La morte accarezza a mezzanotte (1972)

Pubblicato: 30 giugno 2014 in Giallo

la morte accarezza

Con “La morte accarezza a mezzanotte” continua l’excursus del regista Luciano Ercoli nel giallo all’italiana e si conclude un’ideale trilogia iniziata nel 1970 con “Le foto proibite di una signora per bene” e proseguita l’anno dopo con “La morte cammina con i tacchi alti”. In tutti e 3 i film la protagonista è la bellissima Susan Scott (al secolo Nieves Navarro), moglie dello stesso Ercoli. Anche questo giallo vede la protagonista al centro di un misterioso complotto e la sceneggiatura del fidatissimo Ernesto Gastaldi (basata su un soggetto di Sergio Corbucci) riserva non poche sorprese, come nella migliore tradizione dello sceneggiatore piemontese. Inoltre, trattandosi di una co-produzione italo-spagnola, figura accanto a Gastaldi anche uno sceneggiatore di origine iberica. Il cast è completato, tra gli altri, dalla bella meteorina Claudie Lange, da un misterioso Ivano Staccioli che però si vede troppo poco, dal solito allucinatissimo Luciano Rossi (stavolta con l’aggiunta di una risata luciferina) e dall’insostenibile Simon Andreu (purtroppo la mia antipatia nei suoi confronti varca i confini dell’inimmaginabile, anche se nel finale tocca tifare per lui). Dopo una prima parte piuttosto compassata la seconda parte finisce in crescendo e la soluzione del giallo, forse un po’ troppo arzigogolata, non è così scontata come sembrava inizialmente… Inoltre Ercoli anticipa di 3 anni una importante tematica “argentiana”: la visione di un delitto avvenuto nel passato, come in “Profondo rosso”. Merita senz’altro una visione.

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Milano. La fotomodella e indossatrice Valentina (Susan Scott) si sottopone volontariamente ad un esperimento che consiste nel provare su di sé gli effetti di un nuovo e potente allucinogeno chiamato HSD. L’esperimento viene supervisionato e documentato dal suo amico giornalista Giovanni Baldi (Simon Andreu) che ne vuole ricavare un esclusivo servizio per il giornale scandalistico presso il quale lavora. Mentre è sotto l’effetto della droga, Valentina ha una terribile visione: vede una donna massacrata sul viso con un pugno di ferro artigliato e riesce a vedere chiaramente in volto anche l’assassino mentre commette il delitto. Baldi sfrutta la situazione per ricavarne un articolo ancor più sensazionale e, naturalmente, nessuno crede alla visione di Valentina. Un giorno Valentina si vede recapitare un invito per la partecipazione ad un contratto pubblicitario; recatasi all’appuntamento in un appartamento che si trova proprio di fronte a casa sua, lo trova vuoto. Inoltre vede chiaramente l’assassino della sua visione che comincia ad inseguirla e, sconvolta, urla dal balcone chiedendo aiuto a Stefano (Peter Martell), il suo fidanzato, che corre a salvarla. Naturalmente dell’uomo misterioso non vi è alcuna traccia ma la cosa strana è che, in quel palazzo, era stato effettivamente commesso, 6 mesi prima, l’omicidio di una donna con le stesse modalità della visione di Valentina (pugno di ferro compreso). Il colpevole del delitto è stato comunque già assicurato alla giustizia poichè era stato trovato, imbottito di droga, accanto al corpo della donna e ora è recluso in un manicomio criminale. Una donna misteriosa, Veruska (Claudie Lange), si presenta a Valentina e le rivela di essere la sorella della vittima; Veruska è l’unica a credere alle parole di Valentina e vuole assicurarsi che l’uomo arrestato sia effettivamente colpevole. Per questo motivo conduce Valentina al manicomio criminale per un riconoscimento ma l’uomo, che versa ormai in uno stato semi-catatonico, è un’altra persona, così come la vittima stessa, vista in fotografia… E non è tutto: Valentina continua ad essere perseguitata dall’assassino misterioso della sua visione ma anche il commissario di polizia cui si rivolge per chiedere aiuto (Guido Spadea) è convinto che si tratti di semplici farneticazioni. Ed è proprio nell’ufficio del commissario che Valentina nota, sulla prima pagina di un giornale, la fotografia di una donna che si è gettata sotto un treno: costei è proprio la donna che, nella sua visione, veniva uccisa con il pugno di ferro… L’autopsia rivelerà che la donna era già morta 24 ore prima dell’impatto col treno e che quindi si è trattato di simulazione di suicidio…

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La colonna sonora è affidata al maestro Gianni Ferrio che, come al solito, non delude e firma un buonissimo score di impronta lounge-jazz che si sposa ottimamente con le immagini. Analogamente a quanto avvenuto con un film di Duccio Tessari di 2 anni prima (il bellissimo “La morte risale a ieri sera”) il tema principale (“Valentina – Controluce”) è affidato alla inconfondibile voce di Mina ed è un valore aggiunto di non poco conto.

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Cast principale:

Susan Scott

Simon Andreu

Peter Martell

Ivano Staccioli

Luciano Rossi

Claudie Lange

Regia: Luciano Ercoli

Edizioni in dvd: NoShame

Formato video 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. marcobenbow ha detto:

    Vado pazzo per l’accoppiata Ercoli/Scott. 3 film magari non perfetti ma che rientrano tra i miei preferiti in assoluto.

  2. johntrent70 ha detto:

    Indubbiamente. Del trittico preferisco i “tacchi alti”… 😉

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