La bellissima estate (1974)

Pubblicato: 3 agosto 2014 in Drammatico

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Nel piccolo sottobosco drammatico dei cosiddetti “Lacrima movies” anni ’70 questo film di Sergio Martino viene sempre poco considerato rispetto ad altri titoli più “blasonati”. Niente di più sbagliato, perchè l’ eclettico regista romano confeziona un film elegantissimo e patinato che rispecchia sì i soliti topòi del genere (sofferenza immane, spaccati familiari difficili, morte del bambino protagonista etc.) ma vi aggiunge anche qualcosa in più: la drammaticità della storia è infatti acuita dal fatto che stavolta a lasciarci le penne è anche il papà del bambino che, una tantum, non è impersonificato dal biondo Renato Cestiè ma da un comunque convincente Alessandro Cocco. La coppia di genitori è composta da una bellissima Senta Berger e da John Richardson (che praticamente muore subito e si vede solo in estenuanti flashback e ralenty con il figlioletto)… A stemperare il clima triste e opprimente della vicenda provvede uno strampalato Lino Toffolo con alcuni monologhi e siparietti che, a volte, finiscono con lo stonare un po’ (peccato veniale, comunque). Il soggetto e la sceneggiatura portano la firma del produttore Luciano Martino e di suo fratello Sergio (che ovviamente firma la regia), nonchè di Sauro Scavolini (regista di quel piccolo e misconosciuto capolavoro intitolato “Amore e morte nel giardino degli dei”)… e si vede! Naturalmente il pubblico che si approccia a questo genere di film è consapevole fin dall’ inizio di ciò a cui andrà incontro e quindi si prepari a sfoderare i fazzoletti perchè non resterà deluso… Buone anche le struggenti musiche di Alberto Pomeranz con l’ arrangiamento e la direzione di Luciano Michelini e Renato Serio. Stranamente di questo film non esiste ancora alcuna edizione in dvd e quindi per recuperarlo tocca sperare in qualche passaggio televisivo raro come la cometa di Halley oppure fiondarsi sulla cara, vecchia e mai troppo poco rimpianta vhs.

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Il piccolo Gianluca (Alessandro Cocco) ha 9 anni e si trova in Versilia per le vacanze estive insieme alla mamma Emanuela (Senta Berger). Suo padre, il ricchissimo Ing. Bennati (John Richardson), è proprietario di un’ industria a Milano ed è in America per chiudere alcuni affari. Gianluca è molto legato al padre ed infatti è l’ unico ad essere al corrente di un suo piccolo segreto: fin da giovane egli aveva coltivato la passione per le corse in Formula Uno ed era anche un discreto pilota ma poichè aveva promesso alla moglie che non avrebbe più corso continua a farlo ma di nascosto con la complicità del figlio, appunto, che spesso lo accompagna alle prove. Una volta finita l’ estate, tutti rientrano in città tranne Gianluca e sua madre e ciò incuriosisce il bambino che comincia a interrogarsi sulla prolungata assenza del papà. La madre gli prospetta la possibilità di rimanere in Toscana più a lungo del previsto e le frequenti visite di un architetto amico di famiglia (Mario Erpichini) insospettiscono il piccolo che inizia a immaginare che dietro al mancato ritorno del padre possa esserci una relazione extraconiugale di uno o di entrambi i genitori e che ciò sia il preludio di un imminente divorzio. Sono passati ormai 2 mesi e la madre iscrive Gianluca ad una scuola elementare di Livorno: l’ ambientamento non è dei più semplici in quanto Gianluca riscontra parecchie difficoltà di inserimento in una nuova realtà nella quale ci sono compagni di classe che lo prendono in giro e che non lo vedono di buon occhio in quanto lo ritengono ricco e viziato. Dopo aver subito alcuni atti di bullismo e aver sopportato in silenzio Gianluca reagisce e, dopo una rissa con il suo compagno Marco, viene portato in medicheria ma non rivela il nome di chi lo ha picchiato. Ciò gli vale la stima e il rispetto di Marco, capo dei bulli, che da quel momento diventerà uno dei suoi migliori amici… Gianluca è sempre più triste e sospettoso per l’ assenza del padre e nemmeno l’ inizio di una nuova amicizia con una bambina che suona il piano e che abita in una villa vicino alla sua riesce a togliergli questo tarlo dalla mente; decide quindi di andare a Milano di nascosto per incontrare il papà e si fa aiutare in ciò da Marco e dai suoi compagni di classe che organizzano una colletta per comprargli il biglietto aereo. Gianluca chiede a Marco di fargli compagnia nel viaggio e, per non andare da soli, si fanno accompagnare da un barbone stravagante con l’ hobby dell’ aviazione che abita in una baracca sul mare e si fa chiamare “Barone rosso” (Lino Toffolo). Costui è solito intrattenere i ragazzi con fantomatici e improbabili racconti delle sue trasvolate durante la guerra ma in realtà non ha mai volato in vita sua e ha perfino paura dell’ aereo… Una volta giunti a Milano, i tre raggiungono la fabbrica dell’ Ing. Bennati e lì Gianluca scopre la terribile verità: la scrivania di suo padre è vuota perchè l’ uomo è morto in un incidente alla guida del suo bolide di Formula Uno… Tornati a casa, Gianluca e Marco costruiscono una carriola di legno ma Gianluca ha l’ ardire di volerla provare in strada e, al culmine di una ripida discesa, viene travolto da un’ auto riportando lesioni gravissime… Il bambino spirerà in un finale straziante con la mamma che gli rilegge l’ ultima lettera del papà scritta dall’ America; le sue parole si sovrapporranno alle visioni oniriche del piccolo che vede il padre che lo invita a raggiungerlo dall’ altra parte e ai primi piani dei compagni di scuola che aspettano immobili e in silenzio nel cortile dell’ ospedale…

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Cast principale:

Senta Berger

John Richardson

Alessandro Cocco

Caterina Boratto

Lino Toffolo

Regia: Sergio Martino

commenti
  1. vito (@vioxlin) ha detto:

    film così tristi cosa rara .l’ estate ha portato sempre super scalogna .ho perso una creaturina il 31 di questo luglio odioso .morire così fin da piccoli e una cosa che ti incatena per sempre al dolore .se potessi darei la mia stessa vita .magari qualche emissario ultra terreno giungesse da me lo farei si,fin da subito non ci penserei nemmeno due volte ne tantomeno tre

    • Rocco ha detto:

      ci dovrebbe essere una legge ultraterrena che non dovrebbe permettere a nessun bimbo di morire o di soffrire ed invece le cronache ce ne raccontano tutti i giorni, un bacino alla tua creaturina che nel cielo brilla con le altre stelle

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