Una farfalla con le ali insanguinate (1971)

Pubblicato: 19 maggio 2014 in Giallo

una farfalla con le ali insanguinate

1971. Siamo nel pieno boom del giallo “argentiano” e quindi, sull’onda di un successo clamoroso, tantissime pellicole di stampo giallo/thriller cominciano a inondare letteralmente le sale italiane. L’elemento zoologico nel titolo è palesemente una forzatura legata al successo della trilogia iniziata da Dario Argento con “L’uccello dalle piume di cristallo” (e proseguita con “Il gatto a nove code” e “4 mosche di velluto grigio”) ma in questo caso i punti di contatto con il capostipite sono pochissimi. Anzi, probabilmente ce n’è uno solo e consiste nella telefonata del killer che parla con voce artefatta minacciando nuovi delitti. Per il resto gli omicidi avvengono sempre fuori campo (mentre per Argento ogni assassinio era un momento da filmare con estrema cura e attenzione) e la sceneggiatura (firmata dal regista Duccio Tessari e da Gianfranco Clerici) non presenta buchi narrativi o salti logici. Si può dire, senza tema di smentita, che “Una farfalla con le ali insanguinate” sia uno dei gialli più originali dell’intero filone, con un omicidio iniziale e una lunga parte centrale dedicata al processo al presunto colpevole (sembra quasi un legal thriller americano con lunghi interrogatori, arringhe degli avvocati e deposizioni dei testimoni). E poi, dopo un’ora di visione, avvengono un secondo e un terzo delitto che sparigliano le carte e confondono le acque. Il cast è ottimo e va dalla bellissima Carole Andrè (che si vede troppo poco perchè è la prima vittima) alla sempre affascinante Evelyn Stewart (al secolo Ida Galli), passando per Dana Ghia e Lorella De Luca mentre il comparto maschile è composto dall’affascinante Helmut Berger, da “prezzemolino” Silvano Tranquilli, dal “parrucchinato” Giancarlo Sbragia e dal togato Gunther Stoll. Curiosità: in una delle prime scene si vede una fantomatica intervista in uno studio televisivo al calciatore Giorgio Chinaglia (che mi sembra doppiato da Renzo Montagnani!). Orbene, il  buon “Long John” si lascia andare ad uno sfogo sui pochi guadagni dei calciatori e sulla necessità di rivendicazioni sindacali che portino i protagonisti della pedata a guadagnare di più… O tempora… 😀

unafarfallaconlealiinsanguinate1

unafarfallaconlealiinsanguinate2

In un pomeriggio piovoso la giovane 17enne Francoise Pigaut (Carole Andrè) viene uccisa in un parco di Bergamo con 5 pugnalate. L’arma del delitto (un coltello a serramanico) viene lasciata sul posto dall’assassino e molti testimoni sostengono di aver visto un uomo con un cappello e un impermeabile chiaro fuggire dal parco. Mentre il commissario Berardi (Silvano Tranquilli) svolge le sue indagini spunta un testimone chiave: una donna che si era appartata in auto (una vecchia 500!) con il suo fidanzato e che riconosce nell’uomo con l’impermeabile il telegiornalista sportivo Alessandro Marchi (Giancarlo Sbragia). Marchi viene arrestato e, durante il processo, emergono a suo carico prove schiaccianti. Oltre a conoscere la vittima (che era compagna di scuola di sua figlia Sarah ed era stata spesso ospite a casa sua), Marchi viene incastrato da una prova regina: sull’arma del delitto, il coltello a serramanico, ci sono le sue impronte digitali. L’accorata difesa del suo avvocato Giulio Cordaro (Gunther Stoll) non può nulla e Marchi viene condannato all’ergastolo. Con l’uomo definitivamente dietro le sbarre scopriamo che il suo avvocato difensore ha da tempo una relazione con sua moglie Maria (Evelyn Stewart) ma il vero colpo di scena è un altro: viene commesso un secondo delitto con le stesse modalità dell’omicidio di Francoise. La zona è la stessa, la vittima è una prostituta, le ferite da arma da taglio sono 5 e anche stavolta l’arma è un coltello a serramanico abbandonato dall’assassino accanto alla vittima. E non è finita: di lì a poco c’è anche una terza vittima, una giovane baby sitter. Anche stavolta 5 colpi mortali e altro coltellino a serramanico ritrovato. E’ evidente che il colpevole di questi altri 2 assassinii non possa essere Marchi e quindi l’avvocato ricorre in appello invocando l’errore giudiziario, con il decisivo intervento di una supertestimone, Marta Clerici (Lorella De Luca), che in primo grado non aveva potuto testimoniare in quanto all’estero. La Clerici rivela di essere l’amante del Marchi da tempo e che il giorno in cui venne commesso l’omicidio di Francoise era stata tutto il giorno con lui. Marchi viene dunque scarcerato e sua figlia Sarah (Wendy D’Olive) inizia a frequentare un giovane studente del conservatorio, Giorgio (Helmut Berger), che aveva anche testimoniato in favore di suo padre al processo e che si mostra sempre scuro e tormentato…

unafarfallaconlealiinsanguinate3

unafarfallaconlealiinsanguinate4

Due paroline conclusive sulla colonna sonora vanno obbligatoriamente spese. Il Maestro Gianni Ferrio compone uno score estremamente romantico (il tema principale che si ripete spesso durante il film è quasi commovente nella sua bellezza) e sui titoli di testa propone un riarrangiamento dell’incipit del Concerto n° 1 in Si bemolle minore op. 23 per piano e orchestra di Peter Tchaikovsky (in particolare primo movimento allegro non troppo e molto maestoso). Per gli amanti delle curiosità segnalo che che un’operazione pressoché identica era già stata compiuta l’anno precedente da Francesco De masi per la colonna sonora del film “Concerto per pistola solista” di Michele Lupo. Che magnificenza…

unafarfallaconlealiinsanguinatetitoli

Cast principale:

Carole Andrè

Helmut Berger

Giancarlo Sbragia

Evelyn Stewart

Silvano Tranquilli

Wendy D’Olive

Gunther Stoll

Regia: Duccio Tessari

Edizioni in dvd: Medusa

Formato video 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. cinemadegenere2014 ha detto:

    Non l’ho ancora visto ma dopo aver letto la tua recensione lo cercherò sicuramente! Grazie per la visita!

  2. Gianluca P. ha detto:

    la musiche di Ferrio sono stupende, soprattutto l’arrangiamento iniziale, questo film pur non arrivando a toccare apici di straordinaria bellezza, è però interessante per la presenza contemporanea di due assassini, uno dei quali crea volutamente l’alibi all’altro (precedentemente messo dentro per un omicidio che ha commesso veramente, ma ovviamente il pubblico sarà portato a pensare al contrario) copiando il suo modus operandi (un copy-cat praticamente) in modo da farlo scarcerare e poterlo uccidere con le proprie mani. Questa soluzione sarà ripresa poi in altri film gialli più recenti

  3. johntrent70 ha detto:

    Tessari era uno che ci sapeva fare anche nel giallo/thriller, vedasi quel misconosciuto capolavoro che è “La morte risale a ieri sera” (sempre con le musiche di Ferrio che tanto ti sono piaciute)… 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...