La notte dei diavoli (1972)

Pubblicato: 5 maggio 2014 in Horror

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Tratto dalla novella “La famiglia del wurdalak”, scritta da Alexei Konstantinovic Tolstoj (cugino del più celebre Leon), “La notte dei diavoli” è il secondo adattamento cinematografico della novella appena citata. Il suo illustre predecessore è infatti l’episodio “I wurdalak”, secondo segmento del film ad episodi “I tre volti della paura” diretto da Mario Bava nel 1963 (quindi 9 anni prima). Tra gli appassionati di horror si è spesso disquisito sulle somiglianze tra i 2 film, arrivando al punto di definire “La notte dei diavoli” come un vero e proprio remake del bellissimo film baviano ma personalmente dissento da questa posizione perchè trovo che abbiano in comune solo il testo letterario di partenza e non molto altro. Altrimenti, già solo se pensassimo alla moltitudine di trasposizioni de “Il fantasma dell’opera”, dovremmo parlare di almeno una decina di remake… Rispetto al film di Bava le differenze sono notevoli: il regista Giorgio Ferroni si mostra più fedele all’opera narrativa ma opera due cambiamenti sostanziali traslando temporalmente gli avvenimenti dall’800 all’epoca contemporanea e spostandone l’ambientazione dalla Russia alla Jugoslavia. Inoltre, rispetto al film di Bava, il misterioso contagio che colpisce le persone trasformandole in wurdalak (non-morti simili a zombi) viene portato da una donna e non da un uomo (una misteriosa strega in luogo del brigante turco Alibek), i nipotini che cadranno vittime del vecchio zio ormai divenuto wurdalak sono due (come nella novella) e non uno e il finale ha in serbo un colpo di scena completamente diverso dal film di Bava. Ciò detto, aggiungiamo anche che questo horror osa davvero tanto (eravamo nel 1972!) sul versante delle scene forti (grosso merito di Carlo Rambaldi, curatore degli effetti speciali) e dei nudi: le scene iniziali del delirio del protagonista sono un festival di teste spappolate, teschi rosicchiati dai vermi, artigli che graffiano a sangue zone pubiche femminili e altre piacevolezze (sequenze, queste, che presumibilmente erano, in origine, destinate ai mercati esteri). E non ci dimentichiamo della sequenza del matricidio compiuto a suon di morsi e graffi, delle dita tranciate dallo sportello dell’auto e dell’agghiacciante immagine dei due nipotini trasformati in morti viventi sghignazzanti… Protagonista principale è Gianni Garko, affiancato da una bellissima Agostina Belli (che sfoggia anche un bel nudo integrale) e da una conturbante Teresa Gimpera. Da rimarcare anche la presenza della giovane Cinzia De Carolis (che gli aficionados del brivido tricolore ricorderanno nei panni della piccola Lori ne “Il gatto a nove code”). Ferroni usa l’escamotage del flashback per raccontare la storia e in questo mi ha ricordato molto “La corta notte delle bambole di vetro”: anche lì lo sfortunato protagonista era immobile e riviveva col pensiero i tragici avvenimenti che lo avevano coinvolto… Colonna sonora molto dolce (il tema di Sdenka è una meraviglia!) del grande jazzista Giorgio Gaslini. Da vedere.

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In una radura ai confini della Jugoslavia un uomo ferito e con i vestiti lacerati (Gianni Garko) vaga in stato di shock prima di perdere conoscenza: si risveglierà in ospedale. Il primario (Umberto Raho) e un’infermiera (Rosita Torosh) lo sottopongono a test di ogni tipo ma l’uomo non reagisce e versa in uno stato catatonico. Inoltre, non avendo documenti con sé, risulta impossibile identificarlo. Durante il giorno si mantiene calmo ma, appena comincia a scendere il buio, va in agitazione e trascorre tutta la notte alla finestra. La visita in ospedale di una giovane donna, Sdenka (Agostina Belli), che sostiene di conoscerlo, gli provoca una crisi nervosa e costringe i medici ad immobilizzarlo con una camicia di forza. Sdenka sostiene che l’uomo sia italiano e si chiami Nicola ma, poco dopo, sparisce dall’ospedale lasciando lì la sua borsa… completamente vuota… Attraverso gli occhi di Nicola ripercorriamo quindi in un lunghissimo flashback tutti gli avvenimenti che lo hanno ridotto in quello stato… Nicola è un importatore di legname e, mentre sta viaggiando a bordo della sua auto in una zona boschiva, ha un incidente stradale: l’apparizione improvvisa di una donna che gli aveva tagliato la strada lo fa schiantare contro un albero. Avventuratosi a piedi, l’uomo si imbatte nella capanna di una strana famiglia di contadini, i Ciuvelak. Poichè si sta avvicinando il tramonto il vecchio Gorka (Bill Vanders), il capofamiglia, lo invita in casa e suo figlio Jovan (Roberto Maldera) si impegna a sistemargli l’auto il giorno dopo, con la luce del sole. Nicola avverte subito che il comportamento della famiglia Ciuvelak è piuttosto ambiguo: le porte e le finestre sono sbarrate e sembra che tutti temano il buio imminente. Solo la giovane e bella Sdenka (Agostina Belli) si mostra più cordiale mentre il resto della famiglia sembra piuttosto ostile. Giungendo alla capanna, Nicola aveva notato Jovan e suo padre seppellire un corpo: erano le spoglie del fratello di Gorka, marito di Elena (Teresa Gimpera) e padre di 2 bambine, Irina (Cinzia De Carolis) e Mira (Sabrina Tamborra), morto quel giorno. Nessuno spiega a Nicola di cosa sia morto il poveretto ma, durante la notte, egli riesce a captare una conversazione tra Elena e Jovan scoprendo che l’uomo era già morto da un mese… Mentre il giorno dopo Jovan ripara l’auto di Nicola la piccola Irina gli racconta della terribile maledizione che aleggia sul posto: nei boschi si aggirerebbe una strega (Maria Monti) che vaga durante la notte a caccia di vittime. Le persone prese dalla strega continuano a vivere e sembrano normali ma in realtà si trasformano in Wurdalak, una stirpe di non morti a metà tra gli zombi e i vampiri che sente il desiderio fortissimo di uccidere le persone che più hanno amato in vita per renderli simili a loro. L’unico modo per ucciderli è spaccargli il cuore con un palo di legno. Quello stesso giorno il vecchio Gorka decide di andare per i boschi a caccia della strega ma suo figlio Jovan lo avverte: se non farà ritorno entro le 6 del pomeriggio (e quindi prima che cali l’oscurità) lo ucciderà. La giornata scorre lenta e Jovan si prepara al peggio ma, proprio mentre l’orologio a pendolo sta scandendo l’ultimo rintocco delle 6, Gorka bussa alla porta sostenendo di aver ucciso la strega. Jovan gli crede e lo accoglie in casa ma purtroppo il vecchio non ha detto la verità e durante la notte rapisce la nipotina Irina…

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Cast principale:

Gianni Garko

Agostina Belli

Cinzia De Carolis

Maria Monti

Teresa Gimpera

Umberto Raho

Regia: Giorgio Ferroni

Edizioni in dvd: Rarovideo

Formato video 2,35.1 anamorfico

commenti
  1. Luigi Sala ha detto:

    Filmissimo…Veramente Molto Bello! Al Solito Grazie x Queste Perle che altrimenti rimarrebbero Sconosciute !

  2. cinemadegenere2014 ha detto:

    Film dalle atmosfere di grande impatto. Una regia curata e buone prove degli attori. Il delirio iniziale è un piccolo e sporco gioiello.

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