Brutti, sporchi e cattivi (1976)

Pubblicato: 9 giugno 2014 in Commedia

brutti, sporchi e cattivi

Commedia nera, anzi nerissima, come al solito ottimamente diretta dal grande Ettore Scola (che otterrà per questo film il premio per la miglior regia al festival di Cannes del 1976). Mattatore assoluto è uno strepitoso Nino Manfredi, unico attore a comparire nei titoli di testa e sulle locandine per un motivo molto semplice: poichè la storia è imperniata su dei baraccati la strategia della produzione era volta, in un certo senso, a far credere al pubblico che il resto del nutritissimo cast fosse composto da attori non professionisti (magari dei baraccati autentici). In realtà vanno almeno ricordati una irriconoscibile Adriana Russo (truccata e imbruttita in maniera incredibile), Linda Moretti (che interpreta la brutta e perfida moglie di Manfredi) e le esordienti Maria Luisa Santella (nel ruolo della prostituta inizialmente pensato per Sophia Loren) e Clarisse Monaco (la più carina del gruppone che, per questo motivo, finisce col posare nuda per riviste per soli uomini). Manfredi caratterizza il suo personaggio in maniera perfetta, utilizzando un divertentissimo dialetto simil-pugliese che accentua l’aspetto grottesco del suo personaggio e, in un certo qual modo, ne edulcora i lati negativi. Come recita alla perfezione il titolo del film tutti i personaggi sono estremamente riprovevoli, nessuno escluso, e anche il make-up interviene pesantemente per accentuare inestetismi somatici di ogni tipo (capelli unti e sporchi, donne con barba e baffi etc.) che finiscono col conferire ai personaggi un aspetto smaccatamente sgradevole. Un film estremamente particolare e intriso di crudele cinismo che fa ridere tanto ma che, allo stesso tempo, mostra la meschinità, la bassezza e la cattiveria degli esseri umani senza enfatizzare l’ “alibi” della povertà… Da vedere.

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In una baraccopoli alla periferia di Roma assistiamo alle (dis)avventure di Giacinto Mazzatella (Nino Manfredi), capofamiglia di un’autentica tribù composta dalla poco avvenente moglie Matilde (Linda Moretti) + i loro 10 figli, ai quali si aggiungono altrettanti nipoti. Il gruppo convive all’interno di una baracca fatiscente e in condizioni igienico-sanitarie decisamente precarie (i topi sono praticamente di casa), ammassati l’uno all’altro soprattutto nelle ore notturne. Ognuno degli abitanti della casa si industria come può per sbarcare il lunario, praticando le pratiche illegali più assortite (furti, scippi, travestitismo, prostituzione etc.). Giacinto ha perso un occhio in un non ben precisato incidente e quindi, a causa di questo infortunio sul lavoro, ha ottenuto un indennizzo di un milione dall’assicurazione; per questo motivo vive nel terrore che qualcuno dei suoi stimatissimi parenti possa rubarglielo e ogni giorno ne cambia il nascondiglio, salvo poi dimenticarsi dove l’ha nascosto e finendo con l’aggredire a colpi di fucile il primo che gli capita a tiro. Naturalmente anche Giacinto non brilla affatto in quanto a moralità: dopo aver sedotto la moglie di uno dei suoi figli (Adriana Russo), un giorno incontra una prostituta di nome Iside (Maria Luisa Santella) e decide di portarsela a casa, obbligando la moglie a subire l’affronto di far dormire una terza persona nel letto insieme a loro due. Preoccupata dall’andazzo che sta prendendo la relazione tra Iside e Giacinto e, soprattutto, temendo che il marito possa sperperare tutto il suo milione con quella donnaccia, Matilde convoca tutta la famiglia al gran completo e comunica la decisione di voler uccidere Giacinto. Nessuno dei presenti si oppone… Il terribile piano scatta in occasione del pranzo di battesimo di uno dei tanti nipoti: l’abbondante piatto di maccheroni di Giacinto viene condito con un cospicuo quantitativo di un potente topicida. Mentre tutti i commensali mangiano avidamente osservando le eventuali reazioni del malcapitato, ecco che il veleno comincia a sortire i primi effetti: l’uomo si sente male e va in cerca di aiuto, inforcando la sua bicicletta… Finirà in riva al mare dove, praticamente mezzo morto, riuscirà miracolosamente a salvarsi dopo essersi provocato i conati di vomito ingerendo acqua di mare tramite il gonfiatore della bici. Solo in piena notte Giacinto farà ritorno a casa, armato di benzina e fiammiferi…

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Le musiche del Maestro Armando Trovaioli ruotano soprattutto intorno ad un tema principale che si ripete spesso durante la visione e che alla fine sfocia in una canzone assolutamente cult interpretata dalla Schola Cantorum, eccezionale e sottovalutato gruppo musicale della scena italiana anni ’70. “Oh aò, ma ‘ndò vai?…..”

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Cast principale:

Nino Manfredi

Linda Moretti

Maria Luisa Santella

Adriana Russo

Clarisse Monaco

Regia: Ettore Scola

Edizioni in dvd: DNC

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. F.C.N. ha detto:

    Assoluto, indiscutibile capolavoro.

    • F.C.N. ha detto:

      “Non ti sei manco detta come ti chiami…”
      “Isida… dice che è un nome antico…”
      “Puro lo mio è antico: Giacinto. Ci si chiamava mio nonno.”

  2. johntrent70 ha detto:

    “Oh, l’omo è omo, sà!”
    “Ma che ommene e ommene, tu non ce la face cchiù!”
    “Co’ te!!!” 😀

  3. mauro ha detto:

    Il matrimonio Scola & Manfredi a sto giro li mette tutti in fila.

  4. bionda84 ha detto:

    Bellissimo, bellissimo. E’ proprio l’esempio di come, 40 anni fa in Italia si facessero film splendidi, coraggiosi e … grandi. Nel senso di “Voglio fare un gran film”.

  5. Un ritratto sociale denso e riuscito, ma non comprensibile per tutti. Specie in quelli anni.

  6. cinemadegenere2014 ha detto:

    Film straordinario. La nonna che impara l’inglese passando tutte le giornate davanti al televisore è una chicca assoluta. Magnifica prova d’attore per il solito, inimitabile Nino Manfredi!

  7. june23th ha detto:

    Un film magistrale, perfetto nel suo insieme. Ci vuole un coraggio enorme per portare sullo schermo storie del genere: folli, visionarie, a volte raccapriccianti, altre drasticamente divertenti.

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