasi di peso Annie, che invece si stava mostrando incuriosita. Ed ecco che, dopo un nudo integrale sotto la doccia, arriva il primo shock per il pubblico: Michael non è il papà di Annie ma bensì il suo amante! La ragazza è infatti rimasta orfana in giovanissima età e da allora Michael si è sempre occupato di lei, in tutti i sensi… Per eccitarsi Michael fa sempre partire una musicassetta sulla quale è incisa della musica che richiama lo score di Wendy Carlos di “Arancia meccanica” e poi soddisfa la ragazza solo oralmente per preservarne la verginità (o forse perchè è impotente, questo non è chiarissimo). Linda e Angelo incontrano nuovamente Michael e Annie la sera stessa mentre sono in compagnia di amici (un’allegra combriccola di gente facoltosa e godereccia che si cornifica a vicenda scambiandosi mariti, mogli e amanti) e si intrattengono con loro. E così, tra una chiacchiera e l’altra, Annie rivela di essere ancora vergine, scatenando la curiosità e il desiderio della fauna maschile… Il giorno dopo accade un imprevisto: Michael viene arrestato (era un trafficante di valuta) ed Annie, rimasta sola, chiede ospitalità a Linda. Da questo momento la sua vita cambierà radicalmente… Dopo i primi approcci intimi con la padrona di casa, Annie perde brutalmente la sua verginità dopo essere stata violentata da qualcuno al buio durante una festa alla quale partecipano numerosissimi invitati. Un grosso anello indossato dallo stupratore al mignolo della mano destra è l’unico indizio che Annie possiede; il mattino dopo Annie noterà l’anello sulla mano di Angelo ma non rivelerà mai l’identità del suo aguzzino. Linda comincia a legarsi sempre di più ad Annie e finisce col trascurare finanche il suo amante ufficiale ma, intanto, Annie scopre di sentirsi attratta da Philip (Al Cliver), un giovane scultore, e quindi decide di fuggire con lui e di abbandonarsi alla passione del vero amore. Ma Linda non ci sta e dà incarico ad Angelo di rintracciarla e riportarla a casa. Angelo non si fa pregare, rintraccia Philip e gli paga 5.000 dollari come “riscatto” per riavere indietro la ragazza. Annie viene quindi letteralmente “comprata” e continua a sprofondare sempre di più nel degrado morale allorchè si trasforma in mero oggetto di piacere atto a soddisfare, alternativamente, entrambi i coniugi in quello che diventa un esclusivo menàge.  L’incontro con una giovane monaca buddhista (Ines Pellegrini) le indicherà una nuova strada da seguire…

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La colonna sonora è composta essenzialmente da un unico brano scritto dal trio Bixio/Frizzi/Tempera, proposto sia in varie versioni strumentali che in versione cantata (sui titoli di testa e coda). Ad interpretarlo è Linda Lee (ovvero Rossana Barbieri, proveniente dal gruppo Daniel Sentacruz Ensemble) e il titolo, curiosamente, prende proprio il nome dell’attrice protagonista, ovvero “Annie Belle”. La voce della Barbieri, dolcissima e quasi bambinesca, si sposa ottimamente con le immagini e sembra proprio conferire quel giusto tocco di ingenuità e “innocenza” alla storia che il regista va a raccontare.

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Cast principale:

Annie Belle

Felicity Devonshire

Ciro Ippolito

Al Cliver

Ines Pellegrini

Charles Fawcett

Regia: Massimo Dallamano

Edizioni in dvd: I.I.F.

Formato video 2,35.1 anamorfico

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